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Nietzsche

Rochen 1844 – Weimar 1900
Filosofo tedesco.
Nella filosofia alcuni fatti hanno influenzato i giudizi di alcuni critici sulla sua persona.
Fu uno studioso molto precoce. Si laureò in filosofia classica, era un grecista e un latinista. Quindi non aveva seguito uno studio specializzato in filosofia. Lui ricoprì anche una cattedra di filosofia.
Subito dopo la laure ottenne questa cattedra a Basileo in Svizzera, che tenne per poco perché già vero i 30 anni cominciò ad essere tormentato da una malattia nervosa. Oggi questa malattia verrebbe interpretata come depressione, o mania di persecuzione.
Questo non gli impedì di studiare e scrivere.
Nietzche è molto allusivo, ha un modo aforistico di esprimersi, metaforico di presentare le sue dottrine. Questo deriva dalla sua preparazione che è letteraria. Le sue opere somigliano più a poemi filosofici, piuttosto che a veri trattati.

Laureatosi a 22 anni, la cosa destava interesse e riuscì a procurarsi una cattedra in breve.
Quando pubblica la sua prima opera stava iniziano la sua brillante carriera universitaria. Egli propose delle teorie che si riferivano alla nascita della tragedia greca, in parte con strutture filosofiche, per questo non fu capito e la stime dei colleghi diminuì. Queste furono probabilmente delle concause. Verso i 30 anni abbandonò l'università perché la malattia nervosa cominciò a manifestarsi. Visse di una rendita abbastanza modesta, grazie anche al patrimonio familiare. Iniziò quindi a viaggiare. Nietzsche aveva conosciuto Wagner, il quale era un personaggio molto famoso e benestante. I due cominciarono a frequentarsi. Dopo diverso tempo he frequentava questo ambiente si allontana dalle idee romantiche. Dopo una rottura pesante della relazione con Wagner, il filosofo ricominciò la sua vita vagabonda.
Lou Salomè, donna di origine russa e viveva di rendita insieme alla madre, viaggiando per l'Europa. Era considerata una donna di facile costumi. Erano considerate così tutte le donne che viaggiavano sole senza uomini. Si può pensare ad una relazione a 3 con Wagner, Nietzsche e Lou. Fu anche allieva di Freud. Lou scrisse la biografia di Nietzsche.

La malattia provocò che non seppe più distinguere realtà e fantasia. Ciò andò a vantaggio della sorella la quale ricavò un grande patrimonio dalle opere del fratello, le quali stavano iniziando ad avere grande successo. Soltanto dopo il 1900 le opere di Nietzsche iniziarono ad essere lette.

La sorella cercò di far emergere gli aspetti conservatori della filosofia nietzschiana; questa fu una interpretazione della sorella e del suo circolo, che erano molto conservatore, dal punto di vista politico. Nietzsche fu conosciuto sotto questa forma.

Le controversie su Nietzsche non si sono ancora spente e la sua interpretazioni più corretta ci fu data solo nel 1960 ad opera di due studiosi di filosofia italiani. La manipolazione della sorella non fu l'unica, ce ne furono altre postume.

Ci sono diverse interpretazioni
• Interpretazione positivista: fu la prima a cui Nietzsche fu sottoposto. È un'interpretazione dei primi del 900, non contemporanea al filosofo. La sua filosofia fu definita malata, ovvero frutto di una mente malata. La sua filosofia apparve condizionata dai suoi problemi psichici.
• Interpretazione nazista: si affacciò sugli anni '30, quando il nazismo salì al potere. Ci furono intellettuali che aderirono al partito nazista, e videro in Nietzsche un supporto alla loro idea politica. Venne visto come il propugnatore di una palingenesi reazionaria dell'umanità. Nella sua filosofia vennero riconosciuti idee antidemocratiche e antiegualitarie. Egli divenne il filosofo del nazismo, questo si deve anche all'opera della sorella. Ciò non giovò alla figura di Nietzsche e alla sua filosofia. Tuttavia Nietzsche visse molto prima del nazismo e non si interessò mai alla politica.
• Interpretazione avanguardista. Questa fu un 'interpretazione più favorevole a Nietzsche. Secondo loro proprio la malattia psichica lo ha portato alle sue considerazioni, al suo punto di vista abissale. Con abissale si intende la profondità del pensiero, difficile da raggiungere e da esprimere con le parole. L'idea dell'abisso è sconvolgente. Questa interpretazione è contemporanea al nazismo.
• Interpretazione di denazificazione, che si ha negli anni '50. Questa fu dovuta alla migliore conoscenza delle opere di Nietzsche. Questa propose Nietzsche come compagno di Marx. È un’interpretazione fantasiosa perché tra i due c'erano molte differenze. Nietzsche viene visto come un filosofo progressista.

• Interpretazione contemporanea che liquida tutte le precedenti. Secondo questa la malattia non influì sul suo pensiero, anche perché scrisse in momenti di lucidità. Inoltre questa interpretazione prende in esame tutti i punti del suo pensiero, simultaneamente. Riconosce anche che la sua idea politica è irrilevante, di conseguenza non può essere assimilato a nessuna parte politica. La sua filosofia è individualista, non vuole cambiare la situazione.

La prosa di Nietzsche
La sua prosa è molto particolare perché usa diverse forme di comunicazione filosofica rispetto a quelle tradizionali, che sono saggio e trattato, che predilige invece nel periodo giovanile.
Egli utilizza:
• aforisma
• simboli
• allegoria
• parabola
La sua prosa è ricca di queste forma che appartengono alla letteratura. Le conseguenze di questo fatto sono la difficoltà di interpretazione, la pluralità di significati e l'asistematicità del suo pensiero.

Tuttavia le opere sono caratterizzate da stesse linee comuni che possiamo distinguere chiaramente
• critica della tradizione occidentale;
• costruzione di un novo tipo di umanità quale superomismo o oltreuomo

La produzione Nietzschiana si può dividere in 4 fasi.

1. Periodo giovanile o wagneriano  Comprende la Nascita della Tragedia e le Considerazioni Inattuali
2. Periodo illuministico  Comprende Umano Troppo Umano e La Gaia Scienza

3. Scritti del meriggio  Comprende Così parlò Zarathustra
4. Scritti del tramonto  Comprende Al di là del bene e del male, Genealogia della morale e Crepuscolo degli idoli

1_ Periodo Giovanile

Nascita della tragedia, 1872
Opera per la quale venne allontanato dai suoi colleghi presso l'università di Basilea. È un'opera composita di filologia in luce filosofica. Quest’opera critica l'idealizzazione della Grecità, come simbolo di serenità ed equilibrio, propria del Neoclassicismo da Winkelmann in poi. Fino ad allora le opere greche erano considerate armoniose, e siccome venivano considerate come veicolo di un pensieri, doveva esserci necessariamente armonia anche nel pensiero e nella cultura greca. Perciò si creò un'immagine idealizzata della grecità.

Nietzsche riflette sull'origine della cultura greca, insistendo sul carattere originariamente asiatico della grecità. La cultura greca vera propria è nata nella Ionia, in Turchia. La Turchia aveva avuto delle influenze orientali, derivanti dalle popolazioni babilonesi.
Anche i culti greci derivano da altre civiltà, che poi i greci ha preso e fatto propri.

Nietzsche, all’interno della cultura greca distingue spirito dionisiaco e spirito apollineo.
Lo spirito apollineo è di origine orientale ed è quello puramente razionale, che si esprime come tentativo di sopportare la caducità umana e di sublimare il caos. Lo spirito apollineo è spirito di armonia (Apollo) e si esprime in scultura, poesia ed epica.
Lo spirito dionisiaco è lo spirito irrazionale. Lo spirito dionisiaco è lo spirito del caos, dei sensi e dell’istinto, e si esprime in poesia, musica e lirica, che per Nietzsche è tutt'altro che armoniosa.

Lo spirito dionisiaco viene superato nell’età della tragedia attica, dove i due spiriti si uniscono creando una situazione di armonia. (Eschilo e Sofocle)
Tuttavia si ha una decadenza con Euripide poiché mette in scena il quotidiano, gli aspetti dell'uomo più personali, che non riguardano l'esistenza umana, ma il dramma singolare. Euripide attinge dall’insegnamento di Socrate, il quale annulla l’istintività della vita.
Egli accusa la società occidentale di essere decaduta, e questa decadenza ha origine fin dai tempi di Euripide, nei quali si dice no alla vita. Si cercò di dare un senso alla vita attraverso il logos, ma la vita non è razionale. Nietzsche dice che è necessario un nuovo profeta filosofo che indirizzi gli uomini verso mire diverse. Le sue tesi sono sconvolgenti per gli insegnanti di lettere greche e latine della sua università.


Schopenhauer e Wagner sono considerati i massimi ispiratori di ogni rinnovamento.
Rapporto con Schopenhauer
Schopenhauer è il primo filosofo che coglie l'aspetto tragico dell'esistenza.
La volontà di vivere provoca sofferenza, poiché l'uomo è agito dalla volontà e vive in una condizione di desiderio, tocca per pochi momenti la felicità. Schopenhauer propone come soluzione la noluntas e le tre vie per dimenticare la sofferenza.
Nietzsche accetta il carattere doloroso dell’essere, tuttavia respinge ascesi e noluntas di Schopenhauer: secondo Nietzsche bisogna accettare la propria condizione e non scappare da essa. L'atteggiamento umano deve essere positivo e di accettazione. Nietzsche dice che con questa accettazione si può superare qualsiasi limite.
Nietzsche a questo punto si definisce come discepolo di Dionisio, ovvero accetta l'irrazionalità della vita; Dionisio è l’incarnazione di tutte le passioni terrene.
Come Schopenhauer, Nietzsche afferma che l'orizzonte della vita è culturale, ovvero temporale. Se prima la tradizione filosofica cercava di dare un senso alla vita, questi due filosofi non danno soluzioni, affermano che la vita è insensata, sofferenza e noia. Il destino danza sui piedi del caso.

Rapporto con Wagner
L'amicizia con Wagner rappresenta la visione che la vita sia allo stesso tempo un gioco di piacere e una tragedia inevitabile. Wagner è l’incarnazione emblematica della cultura tragica.
Da questo rapporto emerge che solo l'arte riesce a comprendere l'essere e il mondo, in quanto l'arte non è logos, ma rappresentazione stravagante della vita. Ogni artista interpreta ala realtà come vuole.
L'arte diventa quindi ancella della filosofia, assumendo un ruolo metafisico, la visione dell'arte è sia ontologica che divina. Quindi l'arte può penetrare la realtà ma attraverso metodi non razionali.


Considerazioni Inattuali
Sull’utilità del danno e della Storia
In quest’opera Nietzsche condanna la cultura e la storia a lui contemporanea, in particolare storicismo e storiografia. Questi ammettono che la storia procede in un modo processuale, nel quale si manifesta lo spirito. Per questo la vita non può portare a qualcosa di nuovo perché segue un corso necessario.
Mentre secondo Nietzsche la storia deve essere a servizio della vita. Secondo il filosofo ci deve essere una certa insensatezza nella vita per produrre un minimo di felicità. Se invece la vita balla suo piedi del caso, non esiste un filo logico che collega strettamente tutti gli avvenimenti storici. Secondo lui bisogna buttarsi nella vita, perché non sempre quello che pensiamo ha successo.
Bisogna osare per un potenziale successo, una potenziale felicità.

Nietzsche si pone in tre atteggiamenti verso la storia, individuando tre momenti:
• Storia antiquaria
Storia degli studiosi, che riconosce l'eredità del passato idealizzandolo, con sentimenti amore e malinconia. Il passato sembra migliore del presente, e ciò mummifica la vita. Da qui si combattono le novità, poiché cambiano ciò che è ancora vivo del passato. Emerge in quest’ottica la sfiducia nel progresso.
• Storia monumentale
Atteggiamento di ricerca di modelli nel passato. Le conseguenze sono lo stimolo ad agire in modo coraggioso e fanatico, e la mitizzazione del passato. Tutto ciò che è del passato deve essere difeso. La reazione nei confronti della modernità è violenta: viene rifiutato il progresso.
• Storia critica
Consiste nel vedere la storia in un modo duplice: riconoscere il valore del passato, che ci ha influenzato (non ci si può liberare del passato); tuttavia bisogna abbandonare quelle tradizioni negative e mantenere quelle che ci caratterizzano.
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2_ Periodo illuministico
Periodo in cui riflette sulle sue idee e della critica.

Umano troppo umano
Opera dedicata a Voltaire, nel quale si identifica, poiché anche lui aveva criticato la cultura a lui contemporanea.
Contenuti dell’opera:
• Opera in cui vuole mettere a nudo le caratteristiche umane e certi valori che vengono definiti sovraumani: tutti quei principi considerati divini e immutabili, come le leggi di Mosè.
• C'è anche il ripudio di Wagner e Schopenhauer.
• Pone a giudizio metafisica e religione
Viene privilegiata la visione scientifica rispetto all'arte e alla metafisica. Per lui il metodo scientifico non è quello sperimentale, ma filologico. Questo è un metodo critico e genealogico. Genealogia significa ricerca delle origini: si occupa di andare trovare le origini attraverso la revisioni di documenti. È un metodo filologico, letterario, rigoroso, ma di certo non matematico. Egli si definisce il filosofo del sospetto, per l’uso di questo metodo critico-genealogico. Del sospetto perché Nietzsche vuole andare a verificare attraverso un'indagine, l'origine di questi principini sovraumani. Nietzsche vuole ricostruire il processo che ha portato a determinati valori, dimostrando che all’origine risiede l’uomo. Si serve dell'etimologia, studio delle parole, e della storia. In questo modo Nietzsche vuole mettere a nudo le origini umana dei valori.
Il suo metodo matematico non è quello positivista, ma genealogico.

Critica alla metafisica
Sempre in questo periodo Nietzsche elabora le sue teorie circa la morte di Dio. (Egli non abbraccia solo l'ateismo: la sua affermazione è più elaborata.) Per morte di Dio egli intende il tramonto dei valori tradizionali, e non tanto la credenza da parte degli uomini. Egli afferma che la religione ha avuto un ruolo morale nella prospettiva della cultura occidentale; quando questo apporto morale viene a mancare, anche i valori della cultura occidentale decadono.
Perciò questa affermazione non si riferisce soltanto al tramonto del teismo, ma al crollo dell'Occidente, al crollo dell'ottimismo, del progresso, della felicità; tutto ciò poiché stanno venendo a mancare i valori.
La critica alla metafisica, visione della realtà, consolidata nella filosofia.

Nella Critica alla Metafisica abbiamo quattro caratteristiche principali.
Il cosmo ordinato e benefico è una costruzione della nostra mente, costruzione destinata a farci sopportare la durezza dell'esistenza. Se la scienza riuscisse a piegare la natura, vorrebbe dire che anche questa risponde a delle leggi. Nietzsche nega questo fatto: noi ci illudiamo di poter piegare la natura solo per sopportare la durezza della vita. L'esistenza è dura poiché insensata. Dio è tra queste illusioni, è una grande bugia vitale, sotto cui si cela la paura dell'uomo.
Dio è anche una personificazione delle certezze umane, per dare un senso alla vita.
Dio è una prospettiva oltremondana, di un altro mondo contrapposto a questo: l'idea di poter vivere beatamente in eterno nel regno di Dio conforta l'uomo e da un senso al suo operato. Questa è una bugia che orienta la vita dell'uomo. L'uomo ha dato un senso alla propria esistenza. Questo ha indicato una strada austera, rigorosa, per sopportare questa durezza della vita. Per poter superare la sofferenza la religione e la filosofia ha imposto degli atteggiamento di fuga dal mondo.

La Gaia Scienza
Nella “Gaia Scienza”, opera in cui vengono esaminate le conseguenze dell'ateismo.
I contenuti sono:
• Il grande annuncio, ovvero la morte di Dio e la nascita del superuomo. Che non è semplice ateismo.
• Critica moderna alle religioni.
• Rifiuto di ogni ipotetico surrogato di Dio, quindi contro ogni ateismo positivo dell'800. Egli condanna l'idolatria della scienza e del metodo matematico.

Nella Gaia scienza si annuncia la morte di Dio che non viene preso in considerazione dagli intellettuali, poiché il pubblico è già ateo. In questo annuncio ci sono anche le implicazioni di questa morte di Dio. (pag. 203 assegnata).
In un passo Nietzsche afferma che Dio è morto, e con lui un insieme di valori e certezze, che rendono la vita umana insignificante. È stato l'uomo il suo assassino. Con Dio sono morti i sensi esistenziali. Gli uomini hanno intrapreso una via sovraumana, oltre le loro possibilità e previsioni e non si sono ancora resi conto di quello he hanno fatto: hanno svuotato la vita di valori.
Decomposizione di Dio = decomposizione dei valori, e perciò metaforicamente puzzano.
Nella Gaia scienza c’è anche l'avvento del Superuomo.
L'uomo deve diventare egli stesso un superuomo per sostituire gli altri valori. Bisogna colmare il vuoto lasciato da Dio e dai suoi valori. Tuttavia l'uomo è però ancora inconsapevole di queste implicazioni.
La prosa di Nietzsche è in questo argomento ambigua, perché non si capisce bene quali sono gli altri valori.

Nietzsche dice che bisogna diffidare dei surrogati di Dio (tuttavia anche il suo superuomo sarebbe un surrogato di Dio → questa è la sua ambiguità). Come si può distinguere quel portatore di giusti valori che vada a riempire il vuoto lasciato da Dio? L'ambiguità è inevitabile poiché lui non tratta di politica, sociologia...

Nietzsche critica le religioni, prendendo come sua bandiera l'ateismo. Rifiuta ogni ipotetico surrogato di Dio, poiché l'uomo non ha ancore ben capito di avere lasciato un vuoto. Va contro i supplenti di Dio, che sono valori che vogliono imbrigliare l'esistenza, come ottimismo, positivismo. Va contro ogni ateismo positivo dell'800.

La nascita del Superuomo implica la consapevolezza della svolta epocale, ovvero una rivoluzione culturale in cui Dio non esiste più. Implica che l’uomo debba prendere coscienza di se stesso, ovvero affidarsi soltanto a sé e alle sue capacità, mettendo da parte ogni struttura metafisica. Bisogna creare la propria esistenza. (Tuttavia c'è un ambiguità: a chi si sta rivolgendo? Esempi potrebbero essere Hitler, Mussolini, D'Annunzio. Si pensa che Nietzsche si comunque più vicino all'esteta, ma non è ben chiaro cosa intendeva.)

Nella nascita del superuomo c'è in particolare il racconto dell'uomo folle. L'uomo folle annuncia le conseguenze dell'ateismo. Il superuomo è la conseguenza della caduta di tutti i valori. Ambiguità di fondo che non si riesce a dirimere: non si capisce quali siano i valori su cui si debba basare il superuomo. Da una parte Nietzsche critica tutti i supplenti di Dio, come l'etica, la scienza. Il superuomo si convince del fatto che la vita sia senza senso e decide di progettare da sé la propria vita, ma non si sa su cosa di debba fondare questa progettazione.
Molto probabilmente la sua un progettazione si ha da un punto di vista artistico.
I significati della vita non sono più universali, ma temporali, relativi. L'uomo è implicato in un contesto che lo influenza, di conseguenza progetta se stesso con un senso precedente a lui, i suoi valori sono quelli di una tradizione temporale.
Nietzsche dice che i vecchi valori devono crollare, perché bugie vitali, che ci hanno portato alla fuga dal mondo. Quello di Nietzsche non è un relativismo scettico o sofistico.
(No verifica. Il relativismo ha un significato negativo nell'opinione pubblica. Se si afferma che tutto è relativo si raggiunge una conclusione scettica. Secondo gli scettici e i sofisti greci, lo verità assoluta è irraggiungibile dall'uomo.)

Il Crepuscolo degli Dei
Il contenuto di quest’opera è il tramonto definitivo del platonismo, considerato la metafisica per eccellenza. Nel crepuscolo degli dei presenta una mappa ideale della bugia della metafisica. Egli riconosce un'affiliazione della nostra cultura con quella greca. Nietzsche condanna queste tappe perché hanno portato ha un atteggiamento di fuga nei confronti della realtà.
Nel crepuscolo degli dei vuole indicare una distruzione di questi valori.
Egli intende in un certo modo il platonismo: con questo termine intende tutta la filosofia occidentale; tutti quelli che sono venuti dopo affondano le radice in Platone e Socrate. Questa definizione è molto ampia, omnicomprensiva.
Il platonismo è la metafisica per eccellenza. Questa ha portato verso una fuga dal mondo vero, in cui noi viviamo. Questa platonismo è diventato poi cristianesimo o metafisica.

Nietzsche individua sei tappe nello sviluppo del platonismo:
• Il mondo che noi viviamo per Platone è un mondo apparente, del divenire, che imita le idee. Al mondo sperimentabile si oppone l'iperuranio, il mondo vero (mito della caverna). Per Nietzsche invece il mondo vero è quello che noi viviamo.
• Nella filosofia greca il mondo vero è attingibile solo dal saggio. C'è un'unica verità divina. Sono i filosofi che sono più vicini alla realtà perché hanno studiato.
• Il cristianesimo è il platonismo per il popolo: il mondo vero è momentaneamente inattingibile, ma è promesso ai saggi e virtuosi. Ciò che viene dopo la morte è mistero, Dio è mistero. Per il Cristianesimo non si può arrivare in nessun modo alla verità, se non con la fede, un atto irrazionale.
• Per il kantismo la verità è indimostrabile. Negli uomini ci sono degli imperativi categorici, che lo portano ad agire. Quindi propone il dovere per il dovere. Nel kantismo chi è virtuoso non è detto che sia felice. Il kantismo inizia a liquidare il mondo vero, l'iperuranio, ovvero inizia a considerarlo come una bugia.
• Positivismo (o canto del gallo), consiste nel primo risveglio della ragione. L'iperuranio sta per rivelarsi una favola. Il mondo vero è inconoscibile.
• Filosofia del mattino, ovvero l'ateismo dell'800. L'idea di un mondo vero, come iperuranio diventa inutile e superflua. Viene di fatto liquidato completamente il mondo vero. Nell'800 l'anticlericalismo è molto accentuato. C'è quindi il trionfo degli spiriti liberi che hanno svergognato Platone. Finalmente il mondo vero diventa una favola.
• Nella filosofia di Zarathustra c'è l'eliminazione della distinzione tra aldilà e aldiquà. C'è la sconfitta di ogni prospettiva metafisica-dualistica del mondo.


3¬_ Il periodo di Zarathustra

Così parlo Zaratustra
Zoroastro. o Zarathustra, era un profeta che fondò la religione zoroastriana. La religione di questo profeta non c'entra niente con Nietzsche. Il filosofo lo riprende per la bellezza del nome e gli assegna delle caratteristiche che non hanno a che vedere con il vero profeta. Nietzsche non ripropone la sua filosofia, ma gli piace la figura. È un personaggio filosofico, che non c'entra con lo Zoroastro storico. È un escamotage per esprimere la sua filosofia della liberazione.
Quella di Nietzsche non è una filosofia per tutti, ma per un’élite, e non bisogna dare una lettura politica alle sue tesi. Vedere il superuomo in chiave politica è fortemente sbagliato. Il Nazismo sbagliò, per esempio, vedendo nel superuomo il modello della popolazione ariana.
Sicuramente è antidemocratico, ma neanche monarchico-conservatore. In Nietzsche non esiste un progetto politico definito. Il superuomo è colui che progetta liberamente la sua esistenza. Non ci sono vincoli.
Questa è l'ambiguità di Nietzsche. Nella sua volontà di distruggere il valori, non si preoccupa di dare una gerarchia di valori. Egli pensa al superuomo come un esteta, che non si preoccupa dell'etica.

Contenuti :
1. Caratteristiche del superuomo
2. Eterno ritorno dell’uguale

Le caratteristiche principali del superuomo sono:
• Emancipazione dalla morale e da Cristianesimo, ovvero da tutti quegli aspetti che allontanano l'uomo dalla vita. La morale e la religione limitano le azioni degli uomini.
• Colui in grado di accettare la vita, sia nel suo aspetto giocoso che tragico. Vengono accettati gli aspetti negativi della vita, come malattia e morte. L'uomo cerca di riscattarsi nonostante i suoi difetti.
• Accettazione del fatto che l'uomo è sostanzialmente corpo, che svanisce con il tempo. L'anima non esiste e i sentimenti, come il pensiero, sono prodotti dall'uomo. L'uomo senza corpo non esiste.
• Il superuomo fa proprio l'eterno ritorno e procede oltre il nichilismo.

Gianni Vattimo studiò approfonditamente Nietzsche. Superuomo in tedesco si dice Ubermensch, che significa sia super-uomo che oltre-uomo. L'oltreuomo dà l'idea di un uomo semplicemente diverso, di un uomo che va oltre i pregiudizi della sua epoca.

In quest’opera abbiamo tre allegorie del superuomo:
• Cammello → significa che l'uomo deve portare dei pesi, ovvero i pesi della tradizione e vivere secondo essa. Ogni scarto dalla tradizione è considerato malvagio. Il cammello si identifica nel “tu devi”.
• Leone → uomo nuovo che cerca di combattere i fardelli, ovvero della tradizione. Vuole imporre la propria volontà, ma non è ancora superuomo. Si identifica nel “io voglio”
• Fanciullo → è il superuomo. Il fanciullo non conosce la tradizione e si muove senza vincoli. Egli progetta la sua vita in modo innocente. Il fanciullo non conosce limiti. (I bambini però non c'entrano niente con il superuomo, è solo un allegoria.)
Il testo è caratterizzato da immagini e parabole, tono profetico e prosa.

L'eterno ritorno dell'uguale.
È il più abissale dei pensieri di Nietzsche.
L'oltreuomo accetta l'eterno ritorno che può essere associato a un'idea di tempo circolare. È una concezione del tempo antica, propria del mondo contadino. Tutto ritorna: torna la vita così come la morte; c'è una ripetizione eterna delle azioni umane.
Il pensiero che tutto può ritornare è molto negativa, poiché possono tornare sia le situazioni positive che quelle negative. La ripetizione della propria vita in tutti i suoi aspetti, azioni, sentimenti, spaventa l'uomo. Il ritorno dell'uguale è il ritorno della sofferenza.

L'accettazione è lo spartiacque tra uomo e superuomo.
Ma se un uomo avesse vissuto, in modo grandioso, allora accetterebbe l'eterno ritorno come dono divino. Questo è il modo di vivere del superuomo, il quale vive ogni momento al massimo delle sue possibilità in modo da accettare di buon grado la ripetizione. Il superuomo vive la vita come un gioco creativo che ha in sé il suo senso e il suo appagamento. Se l'uomo vivesse come un cammello, vedrebbe la ripetizione degli eventi negativi che gli capitano. Questo circolo è un ritorno del passato.
Il superuomo è il pastore che tiene tra la fauci la testa del serpente, immagine allegorica per dire che l'oltreuomo accetta la condizione umana e in questo modo spezza il ciclo, diventando superiore. L'unico modo per sconfiggere questa concezione è accettarla.
Il serpente rappresenta le cose pesanti, ovvero le disgrazie che ci possono accadere. Le cose pensanti ci soffocano, l'uomo rimane paralizzato. Il superuomo taglia la bruttezza della vita attraverso un atto eroico; l'oltreuomo è colui che prende le redini della sua vita e cerca di cambiarla.
Il superuomo accetta pienamente quello che è stato, quello che è e quello che verrà.


13^ Mappa
Negli ultimi anni della sua vita definì la sua filosofia come Filosofia del Martello.
Con questa definizione vuole esprimere il carattere distruttiva della sua filosofia, più che costruttiva.

Al di là del bene e del male
Egli parla di trasvalutazione dei valori che si collega la concetto di Superuomo. Con questo termine si riferisce al fatto che i vecchi valori devono essere abbandonati e creati dei nuovi.
Il superuomo è un filosofo costruttore e legislatore della storia, ovvero colui che deve istituire i nuovi valori. Hitler, Mussolini, sono esempi di legislatori della Storia secondo le teorie di Nietzsche. Il filosofo deve dare nuovi valori grazie alla trasvalutazione della storia.
Nietzsche non ci dà però una gerarchia di nuovi valori. Questa è l'ambiguità di Nietzsche.
Il superuomo deve :
• accettare la realtà e la propria condizione, non con rassegnazione ma iniziativa
• giocare innocentemente con la vita per costruire la propria e allontanarsi dal caso
• andare inoltre l'eterno ritorno dell'uguale e il nichilismo
• creare nuovi valori.
Questi in sostanza sono le virtù del superuomo secondo Nietzsche.
Mette inoltre a nudo l'origine della morale, quella che ha influenzato tutto l'Occidente. Secondo lui a tutte le teorie morali manca l'analisi di cosa è la morale.
Secondo lui ha indagato veramente la morale.

Genealogia della Morale
In quest'opera egli vuole esplicitare le origini della morale.
Il metodo genealogico è un metodo filologico che cerca di andare a trovare le origini della parola.
Secondo lui i valori trascendenti della morale non sono altro che pretese umane. Gli uomini nel momento in cui si uniscono nella vita associata sentono dei sentimenti comuni per la convivenza. La moralità è l'istinto del gregge nel singolo. È la voce della coscienza in noi delle autorità sociali. Secondo Nietzsche la morale è quindi semplice conformismo. (Questa sarà in parte la stessa considerazione di Freud).
La morale dei guerrieri, ovvero quella dei signori, è la morale di coloro che fanno proprio l'eterno ritorno, la sofferenza, la morte in battaglia per la gloria. Achille è un esempio di morale del signore, il guerriero che impone la sua virtù sugli altri. Achille è fiero guerriero che combatte per la fama e la gloria eterna. Achille incarna lo spirito dionisiaco.
La morale dei sacerdoti, che coincide a quella dei servi, che consiste nell'obbedienza, nella subordinazione, nella sopportazione, nella devozione. Gli ebrei sono il popolo che incarna la morale dei servi.

Il Prospettivismo si basa sull'affermazione i Nietzsche secondo cui “non esistono fatti ma interpretazioni”. Nietzsche non nega la realtà dei fatti ma dice che la nostra interpretazione domina sulla verità. Il fatto è interpretato da noi perché non lo viviamo ma lo riportiamo. Lo interpretiamo anche nel momento in cui lo viviamo. Ciò implica che ci siano molteplici e mutevoli punti di vista della verità, perché alla base di ogni interpretazione ci sta la volontà di potenza e l'istinto di conservazione. Perciò i nostri bisogni interpretano il mondo. La verità ha anche una natura illusoria. La verità oggettiva non esiste → questa è la critica alla scienza, poiché la scienza adora la verità oggettiva.

Schopenhauer è per Nietzsche un maestro. Schopenhauer è il padre del nichilismo, il quale è una dottrina distruttiva nei confronti della società e della cultura. Il nichilista filosofo non crede nei valori comuni della sua tradizione e li svaluta completamente. Per Schopenhauer tutto era riconducibile alla volontà di vivere. In

Nichilismo: attivo e passivo
Anche Nietzsche si definisce nichilista, ma fa una differenza tra nichilismo attivo e passivo.
Per Schopenhauer la fuga della vita era un modo per allontanarsi dalla sofferenza. Questo atteggiamento è considerato da Nietzsche nichilismo passivo, ed è inconciliabile con le affermazioni precedenti sul superuomo.

Nietzsche è andato oltre il nichilismo, pur essendo nichilista. Egli si definisce come il perfetto nichilista d'Europa, perhè egli va “sopra” e “sotto” al nichilismo
Secondo Nietzsche bisogna reinventare dei valori, partendo dal fatto che non ci sono dei valori e l'uomo è il creatore della propria esistenza. Questo è il nichilismo attivo.

Nella volontà di potenza si parla in termini antidemocratici e antiegualitari. In particolare emerge che la lotta per l'uguaglianza dei diritti è sintomo di malattia. L'atteggiamento di Nietzsche è quello dell'intellettuale, di colui che esce dalla massa, che si distingue: il superomismo non è per tutti; la filosofia di Nietzsche appartiene ad un'èlite.
La volontà di potenza è:
• intima essenza dell'essere, ovvero ognuno nel momento della nascita si vuole affermare
• spinta all'autosufficienza
• è un'essenza ermeneutica, ovvero interpretativa: nel momento in cui un uomo si vuole affermare, si deve dare dei valori da rispettare, deve dare un senso all'insensatezza dell'essere (cfr Schopenhauer) → in questo consiste la creazione superomistica dei nuovi valori
• nella volontà di potenza si rispecchia l'artista, come prima figura visibile dell'oltreuomo (Vattimo); perciò l'arte è attività creatrice e suprema; questa filosofia superomistica si è realizzata per la prima volta nella figura dell'esteta

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