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La condizione presociale e il diritto di natura

La necessità della scienza politica è un riflesso della necessità che agisce nelle volontà umane.
I postulati della scienza politica sono:
• bramosia naturale: ognuno vuole godere da solo dei beni comuni;
• Ragione naturale: ognuno rifugge dalla morte violenta come dal peggiore dei mali naturali;
Hobbes nega l’esistenza di un amore dell’uomo per gli altri. Le associazioni spontanee nascono dal bisogno reciproco o dall’ambizione, quindi la base delle grandi società è il timore reciproco, le cui cause sono:
• l’uguaglianza di natura tra gli uomini: tutti desiderano la stessa cosa. C’è il diritto di tutti su tutti (ius omnium in omnia);
• la volontà di danneggiarsi a vicenda;

In questo modo lo stato di natura è uno stato di guerra di tutti contro tutti (bellum omnium contra homines). In mancanza di leggi e poteri, l’uomo non distingue il giusto dall’ingiusto e ogni uomo risulta un lupo per un altro uomo (homo homini lupus).

La ragione calcolatrice e la legge naturale

Se la condizione di guerra universale si realizzase totalmente, il genere umano si annienterebbe. La semplice minaccia della guerra impedisce ogni attività commerciale o industriale, l’agricoltura, l’arte, la scienza, ponendo l’uomo al livello di un animale solitario.
Ciò non succede grazie alla ragione naturale che suggerisce il principio generale da cui discendono le leggi naturali del vivere civile. La ragione umana è una tecnica calcolatrice capace di prevedere le circostanze future e operare in vista di esse le scelte più convenienti.
Le norme fondamentali della legge naturale sono dirette a sottrarre gli uomini dalll’istinto e ad imporgli disciplina. La prima norma è: “conseguire la pace in quanto si ha speranza di ottenerla”. Da questa segue la seconda legge, che è l’ equivalente del progetto evangelico “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Questo implica che gli uomini debbano fare patti, terza norma è “bisogna stare ai patti, cioè osservare la parola data”.

Lo Stato e l’ assolutismo

Il passaggio da stato di natura a stato civile si ha con la stipulazione di un patto con il quale gli uomini rinunciano al diritto illimitato sottomettendo la propria volontà a una sola persona, in modo tale da ottenere una stabile difesa della pace. Tale persona è rappresentata dal sovrano o Leviatano che ha il potere assoluto. La teoria hobbesiana è tipica dell’ assolutismo. I principi sono:

- il patto è unilaterale: una volta costituito lo Stato, i cittadini non possono dissolverlo;
- Il potere sovrano non si può dividere, poiché la libertà ne soffrirebbe o si arriverebbe alla guerra civile;
- Solo lo Stato può distinguere il bene e il male. Se lo facesse il cittadino individualmente, lo Stato si dissolverebbe;
- Bisogna essere obbedienti anche a ordini ritenuti ingiusti;
- La sovranità esige che si escluda la liceità del tirannicidio;
- Lo Stato non è soggetto alle sue leggi: è una specie di anima della comunità e il suddito è libero solo in ciò che il sovrano ha omesso di regolare con le leggi. Lo Stato non può riconoscere un’autorità religiosa indipendente: pertanto Chiesa e Stato coincidono.

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