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Agostino di Ippona

È un esponente della filosofia patristica. È il primo filosofo della Chiesa che inserisce il cristianesimo soggetto platonico; un filosofo pericoloso per le verità che trasmette. Martin Lutero riprenderà alcune sue teorie.
Nella sua vita aveva aderito ai manichei, setta religiosa che distingueva due divinità: una responsabile del bene e una responsabile della; quella che ha creato il mondo è la divinità del male, mentre quella che dà impronta e che lo salverà la divinità del bene. Agostino, infatti, affronta molte seriamente il problema del male. La filosofia di Agostino analisi profonda, è un percorso interiore dove in gioco c'è la salvezza dell’animo.
Secondo Agostino non solo fede e ragione si escludono, ma si rafforzano reciprocamente: credo per comprendere e comprendo per credere.
Fede e ragione sono frutti creati dalle stesse divinità in armonia. La filosofia è un percorso aperto che implica la conoscenza.

Ma ora la verità può essere trovata?
Prima c'è il confronto tra fede e ragione e poi la ragione stessa.
Il dubbio è su tutto, ad esclusione di una cosa: l’esistenza.
Da questa certezza Agostino ricostruisce le possibilità della conoscenza e del sapere: l'indagine rivolta all'interno; azione dubitato della mia conoscenza è perché ha l'idea della conoscenza vera.
Nell'interiorità il criterio di verità è dato da essere capaci di verità di Dio che è verità.
Per incontrare Dio devo indagare dentro me stesso;
Platone: le idee sono passive nel senso di perfetto, sono molteplicii e sono dentro di noi, ma le idee non sanno che il mondo esiste.
Agostino: Dio è verità ed è dentro di noi perché Dio si dona.
Il pensiero di Platone è diverso da quello di Agostino.
Dio si pone come verità e amore e quindi come essere; è verità in quanto ci ama: Dio si rivela noi, a differenza delle divinità greche a provvidenza.
La trinità di Dio in un atto solo è composta da: essere, verità, amore.
L'uomo è memoria, che è ciò che ci consente di essere in quanto ci impedisce di disperderci La trinità dell'uomo è composta da: essere(esigenza di realtà), conoscenza, volontà (che nel suo grado più perfetto è amore).
C'è una circolarità: sono io in quanto so e voglio, sta di essere e di volere, voglio essere e sapere.
La trinità dell'uomo tende all'unità ma è un'unità più allentata rispetto a quella di Dio: l'uomo è stato creato ad immagine somiglianza di Dio. Dal punto di vista platonico l'uomo è la copia di Dio, che è il modello di perfezione irraggiungibile.
Un altro problema riguarda il problema della creazione nel tempo.
Perché Dio ha deciso di creare il mondo?
Agostina dice che la domanda sbagliata perché Dio non è nella dimensione del tempo: dio non ha creato nel tempo, ma col tempo, infatti non si può concepire una realtà senza tempo, il tempo comincia con la creazione e ciò non tocca minimamente la realtà di Dio.
Il tempo è il passaggio dalle non più (passato) al non ha ancora (futuro) attraverso un attimo fuggente (presente).
Il tempo perciò è una negazione, è un non essere.
L'essere dovere il tempo?
Il passato continua ad essere nella memoria; Il futuro esiste nelle nostre aspettative: speranze, timori, progetti. Il presente può essere oggetto delle nostre attenzioni, Che sono ciò che lo rendono importante.
Il tempo perciò esiste a casa dell'uomo chiamato una triplice facoltà: memoria, attesa, attenzione.
Il tempo è distensio animae: estensione dell'animo verso ciò che è stato, che c’è e E verso ciò che ci sarà. Dunque il tempo permette di salvare il divenire; È soggettivo perché necessita di una persona.
In una visione creazioni lista, per cui tutto è creato dal nulla, tutto deriva da Dio: come si concilia la presenza del male con un dio buono che l'ha creato? La teoria c'era la scienza che scagiona dio dalla responsabilità del male.
Agostino afferma che il male non esiste e lo considera le sue tre forme:
1) male morale: il peccato (termine coniato dai cristiani) che consiste nel fatto di non scegliere il bene: non raggiungiamo Dio.
2) male fisico: la malattia, la morte: conseguenza del peccato originale e frutti di perdita di bene,
3) male metafisico, come principio del mondo: poiché non abbiamo una visione d'insieme, Ogni evento negativo lo vediamo come il male. Solo Dio a visione totale nello spazio nel tempo.
Il Pelagianismo riteneva che il peccato di Adamo fosse solo un cattivo esempio che non toglie nulla all'uomo; Agostino difende il cristianesimo da questa eresia creandone un'altra: la predestinazione e difende il traducianesimo per dare consistenza al peccato originale. L'uomo è immerso nel peccato e per risollevarsi ha bisogno della grazia divina che Agostino appoggia con la predestinazione (principio che riprenderà Lutero) per cui Dio sceglie di salvare.
La libertà dell'uomo c'è quando coincide con la volontà di Dio.
Secondo Agostino esistono tre condizioni dell’uomo:
1) libero arbitrio (poter non peccare; Adamo e Eva)
2) non poter non peccare (la cosa migliore che faccio è sempre peccato)
3) non poter peccare (quando la volontà dell’uomo coincide con la volontà di Dio).
La libertà vera sta nel capire di volere il bene assoluto.

La città di Dio

Agostino compone un'opera apologetica, dove affronta una teoria della storia. Scrive che l'umanità vive in due città:
-nella città della carne: che comprende i beni terreni che rendono avidi.
-nella città dello spirito: che comprende i giusti cioè coloro che nella storia combatterono sempre contro il male.
Se prevale la prima ci saranno epoche violente, se prevale la seconda ci saranno epoche giuste.

Aspetti apologetici: la città di Dio, la nonna sostanzialità del male, la predestinazione.
Agostino come la patristica in generale presenta aspetti apologetici.

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