Compte

Compte fu influenzato dalla lettura degli illuministi e si formò nelle scuole illuministe; smette di leggere perché credeva di possedere le verità interiormente. La chiave di lettura di Compte è che la scienza è lo strumento per risolvere la crisi nella quale secondo lui era immischiata la società posti rivoluzionaria.

Ha bisogno di una rivoluzione universale dopo la rivoluzione francese, non solo in lui ma anche politicamente. Ha bisogno della scienza per uscire dalla crisi dove è immersa la società post rivoluzionaria. Il positivismo degli inizi è l’espressione dell’idea in cui bisogna risolvere una crisi in atto grazie alla scienza, e quindi quello di cui sente il bisogno è una rigenerazione universale, anche politica. Lo strumento definitivo è la scienza positiva.

Nel 1922 ebbe chiaro il suo progetto filosofico sotto la sua grande legge, che è la legge dei tre stadi. Compte ritiene che l’umanità da punto di vista del sapere abbia attraversato 3 stadi: ciascuna delle scienze e anche il sistema concettuale generale dei fenomeni è passato per:

lo stadio teologico o “fittizio”
lo stadio metafisico o “astratto”
lo stadio positivo o “scientifico”

1) Nello stadio teologico si cercano le cause prime, il destino dell’universo, la natura degli esseri, ci si interroga sulla intima natura degli enti e il metodo di spiegazione è riferirsi a agenti sopranaturali cioè i fenomeni vengono riferiti a enti sovra naturali cioè divini, più o meno numerosi, perché secondo lui l’ultimo passaggio dello stadio teologico è stato il passaggio dal politeismo al monoteismo e questo è avvenuto con Socrate.

2) Lo stadio metafisico o astratto è una modificazione del primo nel senso che gli agenti sovra naturali vengono sostituite da forze astratto immanenti ai fenomeni è uno stadio transitorio.
In questo stadio non ci si fa più a divinità ma a forze astratte cioè a essenze e consiste nel riferire a ogni oggetto la propria essenza. Si cercano sempre conoscenze comunque di tipo assoluto.

3) Lo stadio finale, fisso, oltre al quale non ci sono passaggi è lo stato scientifico positivo che è quello in cui l’uomo rinuncia a porsi certi problemi e cioè quali siano le cause intime dei fenomeni.. e rendendoci conto dei nostri limiti si cerca solo di scoprire con ragionamento e osservazioni (Galileo) le leggi effettive dei fenomeni cioè i loro nessi causali, le relazioni, non più le essenze. Da gente adulta ci si rende conto che non si può giungere a conoscenze assolute e quindi si cercano le relazioni.

Secondo Compte l’ultimo passo del sistema positivo sarebbe ridurre tutti i fenomeni sotto un’unica legge. In realtà è stato un buon profeta in quanto anche oggi si cerca di unificare i fenomeni sotto una stessa teoria (Grande teoria unificata).

Questa legge dei tre stadi non vale solo per lo sviluppo dell’umanità ma anche di quella di ognuno di noi perché ognuno da bambino è teologo, metafisico da giovane e scienziato da adulto.

Secondo Compte le scienze non sono giunte allo stadio positivo tutte assieme: le prima a uscire dalla metafisica furono quelle che avevano un oggetto più semplice. La prima è stata l’astronomia.
Nella sociologia siamo ancora in un ambito metafisico ed è quello che lui si propone di fare.

Dottrina della scienza
Lo scopo della scienza è la ricerca delle leggi perché solo se le conosciamo possiamo prevedere gli eventi e così agire per trasformare la realtà.
Scienza→previsione→azione
Questa è una ripresa Baconiana: natura non vicitur nisi parendo (la natura non si vince se non obbedendole).

Detto che la scienza ci darà il dominio sulla natura, specifica che la scienza di per sé non nasce per risolvere problemi pratici, ma di per sé la scienza ha natura teorica, distinta da fini tecnico pratici. Fa un esempio: un marinaio che la longitudine evita il naufragio deve la vita ai geometri greci che si sono occupati delle sezioni coniche. Questi geometri non avevano fini pratici ma lo hanno fatto per amore del sapere. Quindi ha fini pratici ma nasce con fini teorici. Se ci basassimo solo sulla risoluzione immediata di problemi, perderemo la possibilità di vedere la ricaduta della scienza.

La ricaduta può avvenire dopo lunghissimo tempo (come marinaio).

La scienza ricerca essenzialmente le leggi e quindi non si basa sui fatti, esperimenti. Questi servono per confermare o smentire teorie, ma la scienza si fonda sulla ricerca delle leggi (non sulla raccolta di fatti). I fatto servono a vedere se la legge è valida. La scienza non è una mera erudizione tesa a accumulare dati. Si va in cerca delle leggi. L’enfasi è posta sulle leggi. La vera legge consiste di leggi non già di fatti. Quindi esclude la conoscenza metafisica.

Classificazione comptiana delle scienze
Le colloca in un ordine gerarchico, piramidale, dove alla base c’è la matematica poi le scienze empiriche (astronomia, fisica,chimica, biologia, sociologia).
Le classifica secondo un ordine logico ma anche storico pedagogico.
Le scienze sono gerarchizzate secondo un grado decrescente di generalità cioè l’oggetto diventa più complicato salendo, si va dal semplice al complesso, dal più generale, al meno generale. Le scienze che hanno gli oggetti più semplici forniscono gli oggetti anche alle altre scienze.
Da questo punto di vista le scienze più complesse presuppongono quelle meno complesse: la sociologia si occupa dell’uomo e l’uomo è soggetto anche alle leggi chimiche, fisiche..). anche la biologia è soggetta alle leggi della chimica, fisica.. quindi le scienze che stanno alla base sono presupposte da quelle che stanno al vertice. Non vale il contrario.
Questo però non significa che le scienze superiori siano riducibili a quelle inferiori: pur presupponendo le leggi delle altre scienze, hanno anche delle leggi specifiche che la rendono autonoma e non riducibile a altre leggi.

C’è poi un ordine storico nel senso che la piramide ci dà anche la successione cronologica con cui le varie scienze sono giunte all’approccio positivo.

L’ordine è anche pedagogico cioè per l’insegnamento bisognerebbe seguire quest’ordine.

Matematica → fa storia a sé perché è la base di tutte le altre. C dice che la matematica è la base della altre scienze, che sono nate grazie alla ma tematizzazione e quindi è stata la prima a entrare nello stadio positivo. Quindi fa un po’ storia a sé perché come strumento sta alla base delle altre.

Filosofia → filosofia è epistemologia cioè riflessione sul metodo delle scienze, l’unico mezzo razionale per comprendere le leggi logiche delle scienza. Non ha un suo ruolo autonomo perché non ha un oggetto: e fette del sapere se le pappano le varie scienze.

Le scienze che non sono comprese nell’elenco sono:
→ la teologia e la metafisica perché non sono scienze, non possono essere empiricamente verificabili
→ la morale, l’etica perché prescrive i comportamenti, ma non c’è una prescrizione che può essere verificata. Riguarda il dover essere, i valori, non i fatti e quindi non può essere una scienza. Se diventa una descrizione di come le persone, i gruppi si comportano, diventa una componente della sociologia.
→ Una cosa strana è che non ci sia la psicologia, nata poco dopo come scienza. Compte la esclude perché la conosce come era praticata ai suoi tempi. Come scienza nasce a fine 800, mentre come dottrina della poichè era nata da Platone, Aristotele e quindi C ha una concezione della psicologia introspettiva e C dice cha la mente può osservare oggetti che non sia il suo e quindi non può essere scienza, perché c’è l’identità impossibile del soggetto osservate al soggetto osservato. Quindi per questo non può essere scienza, perché era una sorta di autoanalisi, psicologia introspettiva. Da questo punto di vista è un residuo di teologia e non può esser scienza.

La psicologia si può ricondurre alla fisiologia (studiare le parti del cervello) o alla sociologia (studiare i comportamenti sociali dell’uomo). Nascerà come scienza perché sarà sperimentata negli uomini.

Fisica sociale
Tutte le scienze sono giunte allo stadio positivo, tranne la sociologia perché bisognerebbe introdurre il metodo scientifico positivo anche nella sociologia; questa è l’unica lacuna che manca per colmare la filosofia positiva, per costituirla integralmente perché tutte le altre scienze sono già giunte allo stadio positivo; l’unica che manca è la sociologia.
Lui stesso dichiarava che fin da giovane aveva sentito il bisogno di una rigenerazione universale,non solo filosofica, ma anche politica, perché ci si trovava in una situazione di crisi, derivante dalla rivoluzione francese e dalle sue conseguenze. Quindi dal suo punto di vista la sociologia scientifica, o fisica sociale, è l’unica base solida, consistente, per riorganizzare la società cioè chiudere lo stato di crisi.
La costruzione di una sociologia scientifica che lui chiama fisica sociale è il presupposto necessario, imprescindibile per costruire una politica che sia “positiva”/scientifica/razionale, perché vale anche in ambito socio politico la relazione scienza donde previsione, previsione donde azione; cioè per risolvere la crisi sociale in atto ci vuole la conoscenza dei fatti sociali. Il compito preliminare per risolvere la situazione di crisi è costruire una fisica sociale. In altri termini: per trasformare la società, riformarla, occorre la conoscenza delle leggi della società. La fisica sociale è il presupposto necessario di ogni politica positiva/scientifica, perché natura non vincitur nisi parendo (=se conosco le leggi della società posso cercare di modificarla) perché quello che vale per la fisica,chimica, biologia, vale anche per la sociologia cioè prima bisogna conoscere le leggi che regolano i fenomeni sociali e poi si può cercare di modificarli (anche se in maniera limitata dice Compte perché la società non si può modificare a tavolino come un esperimento in laboratorio).
Quindi fisica sociale per poi costruire una politica positiva, questo è il presupposto.
La chiama fisica sociale in quanto la ritiene una scienza come le altre, la scienza dei fatti umani.
La fisica sociale è divisa in due parti: → statica sociale : si occupa delle
(terminologia di tipo fisico) condizioni dell’ordine
→ dinamica sociale: si occupa delle
condizioni del progresso.

Gli stati precedenti sono stati quelli teologico (quello feudale) e metafisico (corrisponde alla rivoluzione). Lo stadio teologico in termini di monarchia teocratica militare (quindi il medioevo) aveva garantito l’ordine. Invece la crisi rivoluzionaria (la rivoluzione francese) aveva cercato di realizzare il progresso, però secondo lui era stato un progresso disordinato, anarchico. Quindi secondo lui l’ideale che propone, sulla base di una politica di conoscenza delle leggi della società, sia un ordine progressivo o in altri termini un progresso ordinato che sembrerebbero inconciliabili, ma secondo lui invece sono conciliabili.

Statica sociale
La statica sociale studia le condizioni dell’ordine e in particolare le condizioni di esistenza comuni a tutte le società in qualunque tempo, cioè le condizioni che sono comuni a tutte le società in qualunque periodo storico e che garantiscono l’ordine e sono 3 queste condizioni di esistenza fondamentali di ogni società, dell’uomo in quanto tale come essere sociale:
1) socievolezza fondamentale dell’uomo: per dirla con Aristotele l’uomo è un animale politico cioè l’uomo è destinato a vivere in società ; gli uomini vivono in società da sempre, hanno una natura sociale, sono sociali fin dall’inizio, non hanno bisogno di un patto (come diceva Hobbs, Rousseau,Schopenhauer(omo ominis lupus, si mette assieme solo per regolare gli istinti)). Per Compte, come Aristotele, c’è una socievolezza fondamentale dell’uomo, non è prima un selvaggio che poi produce un patto; gli uomini sono naturalmente socievoli.

2) nucleo familiare che per lui è la base della società (come per Aristotele famiglia, villaggio e poi polis). La società primordiale è la famiglia, in tutti i tempi. La famiglia si fonda sulla subordinazione dei figli ai genitori e sulla subordinazione dei sessi cioè della donna all’ uomo perché per lui la donna è perennemente in uno stato d’infanzia, una permanente fanciulla (sostiene questo anche se dice che ci si può stancare di agire, pensare, ma non di amare..). Era convinto di questa inferiorità della donna suffragata dai risultati della biologia in quanto dice che la biologia supporti l’inferiorità della donna (ricorda la frenologia che pretendeva di conoscere il carattere di una persona dalla forma del cranio). Pensava che questa inferiorità avesse basi ideologiche, ma naturalmente era il condizionamento dell’epoca

3) la divisione del lavoro cioè il fatto che gli uomini si associno, comperino e si dividano i ruoli. Quello che Marx definisce l’assassinio del popolo, per Compte è una normalissima condizione che anzi è la condizione fondamentale della sopravvivenza della società.

C’è anche una legge della statica sociale e questa è la connessione dei vari aspetti (culturale, economico, sociale) della vita sociale ,il che politicamente implica che ogni epoca ha un regime politico che gli è adeguato. Non c’è un regime politico buono in assoluto perché una costituzione che è adatta a certe condizioni sociali, economiche, culturali, può non essere adatta ad altre situazioni. Ogni popolo ha una sua adeguata costituzione adeguata, che varia, non c’è un bene e un male assoluto. Questo lo sosteneva già Hegel. Non come aveva preteso Napoleone di fare una costituzione perfetta da imporre in tutta Europa. Quindi una costituzione può andar bene in un popolo e in un altro e quindi non c’è un bene o un male assoluto, tanto è vero che si è passati da una monarchia teocratica, che funzionava nel medioevo, alla sovranità popolare, tipicamente rivoluzionaria e poi si passerà allo stadio positivo.

Dinamica sociale
La dinamica sociale studia il progresso e il progresso si attua, sul piano sociale, attraverso la legge dei tre stadi, che come vale per le scienze vale anche per il progresso sociale. I tre stadi sono stadio teologico = feudalesimo, stadio metafisico = rivoluzione (riforma protestante ma soprattutto rivoluzione francese), stadio positivo = regolamentazione società industriale). Quindi la dinamica sociale secondo Compte segue la legge dei tre stadi.

Considerazioni sulla sociologia
I metodi specifici attraverso cui si arriva a conoscere la società sono osservazione, esperimento e metodo comparativo.
→ per osservazione intende l’osservazione dei fatti sociali, ma inquadrata all’interno di una teoria; non c’è una osservazione che non sia in rapporto con una teoria e qui la teoria è quella dei tra stadi. L’osservazione dei fatti sociali va fatta inquadrando i vari fenomeni sociali all’interno dei tre stadi della evoluzione, teologico, metafisico, positivo. L’osservazione è la collocazione dei fatti sociali all’interno della visione della scansione triadica della società.
→ Esperimento: in sociologia, nella società non si può fare (come lo facciamo in laboratorio per la chimica) perché non è una realtà modificabile a nostro piacimento, non possiamo metterla sotto al microscopio. Lo potremo fare se la società fosse come una scacchiera dove mettiamo le pedine nel posto in cui vogliamo. Ma siccome non possiamo modificare artificialmente i fenomeni sociali, l’esperimento è sostituito, trova un surrogato, dal caso patologico (dalla perturbazione dei fenomeni sociali). Come in medicina il fatto di studiare la patologia, cioè la malattia, ci consente di vedere come viene alterato il funzionamento degli organi e quindi ci permette di studiare la fisiologia. Lo stesso vale per la società, cioè il caso patologico, la perturbazione dei fenomeni sociali, ci consente di cogliere l’aspetto fisiologico della società proprio perché il caso patologico altera la normale successione degli eventi e quindi ci permette di studiare l’assetto fisiologico.
La perturbazione intesa come caso patologico sostituisce l’esperimento in quanto non si può modificare a piacere l’assetto della società.
→ Il metodo comparativo, che sostanzialmente è il metodo storico comprendere nel studiare analogie e differenze tra diverse società in diverse stadi di sviluppo. (aggiunge anche che consiste nel cogliere analogie e differenze tra società umane e animali). È un confronto di carattere storico tra diverse società nei diversi momenti di sviluppo.

Proposta di politica positiva
La politica positiva è quella politica che dovrebbe risolvere quella situazione di disordine portata dalla rivoluzione francese.
C’era uno stadio che garantiva l’ordine, che era quello feudale, teocratico-militare. Rispetto a questo periodo che garantiva ordine ma non progresso, è stata necessaria la fase rivoluzionaria. Ora si tratta di una fase transitoria che deve sfociare in una nuova fase dove ci sia progresso e ordine.
Il sistema sociale uscito dalla rivoluzione lo chiama metafisico perché assolutizza, dogmatizza, eternizza degli aspetti che erano necessari solo per distruggere il sistema teologico, ma che secondo lui sono incompatibili con una società progressiva e ordinata. L’errore della rivoluzione è che ha assolutizzato quegli elementi che servivano solo nella fase transitoria per distruggere il vecchio ordine e che assolutizzati diventano ostacoli per il nuovo ordine, per la società progressiva e ordinata. Tra questi aspetti che lui critica e ritiene che siano stati indebitamente assolutizzati c’è la libertà (di coscienza, di parola, di stampa), (le libertà tipiche del mondo moderno) necessarie per distruggere il vecchio ordine, ma che non vanno assolutizzate perchè si tratta di elementi necessari per distruggere il vecchio ordine , basato su quello che lui chiama filosofia teologica (=l’ordine medievale) , ma che sono transitori e non varranno più quando si realizzerà una società con politica positiva. Quando saranno instaurati i principi di una politica positiva cioè razionale, fatta sulla base delle leggi, non ci sarà più bisogno di discutere e quindi la libertà non esisterà o sarà limitata.
(Lui diceva che la cosa disastrosa è che la politica anziché essere in mano a coloro che conoscono le leggi della società, è in mano agli avvocati e ai letterati che della società non capiscono un tubo e che quindi creano solo caos).
Quindi quando si realizzerà una società razionale la libertà sarà limitata o non ci sarà, perché se la realtà sarà organizzata sulla base delle leggi della fisica sociale, non ci sarà spazio per la libertà.
In fisica o chimica non c’è libertà, la legge vale per tutti fino a che non se ne trova una di nuova e allora se la politica si baserà sulla conoscenza di leggi ferree della società, non ci sarà più nulla su cui discutere se non su aspetti secondari.
La politica sarà organizzata su basi scientifiche e quindi non ci sarà nulla su cui discutere, come non c’è nulla da discutere in fisica, chimica, matematica.
A noi può sembrare discutibile ma se la politica si baserà su leggi sono ci sarà più da discutere perché la politica sarà organizzata su basi scientifiche. A noi la cosa può sembrare ridicola perché la politica è il campo dell’opinabile, perché la politica non si può costruire su base scientifica.
Dal suo punto di vista aveva una sua coerenza perché era convinto si potesse costruire una politica basata sulle leggi della società.
Possiamo dire che la pensa, in un certo senso, come Platone perché se io conosco l’idea del bene e la applico, non c’è da discutere e chi ha idee diverse non sa cos’è il bene. Per questo Platone è considerato il nemico della società aperta, democratica. Per Compte se conosciamo le leggi e le applichiamo, non c’è niente di cui discutere.

Aggiunge la stessa cosa anche per l’uguaglianza che era necessaria per abolire le idee che discriminavano le persone nel passato cioè va bene come principio di riconoscimento della dignità degli uomini, ma non va bene se si intende come principio per il quale si può fare qualsiasi cosa a chiunque. Invece la società organica dovrà esser basata sul fatto che a ognuno si affidi quello che è capace di fare dal punto di vista delle competenze e l’errore delle concezioni metafisiche, per lui, è pensare che tutti potessero fare tutto, anche in democrazia.
Nel nuovo ordine politico l’accento sarà posto, non sui diritti come ha fatto la rivoluzione francese, ma sui doveri dell’uomo. A sua volta in Italia lo aveva sottolineato Mazzini, cioè bisognava basarsi sui doveri più che sui diritti.

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