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Plotino - Pensiero Filosofico

La materia era, secondo Plotino, il non essere ed era il confine dell’emanazione. La materia quindi non è il vero essere, è negatività ed è il male. Anche in questo aspetto c’è un’incongruenza perché non si capisce come il nulla, che è infinito, possa essere collegato alla materia, che è finita. La concezione del male di Plotino venne ripresa dal cristianesimo. L’uomo è l’unico essere che percepisce l’Uno perché l’anima umana ha nostalgia dell’Uno con cui vuole ricongiungersi. L’uomo più cosciente è colui che ha il desiderio maggiore di ricercare l’Uno e la perfezione. Il ritorno all’Uno avviene per vari livelli. Il primo livello è rappresentato dalle virtù civili ossia la morale. Altri livelli sono l’arte, l’amore e la filosofia. Il livello più alto è l’estasi. Ogni livello è contraddistinto dal progressivo distaccamento dalla materia. L’arte che aiuta maggiormente a distaccarsi dalla materia è la musica, che è anche il tipo di arte meno materiale di tutti. L’amore è diviso in altrettanti livelli, il più alto dei quali è la filosofia. La filosofia da sola però non basta per raggiungere l’Uno, ma per questo scopo serve un salto irrazionale che è rappresentato dall’estasi. L’obiettivo di ogni uomo deve essere il ritorno all’"Io" che possiamo considerare come una vera e propria prima visione di ciò che fu la dottrina religioso-filosofica dei primi filosofi cristiani, i patristi.

Vita e basi filosofiche
Plotino nacque nel 205 d.C. e la sua scuola ebbe enorme successo. Il neoplatonismo fu molto importante perché da un lato continuava la tradizione platonica e dall’altro ebbe un’influenza notevole per il pensiero cristiano. Tra Plotino e Platone c’erano molti elementi in comune, ma anche alcune differenze. Plotino cominciò il suo pensiero a partire da una considerazione, ossia che il molteplice, che contraddistingue la realtà, presuppone sempre l’unità. Con questo ragionamento arrivò a dire che l’unità è il principio primo di tutta realtà ed è definita anche Uno. L’Uno è infinito, eterno, perfetto, increato, la causa di tutto e completamente diverso dal tutto. L’Uno è quindi il bene supremo. Il pensiero di Plotino presenta un’impostazione filosofica religiosa, che non pretende di dimostrare ogni cosa. Plotino pensava che l’Uno, a causa della sua sovrabbondanza, emanasse tutta la realtà. Tutto deriva dall’Uno per emanazione. È una soluzione differente da quella platonica e quella cristiana che evita l’assurdo logico del dio perfetto che sente il bisogno di creare la realtà. All’inizio Plotino affermò che, essendo assolutamente perfetto e trascendente dalla realtà, l’Uno era indefinibile e si poteva dire solo ciò che non era. La teologia negativa consiste nel definire Dio dicendo quello che non è. Per Plotino l’Uno era definibile solo attraverso la teologia negativa. Poi però si contraddisse con la dottrina della nascita della realtà per emanazione dall’Uno. L’emanazione dall’Uno seguiva tre livelli chiamati ipostasi. Le tre ipostasi erano l’Uno stesso, l’intelletto e l’anima. L’intelletto consiste nelle infinite idee che sono emanate dall’Uno, mentre l’anima rappresenta la vivificazione delle idee da parte dell’Uno.

Neoplatonismo
A Roma la filosofia ebbe scarso sviluppo e riprese soprattutto i modelli greci, tra cui Aristotele, Platone, l’epicureismo, lo stoicismo e lo scetticismo ( questo "surrogato" di filosofia, riassunto di tutte le scuole di pensiero greche prende il nome di "eclettismo" e si verifica anche in altri ambiti dell'arte). La filosofia romana mancò completamente di originalità ed era diffuso il fenomeno dell’eclettismo. Chi a Roma faceva uso della filosofia era visto come un effeminato e un rammollito, mentre le cose più importanti erano la politica e le arti militari; questo contraddistinse anche quel contrasto che si verificò verso la fine degli anni denominati " avanti Cristo" poichè si verificò un grande contrasto tra coloro che rifiutavano l'amalgama della cultura orientale (pressocchè greca) con quella romana. Intorno al 200 d.C. a Roma era cominciata la parabola discendente dell’impero e stava prendendo piede il cristianesimo. In questo contesto di declino sorse la corrente filosofica del neoplatonismo. Molti romani erano incuriositi da molti culti di origine orientale e tra questi c’era il platonismo, una particolare rivisitazione del pensiero di Platone da parte di alcuni filosofi visto in chiave "cristiana". Il fondatore del neoplatonismo fu Ammonio Sacca, mentre il più grande esponente di questa scuola fu Plotino, tanto che fino all’Ottocento si fece spesso confusione nel distinguere gli scritti di Platone da quelli di Plotino, soprattutto anche da parte degli stessi fondatori della filosofia cristiana, che credevano di impostare la loro dottrina filosofico-religiosa secondo la visione Platonica e Neoplatonica del divino in particolar modo.

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