Dopo le correnti di età ellenistica, giunge il neoplatonismo, che nasce in Egitto, il fondatore è Ammonio Sacca (III sec. d.C.) che fonda una scuola ad Alessandria.
Plotino, (Licopoli Egitto, 202; Campania 270 d.C.) è il migliore rappresentante, le sue opere sono le “Enneadi”. Prima si trasferisce ad Alessandria e poi segue l’imperatore Giordano in Persia, qui l’imperatore muore e lui va a Roma. Roma è durante un periodo di grande splendore, c’è la massima espansione, inizia anche la fase dell’anarchia, dove la grandezza dell’impero non permette la gestione e iniziano le crisi dei valori romani, che da un punto di vista religioso e culturale sia avvicinano all’Oriente. Lui si avvicina sia alla Roma imperiale che a quella aristocratica, sostiene le sue idee e fonda un circolo culturale, formato da persone sensibili alle nuove dottrine che si stavano diffondendo, sia il cristianesimo, che alcune sette provenienti dall’Oriente, tra cui lo gnosticismo. Il progetto di Plotino è di costruire in Campania una città dei filosofi, che si sarebbe chiamata Platonopoli, ma non fu mai fondata. Nel 296 si trasferisce in Campania, muore nel 270. Il massimo della sua attività è tra il 40 ed il 70. La scuola è portata avanti dai suoi allievi, tra cui Porfirio, che dopo la morte del maestro ne raccoglie le opere in 54 scritti, dividi per nove, da qui il nome “Enneadi”.

Uno coincide con il bene, è il principio, ne puoi parlare solo dicendo cosa non è (teologia negativa, che torna anche nella filosofia nel 400 e soprattutto nella teologia protestante, quindi nel cristianesimo), perché è sovrabbondanza d’essere.
Intelletto contiene i modelli eterni della realtà; corrisponde all’iperuranio di Platone.
Anima ha la funzione del demiurgo
Materia
Il male per Plotino è privazione d’essere, è la materia che non è plasmata dall’anima.
L’emanazione è diversa dalla creazione, quest’ultima è ex nilo, dal niente, volontariamente, liberamente
(L’apeiron è una forma di panteismo, infinito con tutto mescolato insieme, si divide per opposizione e tutto ritorna all’origine, si ritorna alla mote e si ripaga la colpa fatta alla nascita poiché ci si è staccati)
Con Plotino c’è la trascendenza, tutto ciò che è emanato è inferiore all’Uno, quindi questa figura è detta ipostasi ed è una manifestazione precisa dell’uno. L’emanazione non ha ordine cronologico, ma logico, è quindi un fatto eterno. Il tempo nasce con l’anima e plasma la materia, gli da armonia e vita. L’uno è indefinibile e per sovrabbondanza d’essere non può corrispondere ad un’ attività razionale. Il concetto del pensiero, che è soggetto perché pensa ed è oggetto perché pensare a se stesso, può riflettere su se stesso, quindi è l’intelletto la manifestazione dell’uno che permette la razionalità. L’intelletto rispetto a Platone corrisponde alle idee dell’iperuranio. Nell’intelletto c’è anche la produzione dei modelli eterni della realtà, per questo non è temporale. L’intelletto emana l’anima, che contemporaneamente si specchia nell’intelletto e plasma la materia. Ciò che non prende forma dall’anima, che non acquista armonia è chiamato: privazione d’essere, perché non animato e coincide con il male.

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