Giustino nasce nel II sec. in Palestina, è considerato il fondatore della patristica ed ha provato a dare un impronta particolare alla patristica orientale, lui comprende che soprattutto nel medio oriente (Palestina, Siria, area greca in cui c’è una grande conoscenza dei temi filosofici) c’è il bisogno di conciliazione [perché poteva essere dannoso porsi contro quelle zone, perché un atteggiamento troppo di rottura tra la filosofia greca e il cristianesimo avrebbe creato delle scissioni e delle problematiche infinite, comunque ci furono eresie (es. arianesimo) che la patristica tentò di combattere] tra filosofia greca (Platone) ed il messaggio cristiano, quindi l’unico fine è mostrare Socrate e Platone come intellettuali che affermavano parte della verità, per es. Socrate aveva detto che si doveva cercare in se stessi, era un aspetto presente l’interiorità e diceva che una volta conosciuto il bene non si poteva fare altro che bene,anche Platone con il mondo delle idee. Per Giustino il cristianesimo rivela tutta le verità, che i parte era già stata colta.

Ogni religione passa da una rivelazione, cioè Dio si rivela agli uomini, Cristianesimo da Cristo, che si è rivelato figlio di Dio; Maometto, profeta; antico Testamento, Dio che parla a Mosè ed i 10 comandamenti. Le differenze tra qualsiasi dottrina e la filosofia cristiana è che la patristica non è più solo una rivelazione, ma c’è un discorso, contributo dell’uomo alla rivelazione, aiuta ad esplicitare ciò che prima non lo era, aiuta la diffusione ma anche ad evitare equivoci. La patristica nasce dal bisogno di evitare il sincretismo (per es. il sincretismo romano, autori romani prendono dal mondo greco ma a livello soggettivo).

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