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Individualismo

Si è spesso fatto notare che Epicuro e l’epicureismo siano una filosofia essenzialmente individualista che mira alla felicità dei singoli, trascurando la collettività. Marx per esempio la elogia, per il grande peso che attribuisce ad azione e libertà, ma afferma con disappunto che in essa l’autocoscienza è concepita solo sotto l’aspetto dell’individuale, senza apertura alla pluralità delle altre autocoscienze. Quasi come se nel modo epicureo di intendere l’esistenza, quella del singolo fosse una sorta di atomo a sé stante totalmente isolato dagli altri. Così la pensa anche Marcuse, che in L’edonismo riconosce in esso una possibile forma di critica che sarebbe da recuperare anche come critica della società capitalistica, in nome del piacere, ma anche lui sottolinea gli insuperabili limiti di quello che ritiene l’individualismo epicureo. Privilegiare il singolo isolato dal resto della società, che non può riuscire certamente in tal modo a mutare il reale, che può esserci solo grazie alla collaborazione di altri individui in un’organizzazione.

Ma non si dovrebbe dimenticare la portata potenzialmente eversiva del messaggio epicureo, nella convinzione che il rifiuto della prassi politica nascondi anche una protesa verso la politica e le istituzioni della polis. Motivata dalla sfiducia del vivere politicamente, probabilmente doveva avere in Epicuro altri importanti risvolti teorici, che è problematico ricostruire sulla base dei testi pervenutici.

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