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-L’Idealismo-

-Si sviluppa dal criticismo.
-Colui che fonda questa corrente filosofica è un kantiano, FICHTE.

-Fichte-

Figlio di pastori, un giorno mentre bada al gregge il signore per cui lavora gli fa alcune domande, e dalle risposte che Fichte gli da capisce che è molto intelligente. Allora questo signore comincia a dargli delle lezioni privatamente, fino a che muore. Cosi Fichte comincia a dare a sua volta delle lezioni e un giorno gli chiedono di parlare di Kant. Lui, non conoscendo questo autore, va a leggere i suoi scritti e in particolare lo colpisce la SECONDA CRITICA.
Cosi si sviluppa un dibattito su Kant (verrà in seguito chiamato dibattito post kantiano) su il NOUMENO (ciò che pensiamo ma non conosciamo) e il FENOMENO (ciò che si manifesta). Ad un certo punto Fichte interviene in questo dibattito con un’opera chiamata “RECENSIONE INESIDEMONE”.
Successivamente Fichte va a trovare Kant e gli lascia un suo manoscritto. Inizialmente a Kant non interessa, infatti non si scrive neanche il suo nome, ma dopo un po’ lo riprende in mano e decide di leggerselo. Impressionato da quanto questo autore si avvicini al suo pensiero lo fa pubblicare, come anonimo, e dice che non è suo.

Kant diceva che il noumeno è immanente: che c’è cioè una realtà infinita alla base di una realtà finita.

Da qui nasce l’idealismo. Porre a fondamento di tutte le cose le idee.

Fichte dice che non esiste materia senza pensiero

A fonsamento del pensiero ci sono i 3 Principi di Aristotele:
- D’IDENTITA’ ( A=A )
- Di non contraddizione( SE A=A A≠B )
- Del terzo escluso ( Una cosa è vera o è falsa)

Quindi:
- IO = IO
- IO ≠ NON-IO ( l’IO oppone a sé un non-io )

Il pensiero puro è infinito e si pone uguale a sé -> facendo ciò si differenzia da ciò che lo nega -> così si crea un IO DIVISIBILE (immagini divisibili dell’IO).

Quindi con questo procedimento riesco a passare da un Io infinito e metafisico, ad un Io fisico e determinato(finito).

Una volta determinato questo IO FINITO, Fichte dice che secondo l’idealismo, l’IO DIVISIBILE deve cercare di realizzare la propria libertà, liberarsi di ciò che la determina ed arrivare alla dimensione fisica dell’IO ASSOLUTO.

-Lo Stato-

L’idealismo di Fichte è stato denominato “etico” perché il suo discorso è basato sull’agire centrato sull’IO.
Ciò non esclude che lui parli dell’IO in relazione con gli altri individui. A proposito di ciò egli dice che è vero che il valore di una persona è basato sulla sua libertà, ma ci sono anche gli altri individui e l’IO non deve ledere alla libertà altrui.

Così interviene lo Stato: questo organismo deve garantire i diritti di natura degli individui, come ad esempio la libertà.

-Il Pensiero di Fichte dopo il 1800-

Ad un certo punto c’è una svolta: viene accusato di ateismo, perché la sua filosofia è basata sull’affermazione dell’IO come principio primo del mondo, come se sostituisse Dio con l’IO.
In verità per lui non era così, semplicemente non tratta questo argomento.
Così comincia a far equivalere l’IO con Dio e introduce degli elementi religiosi nella sua filosofia.
Inoltre in quest’epoca comincia a parlare di uno Stato chiuso: prima egli vedeva lo Stato come un organismo che doveva garantire i diritti dell’individuo, ora invece gli individui realizzano la loro esistenza in quanto sono parte dello Stato.

Quindi negli ultimi anni si sviluppa una nuova filosofia, a cui poi si rifaranno anche Shelling, Hegel e Schopenhouer.

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