Concetti Chiave
- Anselmo d'Aosta, nato nel 1033, è una figura centrale della filosofia medievale, noto per il suo pensiero che unisce fede e ragione.
- Il suo episcopato a Canterbury è segnato da conflitti con Guglielmo II riguardo alle investiture ecclesiastiche, che lo portarono all'esilio per un periodo.
- Le opere principali di Anselmo includono il "Proslogion", dove presenta la sua famosa prova ontologica per dimostrare l'esistenza di Dio.
- La prova ontologica è considerata controversa, con filosofi come San Tommaso e Kant che la criticano per il suo passaggio dall'essenza all'esistenza.
- Gaunilone, contemporaneo di Anselmo, utilizza l'argomento dell'isola perfetta per contestare la validità della prova ontologica, evidenziando le sue debolezze logiche.
Biografia di Anselmo d'Aosta
In questo appunto di filosofia viene descritta la biografia di Anselmo d'Aosta. Si descrive anche il pensiero filosofico del celebre filosofo di epoca medievale, con attenzione ai principi filosofici più importanti del suo pensiero.
Sant'Anselmo d'Aosta nasce ad Aosta nel 1033. Muore a Canterbury nel 1109. Collocazione storica: sorgono i comuni; si ha la lotta per le investiture; sinodo lateranense del 1059, in cui viene deciso il metodo di elezione del Papa: l'imperatore non ha più questo compito), invasione normanna in Inghilterra; la Chiesa tende all'autonomia dal potere imperiale. Anselmo d'Aosta sta soprattutto in Francia e in Inghilterra. In Francia diventa priore dell'abbazia benedettina del Bec, in Bretagna. Qui trascorre gli anni più belli della sua vita, dedicati allo studio, all'insegnamento e alla preghiera. Cerca anche di riformare il convento e dopo una serie di vicissitudini (cercheranno persino di avvelenarlo) riuscirà nel suo intento.
Conflitti e riforme ecclesiastiche
Lasciò la Francia per accettare la carica di vescovo di Canterbury, in Inghilterra. Il breve periodo di episcopato, durato 4 anni, fu travagliato dal conflitto tra il re normanno Guglielmo II (il Rosso) e papa Urbano II, circa la questione delle investiture ecclesiastiche.
Nel 1103 sceglie la via dell'esilio. Solo dopo il compromesso ecclesiastico tra il re e papa Pasquale II, che autorizzava il vescovo di Canterbury a riconoscere i vescovi e gli abati nominati dal re d'Inghilterra, Anselmo d'Aosta poté riprendere il suo incarico, anche se dovette lottare fino alla morte per difendere il primato di Canterbury dalla interferenze feudali. Scrive diverse opere, in alcune si riferisce anche lui, come Agostino, alla filosofia platonica.
Opere principali di Anselmo
Ecco le opere principali di Sant'Anselmo d'Aosta:
- Proslogion
- Monologion
- De libero arbitrio
- De veritate (sulla conoscenza, ove sostiene il realismo platonico)
Prove per l'esistenza di Dio
Le prove per l'esistenza di Dio si possono distinguere in:
- Prove a priori: quelle dimostrazioni sul piano della sola razionalità che non presuppongono l'esperienza sensibile
- Prove a posteriori, che presuppongono l'esperienza sensibile e vengono dopo questa.
Prova ontologica di Anselmo
Nel Proslogion c'è la prova ontologica per dimostrare l'esistenza di Dio.
É passato alla storia per aver ideato una prova a priori sull'esistenza di Dio.
Questa prova può essere ricostruita, componendola in vari passaggi:
Dio è l'ente di cui non si può pensare il maggiore è quell'ente che ha tutte le qualità positive al massimo grado (se due sono sapienti, uno può esserlo di più dell'altro, colui che sa tutto è onnisciente; il più potente tra tutti è invece onnipotente). Questa definizione non implica però l'esistenza di Dio:
- Distinzione tra esistenza nell'intelletto e esistenza in realtà. L'ateo, che Anselmo chiama stolto, perché nel suo tempo non vi erano intellettuali atei dichiarati, ha in mente il concetto di Dio anche se non crede che esista in realtà. Se io dico l'essere di cui non si può pensare il maggiore, lo stolto capisce che è Dio. Anselmo fa l'esempio di un pittore che deve dipingere un quadro: inizialmente ha il quadro è nell'intelletto e non ancora in realtà; quando l'ha disegnato il quadro è sia nell'intelletto sia in realtà.
- Dio esiste nell'intelletto: anche lo stolto deve ammettere che Dio esiste nell'intelletto.
- Tesi: Dio esiste anche in realtà (è ciò che Anselmo vuole dimostrare)
- Si suppone, per assurdo, che Dio esista solo nell'intelletto.
- Ciò di cui non si può pensare il maggiore è ciò di cui si può pensare il maggiore.
Se penso a Dio esistente nell'intelletto potrei dire: se esistesse anche in realtà avrebbe una qualità in più rispetto a quello pensato esistente nell'intelletto (la qualità positiva in più è l'esistenza). Ne deriverebbe quindi che Dio (ciò di cui non si può pensare il maggiore) è ciò di cui si può pensare il maggiore...
- Il punto 6 è contraddittorio
- Dio esiste anche in realtà.
Critiche alla prova ontologica
La maggior parte dei filosofi ritiene non valida la prova ontologica di Anselmo, tra cui: San Tommaso: la prova ontologica è un passaggio dall'essenza all'esistenza.

L'essenza è l'insieme dei predicati essenziali che determinano la cosa. Se dico: l'uomo è un animale razionale, l'essenza è la razionalità. Per Aristotele poteva essere vista come la nozione, il concetto di forma (l'uomo è concepito come animale razionale). Anselmo sostiene che l'essenza di Dio è la perfezione, cioè tutte le qualità positive al massimo grado.
San Tommaso dice: se noi conoscessimo adeguatamente l'essenza di Dio, allora potremmo sapere con certezza che esiste. In pratica, l'essenza implica l'esistenza.
Per Tommaso, però, l'uomo non conosce adeguatamente l'essenza (perché se io voglio in qualche modo provare l'esistenza di Dio è perché non ne ho già una conoscenza adeguata) e quindi non si può fare il passaggio dall'essenza all'esistenza di Dio.
La prova, per Tommaso, non è un errore logico, ma non è valida perché l'uomo non conosce adeguatamente l'essenza di Dio. In conclusione, secondo lui, si può provare l'esistenza di Dio solo a posteriori e non a priori.
Essenza ed esistenza secondo Kant
Per Kant (anche lui crede che la prova ontologica sia un passaggio dall'essenza all'esistenza), a differenza di Tommaso, la prova ontologica è un vero e proprio errore logico.
Supponiamo che abbia in tasca 100 talleri (moneta d'oro prussiana di grande valore) o che non li abbia. Averli o non averli è diverso (sono ricco o sono povero). Però, l'essenza del tallero rimane inalterata, sia che li abbia o meno. Pretendere di far derivare l'esistenza dall'essenza è un errore logico.
Perché questo? L'essenza è un insieme di proprietà, ma per Kant l'esistenza non è una proprietà costitutiva che determina l'essenza.
Nel momento in cui formulo la definizione di Dio, specificando quindi un insieme di proprietà, ci sono due casi: o in queste proprietà consideriamo anche l'esistenza e commettiamo però un errore logico (poiché abbiamo detto che l'esistenza non è una proprietà che concorre all'essenza); o non includiamo l'esistenza nelle proprietà essenziali. Se però non la includiamo, non scatta la contraddizione (ciò di cui non si può pensare il maggiore è ciò di cui si può pensare il maggiore) e la prova non conclude più nulla.
Kant dice che la definizione è arbitraria (si può definire ciò che si vuole), ma se includo l'esistenza nell'essenza sbaglio.
Esempio: se definisco ippografo= ippogrifo che esiste, allora l'Essenza dell'ippografo diviene: {cavallo, alato, esistenza}
Ipotesi per assurdo: l'ippografo non esiste.
Sostituiamo a ippografo: ippogrifo che esiste.
ne deriva: l'ippogrifo che esiste non esiste; è una contraddizione.
Quindi è vero che l'ippografo esiste e di conseguenza anche l'ippogrifo esiste.
Conclusione: la prova ontologica è sbagliata perché l'esistenza non può concorrere a determinare l'essenza.
Contro la prova ontologica, anche il contemporaneo Gaunilone, che era un monaco, formula l'argomento dell'isola perfetta, che come tale dovrebbe esistere, ed invece non esiste.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico in cui nasce Anselmo d'Aosta?
- Quali sono le principali opere di Anselmo d'Aosta?
- In cosa consiste la prova ontologica di Anselmo?
- Quali critiche sono state mosse alla prova ontologica di Anselmo?
- Qual è l'importanza del pensiero di Anselmo nella filosofia medievale?
Anselmo d'Aosta nasce nel 1033 ad Aosta e vive in un periodo caratterizzato dalla lotta per le investiture, dall'autonomia della Chiesa dal potere imperiale e dall'invasione normanna in Inghilterra.
Le opere principali di Anselmo includono il "Proslogion", il "Monologion", "De libero arbitrio", "De veritate" e le "Prove per l'esistenza di Dio", in cui espone le sue argomentazioni filosofiche.
La prova ontologica, presentata nel "Proslogion", dimostra che Dio, definito come l'ente di cui non si può pensare il maggiore, deve esistere anche in realtà, non solo nell'intelletto.
Critiche significative provengono da filosofi come San Tommaso e Kant, che sostengono che la prova ontologica non è valida poiché l'esistenza non è una proprietà essenziale e non si può derivare l'esistenza dall'essenza.
Anselmo è considerato un pilastro della filosofia medievale per il suo approccio razionale alla fede e per le sue argomentazioni sull'esistenza di Dio, influenzando profondamente il pensiero successivo.