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Domande su Schopenhauer

• Fenomeno e noumeno: Schopenhauer e Kant.

Schopenhauer pone come punto di partenza la filosofia critica di Kant, a cui riconosce la differenziazione tra fenomeno e noumeno, pur apportandone dovute rivisitazioni.
Per Kant il fenomeno rappresenta l’oggetto della conoscenza umana ed è inoltre sintesi di un elemento materiale in relazione alle forme a priori, connaturate al soggetto, per Schopenhauer questo è invece parvenza, illusione, sogno, quello che viene definito ‘velo di Maya’, che , tessuto dalle tre forme a priori di spazio, tempo, casualità, celano agli occhi degli uomini la cruda verità: arriva ad essere una semplice rappresentazione all’interno della coscienza del soggetto. Vi è poi il concetto di noumeno, ciò che si oppone generalmente a fenomeno e che è intellegibile.
Per Kant, il noumeno rappresentava la realtà in sé, che come tale può essere solo pensata, ma non affermata.

Al contrario, per Schopenhauer, il noumeno consiste nella volontà, è la verità dell’essere che si nasconde dietro il manto illusorio del fenomeno; a differenza di Kant, il noumeno è conoscibile: attraverso il volere ed il soffrire ogni essere sperimenta che la realtà ultima è proprio la volontà di vivere.

• Perché l’esperienza corporea?

Secondo la filosofia schopenhaueriana, il corpo diventa il luogo della verità ed i sensi strumenti della conoscenza. È solo attraverso l’esperienza corporea che l’uomo prende consapevolezza della volontà. Cercando di rispondere ai bisogni primari, che non sono altro che pura oggettivazione della volontà di viver, l’essere riesce ad accedere alla verità profonda e nascosta del mondo, cogliendo il noumeno.

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