Husserl- La nascita della fenomenologia

Nasce in Moravia.
Problema kantiano della conoscenza viene ripensato in un modo diverso.
Ebreo: viene messo al confino
Critica della scienza
Crisi delle scienze europee
È uno scienziato che crede nella ragione e nelle possibilità che la ragione ha nel conoscere la verità.
La figura di Brentano è fondamentale nella sua vita.
Padre della fenomenologia. Nasce nel 1900 con la pubblicazione delle ricerche logiche. Idea di ripensare la logica.
Ultimi anni della sua vita li vive scrivendo e pensando.

Fenomenologia= tentativo di cogliere la realtà nel suo darsi originario(noumeno): quelle leggi che mi permettono di conoscere.
Non é la nostra mente che pone la realtà ( non è un idealista).
Incontro, correlazione strutturale/ coappartenenza originaria tra soggetto e oggetto, non stanno mai divisi.

1) Atteggiamento naturale e riflesso
Esperienza naturale con la realtà: le cose ci appaiono unitarie, da qualsiasi lato lo guardo un albero è sempre un albero.
Esperienza riflessa (fenomenologicamente descritta): riflettere su qualcosa.
Se rifletto un albero mi appare come molteplice: molteplicità infinita, tante manifestazioni, continuo cambiamento.
Cos é la natura? Noi vediamo noi stessi come parte della natura. Oggetti in uno spazio indefinito. Serie di vissuti di coscienza, esperienze effettive.
Ogni oggetto ha dei particolari modi di darsi, diverse datitá.

2) Il metodo della riflessione: la riduzione fenomenologica e l epoché.
Metodo per riflettere:
Epoché (o riduzione fenomenologica)- termine di origine greca, usato dagli scettici, significa atteggiamento di sospensione del giudizio, ingenuo di fronte alla realtà, non dare niente per ovvio. A differenza degli scettici, Husserl non mette in discussione lo scibile, l esistenza, ma cerco di vederli come se fosse la prima volta (sospendere il modo naturale di guardare la realtà). L unica certezza che rimane é che io percepisco, l egoità: l ego cogito é indubitabile.

Tutto ciò che é naturale é un dato, ma solo relativamente. Relatività delle certezze scientifiche. Lasciano aperte il dubbio o la negazione. Sono modificabile da cose successive. Ogni oggetto ha infinite possibilità di essere conosciuto, non finisco mai di conoscerlo, non posso dire di conoscere qualcosa completamente (Bergson). Perché? Conosco per adombramenti, la mia prospettiva ne esclude altre.
Anche il cogitatum qua cogitum é indubitabile, non posso evitare di essere oggetto del cogitum di qualcuno.

Il noumeno non esiste per lui, perché non esiste qualcosa che non sia esperita da un soggetto. Non c è un fuori e un dentro e non esiste l oggetto puro.

Soggettività trascendentale
Soglia manifestativa: ogni cosa per manifestarsi implica una dimensione soggettiva. La soggettività è l’orlo di apparizione di tutto ciò che accade. Questa soglia non può appartenere allo stesso livello del manifestato.
Senza l uomo il mondo esisterebbe, ma perde senso.
Soggettività trascendentale: é la soglia manifestativa di tutto ciò che appare.

Impostazione trascendentale: fenomenologia trascendentale, scienza che riflette non su oggetti, ma che rende oggetti i processi per cui gli oggetti mi si danno; invece di essere attenti al tavolo, rendo oggetti gli stessi atti che io faccio per conoscere ed il loro contenuto di senso immanente


Correlazione strutturale da meditazioni cartesiane
Ogni cogito ha sempre il suo cogitatum. Il cogito non è res cogitans ma soglia manifestativa dove si manifestano.
Posso dividere l attività del pensiero in:
Noesi (cogito)--> trascendentale, condizione di possibilità del conoscere. Intenzionalitá.
Noema (cogitatum)-->trascendente, tutto ciò che non sono io, altro da me. Oggetto dell’ intenzione.

La crisi delle scienze europee
Critica molto forte di uno scienziato alla scienza. Scritta negli ultimi anni della sua vita.
Non viene demolita del tutto la scienza perché alcuni principi metodici sono inattaccabili, ma la critica sta nella visione che crea dell uomo. "le mere scienze di fatti creano meri uomini di fatto"--> la scienza non può arrivare all anima, il senso della vita, le cause prime e ultime del mondo. La scienza non ci aiuta, non risponde alle urgenze della vita, non ha nulla da dirci. L uomo si sente in balia del destino.

Ma non é sempre stato così
Questa scienza ha percorso una storia.
Il concetto positivistico della scienza é solo un resto, un residuo perché ha lasciato cadere tutti i problemi metafisici: prima la scienza li comprendeva come con Aristotele ma anche Leonardo da vinci, dalla rivoluzione scientifica (Cartesio, Galileo, Newton- 1600) in poi sono caduti perché é nato il metodo scientifico moderno.
I problemi metafisici contengono in se i problemi della ragione, sono inscindibili. É sempre la ragione che opera, sono domande che la ragione si pone. "il positivismo decapita la filosofia" ritenendola scindibile dalla scienza.
Scienza matematica insegna l' oggettività, non la soggettività, perché è qualcosa di esatto. Le scienze dello spirito dovrebbero prendere dalla scienza matematica, dovrebbe usare un metodo scientifico per avere più rigore come la matematica. Questo tentativo fallisce, non è fattibile: soltanto la natura può essere considerata in modo rigoroso e definito, lo spirito no. Lo spirito é metafisico, sovrabbonda. Lo spirito non può essere indagato con un metodo scientifico, sarebbe un controsenso.
La scienza moderna nasce dal mondo spirituale, quindi non si può eliminare.
L europa ha una missione: chiarire lo scopo del naturalismo e risolvere il dualismo assurdo della scienza (cioè la divisione tra scienze naturali positivistiche e scienza dello spirito).
Europa ha un suo dato che chiama entelechia: uno che non è europeo non può farlo perché non ha vissuto questa storia che ha percorso la scienza. Europa non nel senso di confine geografico, ma come popolo.
Entelechia nasce in Grecia: i greci chiamarono la prima scienza filosofia, che é un interesse per tutti gli aspetti della realtà: una filosofia che include tutte le scienze.
Quindi sta spiegando la scienza naturale attraverso la scienza dello spirito.
Lebenswelt (mondo della vita)
L uomo vive sapendo passivamente che il mondo esiste, si da. Vuole eliminare questo pregiudizio.
In primo piano c’è sempre il mondo-della-vita, che è sempre già prima, è pre-scientifico. Noi viviamo in questo mondo e siamo attivi sullo sfondo di un passivo avere il mondo. Ogni pensiero scientifico dá per presupposto che ci sia il mondo, è sempre prima. Non nega l attività del pensiero, ma riconosce che il mondo ci é dato, é prima. Per questo Husserl alcuni l hanno interpretato come l interprete del nuovo realismo.
É un mondo nel quale le cose le conosco imperfettamente, succedono e non mi chiedo il perché. Il mondo della vita é un mondo in cui vige il pressapoco, una conoscenza imperfetta che però basta a vivere.
Il primum reale si basa sempre sull’elemento "meramente soggettivo-relativo". “meramente” non ha un significato negativo.
Anche se uno scienziato ha creato un modello scientifico continua a vivere in un mondo di pressappoco, si è dimenticato di questo. Lo scienziato nelle sue teorie, partendo dall esperienza fa affidamento a qualcosa che inconsciamente dà per certamente vero. La scienza si é dimenticata di questo--> crisi della scienza

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