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La teoria espressa in Dialettica dell'Illuminismo ciò costituisce la filosofia della storia entro la quale si muove il pensiero di Marcuse. A questa opera di Adorno e Horkheimer si ricollega un’altra opera del secondo, Eclisse della ragione, scritta negli Usa (1947) e con una seconda edizione rivista in Germania sulla critica della ragione strumentale (1967). Mentre la prima ricostruisce l’evoluzione del concetto di pensiero razionalistico attraverso una dialettica e le sue incongruenze, quest’opera si limita invece a esaminare la ragione strumentale, cioè l’esito di questo sviluppo. Si ha una visione maggiormente negativa: il confronto tra ragione strumentale e ragione oggettiva (positiva) si esplica su più fronti. Infatti la prima non è una sola, ma è un paradigma di ragione che trova espressione in vari atteggiamenti culturali e filosofici di Otto e Novecento. Il pragmatismo, il positivismo, il neotomismo, il neopositivismo. Tutti questi indirizzi filosofici per cui dobbiamo pensare che la ragione si manifesti non come forma di conoscenza ma come forma di dominio, di calcolo.

La ragione soggettiva è interessata al rapporto tra fini e mezzi. È la ragione classificatoria, che si basa esclusivamente sull’analisi, garantendo il funzionamento astratto del pensiero. Strumentale perché considera i mezzi per raggiungere un fine, al quale è però totalmente indifferente.
La ragione oggettiva, che non esiste nella sola mente dell’individuo, individua delle relazioni oggettive nel reale in senso lato (umano, sociale, naturale, etc). Quindi individua una gerarchia: il grado di ragionevolezza delle cose consiste nel modo in cui si armonizzano con questo ordine. Il suo scopo è dare un fondamento all’esistenza umana, facendo riferimento all’ordine razionale della realtà.
Nel corso della storia si è attuato un processo per cui la ragione soggettiva ha acquisito un predominio su quella oggettiva. All’inizio ha avuto inizialmente ruolo positivo, come per esempio agente critico che distrugge la superstizione, e in questo processo ha creato proprio la ragione oggettiva. L’ordine del mondo viene quindi determinato dal soggetto umano. Ma, negata ogni realtà oggettiva, viene negato il contenuto oggettivo di tutti i concetti razionali fondamentali (libertà, giustizia, etc), un qualsiasi fondamento oggettivo a causa del predominio del predominio della ragione soggettiva. Se ciò manca, mancano i criteri di riferimento nei campi di prassi, morale e estetica.
Mancando una ragione oggettiva, rimane il pensiero vuoto, che può essere utilizzato per qualsiasi scopo, in relazione a qualsiasi fine. Non esiste una norma oggettiva alla quale adeguarsi per affermare che qualcosa è buono o cattivo. Non è più la ragione il punto di riferimento, il motore delle attività umane, della società, di tutto quanto. La prevalenza della ragione strumentale, esito dello sviluppo dell’illuminismo, paradossalmente porta alla subordinazione e marginalizzazione della ragione, che non decide più di noi e del mondo.

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