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Socrate - La vita ad Atene

Socrate può essere definito il primo martire del libero pensiero e la sua morte generò molto scalpore in tutto il mondo tenendo conto del fatto che Socrate era un personaggio la cui influenza nella storia è stata paragonata a quella di Buddha e Gesù Cristo. Dalle testimonianze risulta che chiunque incontrò Socrate ne rimase colpito. Si racconta anche che Socrate fosse contro ogni canone di bellezza esteriore: era infatti basso, brutto e grassottello. Pur essendo di così brutto aspetto, Socrate riuscì a folgorare tutti coloro che lo incontravano con la sua bellezza interiore. Le fonti principali su cui ci si basa per la ricostruzione della vita di Socrate sono innanzitutto gli scritti di Platone, grandissimo filosofo allievo e amico di Socrate. Platone fa di Socrate il protagonista di tutte le sue opere; i libri di Platone sono scritti sotto forma di dialogo proprio per mantenere quella vivacità e quella forza che sono tipici del confronto diretto tra persone. Platone riteneva importante scrivere perché tutto non andasse perso con la morte, ma al tempo stesso era d’accordo con il suo maestro nel dire che la forma scritta presentava dei difetti evidenti. Un’altra importante fonte era Aristotele; egli, prima di esporre la propria filosofia, aveva fatto una sintesi delle considerazioni di tutti i filosofi a lui precedenti e tra queste vi erano quindi anche le idee di Socrate. Altre fonti ci sono state tramandate dallo storico Senofonte, che si soffermò soprattutto sugli aneddoti e sui dettagli legati all’esistenza di Socrate, e dal commediografo Aristofane, il quale inscenò una commedia chiamata Le nuvole in cui prendeva in giro Socrate dipingendolo per come non era e alimentando così molti pregiudizi nei suoi confronti. Questa opera è la dimostrazione della tensione che la figura di Socrate crea in alcuni ambienti della città.

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