Come sappiamo Platone fu allievo di Socrate e dai suoi scritti è pervenuto il pensiero socratico.
Dall'Apologia, al Critone, al Fedone possiamo comprendere come Socrate si interessi alle vicende umane e cerchi dentro l'uomo stesso la verità sapendo di non poterla mai raggiungere completamente. Da qui la sua celebre frase “io so di non sapere”.
Credendo di poter trovare la verità dell'uomo stesso utilizza il dialogo come dubbio e confutazione per invogliare le persone ad andare alla ricerca del vero svegliando il popolo dormiente.
così facendo divenne povero, motivo di scherzo delle commedie di Eupoli, e anche per Senofonte.
Socrate si mise in contrasto con Anito e Liconte che lo accusarono di corruzione dei giovani, perché metteva a rischio la democrazia ateniese, e di introduzione di nuove divinità, quando lui non si era mai interessato a indagini di metafisica.
Nell'Apologia lui smonta queste accuse e per prima cosa pone una grande distinzione tra cittadini ateniesi e giudici. infatti dicastai da diche sottintende una particolare nobiltà d'animo e questi non potranno che considerare Socrate non colpevole.

È opportuno leggere almeno la prima parte dell'Apologia per comprendere la figura del personaggio di Socrate.
È molto interessante anche il Critone può essere un libro che pone dubbi ma anche li risolve sulla propria esistenza .

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