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Idealismo è una parola che descrive un atteggiamento filosofico attribuibile ai filosofi che mettono al centro il concetto di pensiero ed idea. Sono idealisti Platone, Cartesio ma soprattutto quelli tedeschi che andremo a vedere. L’idealismo tedesco è una corrente filosofica situata tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800 nel territorio che diverrà la Germania. Il nemico dell’idealismo è l’empirismo, che mette al centro l’esperienza (Locke e Hume).
L’idealismo tedesco parte dalla differenziazione di Kant di fenomeno e noumeno (rivoluzione copernicana della filosofia). Tutti i filosofi devono confrontarsi con chi viene prima. Secondo Kant si conosce solo di ciò che si fa esperienza ma le esperienze sono sensazioni molteplici e separate. Mediante le modalità a priori l’uomo costruisce a partire del materiale che deriva dall’esperienza, il fenomeno.

Dato sensibile → facoltà della conoscenza “a priori” (non derivano dall’esperienza) costruiscono (unificano a partire dai dati sensibili), a partire dai dati della sensibilità, fenomeno. Il fenomeno è il prodotto dell’intelletto.
C’è un problema: qual è la causa del dato sensibile? Kant dice che i dati sensibili ci sono perché al di là dell’esperienza devo postulare l’esistenza di una x conosciuta chiamata noumeno. Esso esiste altrimenti non ci sarebbe il dato sensibile ma non posso conoscerlo razionalmente. Tutta questa complicazione è il punto su cui intervengono gli idealisti. Essi aboliscono la differenziazione tra fenomeno o noumeno; in particolare elimino il noumeno. Il dato sensibile a questo punto è prodotto del mio intelletto. L’esperienza non è altro che un momento dello sviluppo della ragione.
I principali idealisti tedeschi sono:
- Fichte (1762 – 1814)
- Schelling(1775 – 1854)
- Hegel (1770 – 1831)
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