Il parricidio parminideo e la dialettica
Nel dialogo "Sofista", Platone compie il parricidio parminideo (uccisione del padre). Le teorie di Platone e quelle di Parmenide entrano in contrasto, poiché Parmenide afferma che l'essere è unico (poiché se fosse molteplice ogni aspetto non sarebbe l'altro) mentre Platone reputa che l'essere sia molteplice.
Platone afferma che ogni cosa è diversa dalle altre in quanto possiede qualità differenti quindi A è diverso B = A non è B.
Ammettendo che A non è B non vuol dire non ammettere l'esistenza ma stabilire a diversità. Il verbo ESSERE assume un uso predicativo, non ha il significato di esistere, ma è usato come copula.
Platone supera così il principio dell'unicità dell'essere pronunciato da Parmenide e salva la teoria delle idee, ammettendo la loro molteplicità.
La dialettica
La dialettica nel suo significato letterario significa "dialogo fra due".
Platone utilizza il termine dialettica nei dialoghi giovanili riferendosi all'arte del dialogo utilizzata da Socrate. Nel Platone maturo, in particolar modo nel Platone di Repubblica, vi è un riferimento alla teoria della linea, quindi la teoria dei gradi di conoscenza, la dialettica viene indicata da Platone come l'ultimo grado della conoscenza, ovvero il grado della conoscenza delle idee valori che raggiunge il suo apice nella conoscenza dell'idea del bene.
Nell'ultimo Platone, il termine dialettica indica la scienza che si occupa di cogliere l'accordo o meno di alcune idee con altre ovvero la tecnica attraverso la quale realizziamo quelle congiunzioni possibili tra le idee.
E' necessaria quindi una tecnica, poiché tutte le idee non possono collegarsi a tutte quelle esistenti (l'uomo vola). Quindi la dialettica è l'arte che unisce ogni idea a tutte e altre.
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