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Oltre al ruolo fondamentale svolto dalla cultura underground, i vari movimenti di protesta, anche i più marginali, furono nutriti dal pensiero di rappresentanti della Scuola di Francoforte cioè dalle opere di autori come Adorno, Horkheimer, Marcuse che esprimevano una teoria critica della realtà presente, alla luce dell'ideale rivoluzionario di un'umanità futura libera. Questi intellettuali denunciavano nei loro scritti la disumana condizione dell'uomo nella società del tempo ritenuta totalitaria e repressiva. Il testo di Marcuse, L'uomo a una dimensione, del '64 fu considerato dai giovani in rivolta una nuova bibbia.
Ma gli studenti riscoprirono e rilessero, altri testi per dare una base ideologica consistente alle loro proteste. Ricordiamo, le opere di Reich e di Fromn che denunciavano le istituzioni repressive della società borghese.
Tornarono improvvisamente alla ribalta i classici del marxismo, Marx e Lenin in particolare, autori in cui si manifesta la necessità di una 'rivoluzione totale' contro il capitalismo considerato una catastrofe per l'essere umano.

Per finire ricordiamo gli scritti di ispirazione cristiano-cattolica che diedero un contributo notevole, specie in Italia ed in Francia, all'insorgere del dissenso cattolico, in particolare La teologia della libertà. Per restare in Italia, al significato di rottura che ha avuto un libro come Lettera ad una professoressa scritta da di Don Milani che denuncia, più di altri discorsi famosi, il carattere selettivo della scuola e la sua funzione di controllo poliziesco.

Ci fermiamo qui per analizzare un testo di Marcuse che ebbe una straordinaria fortuna e diffusione fra gli studenti universitari, 'L'uomo a una dimensione'. L'uomo ridotto una dimensione è l'individuo alienato e omologato della società industriale avanzata, colui il quale ha perso la capacità critica e si omologa alla realtà, assunta come immodificabile: sicchè per lui, al di fuori del sistema in cui vive, non ci sono altri possibili modi di esistere.

Nel pensiero filosofico moderno la prima vera e propria teoria dell'alienazione è stata elaborata da Hegel: consiste nel porsi in altro da sè, dove con altro da sè si intende tutto ciò estraneo all'individuo: la natura, la società, l'altro uomo.
L'alienazione viene successivamente intesa come scissione, lacerazione dell'individuo che diventa estraneo a sé stesso. Un individuo smembrato segno di una progressiva disumanizzazione, al quale una parte di sé è estranea perché colonizzata dall'industria del consenso.

L'uomo non è libero di compiere le proprie scelte perché la società gli crea continuamente nuovi e falsi bisogni, alienandolo sempre di più.
Marcuse, dunque, denuncia la società industriale avanzata di essere irrazionale, totalitaria e repressiva, mascherandosi sotto il progresso economico-tecnico. La sua produttività tende a distruggere il libero sviluppo di facoltà e bisogni umani.

La macchina sociale, sostiene Marcuse, impone a ciascun uomo di adattarsi completamente agli atteggiamenti e agli strumenti elaborati dal potere tecnico industriale, operando l'identificazione immediata di un individuo con la società, in una mostruosa imitazione collettiva che non lascia spazio alla tolleranza e alla creatività individuale.
E ancora, il sistema pur identificandosi con l'amministrazione totale dell'esistenza, si ammanta di forme pluralistiche e democratiche, che però sono puramente illusorie, poichè le decisioni, in realtà sono sempre nelle mani di pochi.
Anche la cosiddetta 'libertà sessuale' delle società avanzate non è che un'illusione, un inganno. Marcuse parla a questo proposito di desublimazione repressiva, intendendo la falsa libertà dell'Occidente, nel quale in apparenza, non ci sono più tabù né repressioni mentre in realtà si ha una semplice liberalizzazione amministrata e commercialmente redditizia del sesso.

Abbiamo visto alcuni capisaldi della critica alla società, accusata di essere mercificazione e spettacolo. La mercificazione della vita è il frutto dell'occupazione totale da parte delle merci della vita sociale, ma è anche la vita stessa ridotta a merce, al suo valore di scambio; è l'umanità che viene consumata e degradata: quella dei colonizzati, degli esclusi, degli stessi uomini che vivono nelle moderne società del cosiddetto benessere.

Contro la disumanizzazione ed il degrado delle persone, si affermano pensieri nuovi.
In primo luogo il pensiero che gli uomini siano uomini insieme.
'La morte di ogni uomo mi riguarda; l'offesa arrecata al più piccolo sulla terra è arrecata anche a me.Vedendo la disumanizzazione dei colonizzati, vedo la mia disumanizzazione.'

In secondo luogo, il pensiero di riappropriarsi di se stessi, della propria vita, come del proprio corpo. Riappropriarsi della propria coscienza critica. Divenire coscienti di sé.
La coscienza è apertura.
La coscienza è coscienza del mondo.
La coscienza è auto-riconoscimento di sé, che si raggiunge nella sua pienezza nel riconoscimento dell'altro.
Il riconoscimento di sé nel riconoscimento dell'altro è umanizzazione del mondo.
Si è uomini insieme.

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