Concetti Chiave
- Platone considera la scrittura un mezzo limitato, incapace di selezionare i suoi interlocutori e difendersi dagli attacchi, necessitando sempre dell'autore per chiarire le proprie intenzioni.
- Le dottrine non scritte di Platone si riferiscono a verità di grande valore, in particolare riguardo al Bene, che venivano trasmesse oralmente durante i corsi nell'Accademia.
- La ginnastica della dialettica praticata nell'Accademia promuoveva la libertà di pensiero e il dialogo critico, come dimostra la scelta di Speusippo come successore di Platone, nonostante le sue divergenze.
- L'interpretazione del pensiero di Platone si è arricchita attraverso il paradigma ermeneutico delle dottrine non scritte, con contributi significativi da parte di scuole come quella di Tubinga e Cattolica di Milano.
- Platone ritenne che le verità ultime potessero essere comprese solo attraverso un rigoroso approccio dialettico e metodico, simile a un percorso ascetico.
Qual è l'importanza della scrittura secondo Platone?
Si tratta di un esercizio, quello dello sforzarsi al massimo delle capacità umane, con il quale l’uomo può raggiungere verità universalmente valide; il passo mostra anche uno degli aspetti più controversi per l’interpretazione di Platone, cioè viene rilevata la criticità della scrittura, il nuovo mezzo di comunicazione diffuso nella Grecia del IV secolo a.C.
Le dottrine non scritte di Platone
, contro cui Platone conduce una delle sue due campagne, assieme a quella contro i sofisti: secondo lui le cose di maggior valore non potevano essere scritte (tuttavia egli scrive molto e anzi i suoi scritti rappresentano probabilmente le vette più alte della letteratura greca) anzitutto poiché lo scritto non può scegliere i suoi interlocutori e non sa difendersi da chi lo attacca, ma ha sempre bisogno del suo autore per difendersi (e messo in mano a chi non è in grado di comprenderlo, rischia di dire cose diverse dalle intenzioni dell’autore), che è chiamato a completare il suo scritto ed eventualmente, nel caso in cui fosse attaccato, a portare ulteriori argomenti in difesa dello stesso: per questi motivi non ci sarà mai uno scritto sui princìpi primi e supremi; da ciò si è sviluppata la nuova interpretazione di Platone che pone precisamente al centro il tema delle dottrine non scritte e che ha reso la questione platonica più complessa: tale modello interpretativo si è sviluppato come paradigma ermeneutico, con la Scuola di Tubinga (Krämer, Gaiser, Szlezák) e la Cattolica di Milano (Reale); seguendo tale interpretazione, il cui rappresentante più estremo è Reale (che scrive una copiosa opera sulle dottrine non scritte, ricostruendo il pensiero non scritto di Platone), le cose di maggior valore, di cui Platone dichiarerebbe di non voler scrivere, sarebbero quelle riguardanti le teorie intorno al Bene: di esse il filosofo avrebbe parlato nei corsi tenuti nell’Accademia, sulle realtà ultime o supreme, ossia sui princìpi primi cui gli allievi potevano pervenire soltanto con un severo tirocinio metodico e dialettico (atteggiamento ascetico della filosofia, che ricorda molto quello pitagorico).
La ginnastica della dialettica nell'Accademia
La ginnastica della dialettica veniva quindi esercitata nell’Accademia, nel rispetto della più completa libertà di pensiero, ne è una testimonianza (forse la più forte) il primo successore di Platone, che è Speusippo, un critico della stessa teoria delle idee (tanto da ricondurle ai numeri pitagorici), il cuore stesso del pensiero platonico e che sebbene fosse un suo avversario diretto Platone designò ugualmente come suo successore.
Domande da interrogazione
- Qual è la critica di Platone nei confronti della scrittura?
- Cosa rappresentano le dottrine non scritte di Platone?
- Qual è il ruolo della dialettica nell'Accademia di Platone?
- Come si è evoluta l'interpretazione del pensiero di Platone?
Platone critica la scrittura perché non può scegliere i suoi interlocutori e non sa difendersi da chi la attacca, necessitando sempre dell'autore per chiarire le sue intenzioni (come evidenziato nel testo).
Le dottrine non scritte di Platone si riferiscono a concetti di grande valore, come le teorie sul Bene, che il filosofo avrebbe trasmesso oralmente nell'Accademia, riservando la scrittura per opere di minor importanza (come indicato nel testo).
La dialettica era praticata nell'Accademia come una forma di "ginnastica" intellettuale, promuovendo la libertà di pensiero, come dimostra la scelta di Platone di designare Speusippo, un critico delle sue teorie, come suo successore (come descritto nel testo).
L'interpretazione del pensiero di Platone si è evoluta attraverso il paradigma ermeneutico, con scuole come quella di Tubinga e la Cattolica di Milano, che hanno messo in luce l'importanza delle dottrine non scritte e la complessità del suo pensiero (come menzionato nel testo).