Mongo95 di Mongo95
Ominide 6474 punti

Differenza tra uomo e cittadino

Con Epicuro e il suo rifiuto della dimensione politica come componente dell'esistenza dell'essere umano, si è pienamente compiuta la progressiva separazione tra uomo e cittadino, considerata come eresia nel contesto greco. In precedenza invece era diverso, quando in Socrate vi è la perfetta coincidenza, fino al punto anche di pagarla con la vita. Processo che in Aristotele è enfatizzato con il primato attribuito all’uomo contemplativo. Ciò si completa in Epicuro, segnando il decisivo punto di arrivo del declino del vivere politico, diagnosticato come regno di passioni, turbamenti e dolore. Non serve tratteggiare modelli ideali alternativi come fa Platone, neppure riconoscere l’egemonia della teoresi sulla prassi come fa Aristotele, ma ciò che occorre fare è solamente ritirarsi, con amici, per condividere gioie della vita e riflessioni filosofiche. Il fallimento politico di Platone, con la consapevolezza piena che sia impossibile per i filosofi salire al potere, la città “giusta” che è destinata a rimanere una chimera. Quindi abbandonare questa vita, ritagliarsi il proprio spazio nel giardino e vivere con i prescelti della filosofia. Fuga che si configura come una presa di coscienza che la politica non ha nulla a che fare con la felicità dell’individuo, ma anzi con la situazione dolorosa.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Calendario Scolastico 2017/2018: date, esami, vacanze