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Platone e la teoria delle idee


Platone affronta la teoria delle idee non solo con l'uso dei miti, ma anche della dialettica.
Proprio attraverso la dialettica, egli descrive l'idea: ad una prima approssimazione l'idea sembrerebbe nient'altro che rappresentazioni della mente, 'immagini' mentali di ciascun individuo. Essa invece è un'entità, cioè la realtà che esiste al di fuori della mente, raggiungibile dalla sola ragione e non dalla sensibilità: è quindi una realtà intellegibile, che trascende la varia e mutevole esperienza. Le idee sono eterne e immutabili ed hanno in sè il massimo grado di realtà.
Quali sono le idee? Si suddividono in:
Le idee dei valori (bello, giusto, buono...), nelle quale ogni valore ha un significato univoco poiché proviene dal mondo ideale e non dall'esperienza;
Le idee matematiche, corrispondenti agli oggetti dell'aritmetica e geometria, che non possono essere riducibili né a una figura disegnata né a un determinato numero poiché appartengono a un altro mondo conosciuto solo dall'intelletto;
Le idee dei relativi (uguale e diverso, piccolo e grande, doppio e metà) nella quale un qualcosa si afferma che è uguale ad un altro, anche se lo è solo relativamente, per questo possiamo trovare uguaglianza negli oggetti non perfettamente uguali;
Le idee delle cose artificiali e naturali.
Ma soprattutto, qual è il rapporto tra le idee e le cose? Come facciamo a stabilire un rapporto fra i due mondi visto che ci troviamo nel mondo sensibile?
Nel Fedone il filosofo avanza l'ipotesi che il rapporto del mondo fisico-sensibile con quello delle Idee sia di partecipazione (metessi) oppure di imitazione (mimesi).
Ogni Idea, quindi, sarebbe una sorta di modello unico, perfetto, eterno, immutabile della moltiplicità delle cose che invece sono imperfette, periture e mutevoli, pur partecipando o essendo la copia.
La conoscenze delle Idee, però, non basta. Occorre comprendere comprendere la ragione unitaria di quel mondo: l'Idea del Bene. Esse può essere conosciuta attraverso una visione immediata della mente, cioè a un'intuizione intellettuale. Platone, nell'allegoria della caverna, propone un'analogia fra il Bene e il Sole: come questo rende visibili gli oggetti, così il Bene consente di vedere gli oggetti intelligibili.
Il Bene è al di là delle Idee, dell'essere, dà valore a ogni oggetto, azione e conoscenza, per questo nessun uomo e nessuna città possono essere nel giusto se non si ispirano al Bene, anche se non potrà mai essere realizzato, ma solo avvicinato.

Il metodo dialettico -> Con Platone nasce il metodo dialettico. In Platone il termine dialettica (dialectiké téchne), in generale, significa arte del dialogo e della discussione. È la ricerca consensuale della verità e, in tal senso, si contrappone alla retorica, ovvero all'arte della persuasione, che ha come unico scopo il prevalere nella disputa verbale. Essa è lo strumento per eccellenza della filosofia, essendo la via privilegiata per risalire dal molteplice all'unità dell'Idea, che è l'origine e meta finale della conoscenza.

Le operazioni con cui il procedimento dialettico si svolge sono due:
1. sinossi, ci permette di ricondurre in'unica forma ciò che appare molteplice e come sparso nell'esperienza;
2. diairesis, consiste nella capacità di scomporre un'Idea negli elementi che la costituiscono.

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