Ominide 1909 punti

Popolo greco

La poesia insieme alle espressioni mitiche e religiose è il luogo in cui si manifesta la domanda e in cui si cerca la risposta sul senso della realtà, sul rapporto fra singolo e il tutto ma soprattutto sulla legge unitaria tanto ricercata, l’organizzazione organica a 360°.
Prima della nascita della filosofia sono stati i poeti ad avere grandissima importanza nell’educazione e nella formazione spirituale dell’uomo greco e la prima grecità, nucleo del popolo greco, cercò un alimento spirituale nei poemi omerici. Ha cercato crescita e sviluppo spirituale nell’ Iliade e nell’Odissea (IIX sec. a.C. circa), componimenti in forma scritta.
Un interprete della filosofia greca, Mantise, dice che Iliade e Odissea esercitavano un influsso analogo a quello esercitato dalla Bibbia presso gli Ebrei, non essendoci in Grecia testi sacri.
Non sappiamo con certezza se questi testi siano realmente scritti da Omero, del quale non è provata nemmeno l’esistenza. Comunque hanno fornito il patrimonio culturale ed educativo per la grecità.

Un altro poeta, fondamentale fu Esiodo (VII sec. a.C.). anche per lui possiamo ricordare due testi: “opere e giorni” e “teogonia”.
Sono così importanti perché dalla poesia riceviamo molte notizie riguardanti avvenimenti storici, costumi, modi di vita, tradizioni, informazioni sul significato e sul ruolo dell’uomo nell’universo.
La poesia svolge una importantissima funzione educativa.
Si pensi solo alla formulazione dell’Iliade e dell’Odissea, difficilissima perché ben prima della forma scritta (ossia prima del IIX sec. a.C.) le informazioni si mantenevano tramite oralità. Aedi e Rapsodi cantavano le gesta degli eroi e i fatti accaduti, ricordandoseli a memoria. Finché questi racconti hanno viaggiato oralmente erano vivi, crescevano, si evolvevano, cambiavano. Un ruolo fondamentale era giocato dalla memoria, talmente importante in questa società da essere una dea, Memosine.
Quando nell’ IIX sec. Omero comincia a trasferire questi racconti da forma orale a forma scritta la vitalità comincia a morire perché tutto diventa più statico e rigido. Dall’altro lato però i racconti rimangono fissi, la scrittura corregge gli errori e impressi e niente va perso. Si può dire che la forma scritta imbriglia i racconti. Fra i filosofi si creeranno due partiti, fra chi non vuole mettere per iscritto, amando l’oralità che coinvolge l’interlocutore e fra chi preferisce trasmettere ai prosperi un messaggio fisso.
Sia nell’Iliade che nell’Odissea sono presenti interrogativi e tentativi di risposta, che saranno affrontati anche dalla filosofia. L’eroe è il modello di comportamento, l’ideale di uomo.

I poemi omerici contengono alcune caratteristiche essenziali per la nascita della filosofia e diventeranno temi classici:
Il gusto per l’armonia, per le proporzioni, per il limite e per la misura. Uno dei motti di questo mondo sarà “mai nulla di troppo”
Il gusto per la ricerca delle cause e delle ragioni di determinati eventi fatti sia pure a livello mitico e fantastico
Il tentativo di presentare la realtà nella sua interezza e presentare la posizione dell’uomo nell’universo.

I poemi di Esiodo cercano invece di agganciare i comportamenti degli uomini e quelli degli dei ad un ideale di giustizia (Dike, dea della giustizia) e di ordine (cosmos). Addirittura Zeus viene identificato come il signore della giustizia. In modo particolare, in “opere e giorni” noi notiamo come Esiodo si concentra sulla condotta umana perché in lui agisce l’esigenza fondamentale di pacificare il mondo degli uomini attraverso la giustizia superiore e la norma imparziale. Nella sua altra opera, Teogonia, diventa chiara questa esigenza di svelare la genesi del cosmo..
Lo stesso obiettivo lo troviamo nei filosofi pre-socratici, ma con modalità di riflessione e azione diversa, perché con il primo c’è il disvelamento della verità sotto forma di espressione mitica, mentre sull’altro versante troviamo la verità espressa attraverso il logos.
In questa fase di passaggio fra oralità e scrittura il mito trasmette comunque delle norme, non solo giuridiche ma anche morali, sociali, religiose, che divengono bagaglio importantissimo, patrimonio e collante che costruiscono l’identità di un popolo.

Nel pensiero filosofico il mito è discorso che non richiede dimostrazioni. Lo possiamo trovare ad esempio in Socrate, che ricorda l’interpretazione di un mito diffuso fra i sofisti secondo il quale il mito è il rivestimento fantastico di un fatto reale, come il mito di Orizia.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email