Mongo95 di Mongo95
Ominide 6642 punti

Critica allo stoicismo


Epicuro ha teorizzato una volontà che spinge l'uomo verso desideri falsi e mai del tutto soddisfacibili, quindi fonte di dolore. La corrente precedete dello stoicismo, invece, contrapponeva alla volontà rivolta verso i desideri e i piaceri ad essi correlati una volontà totalmente orientata verso l’assenza totale di piaceri, una vita senza piaceri, di stampo quasi ascetico. Cioè lo stoicismo ha postulato in qualche modo l’estinzione assoluta dei piaceri, per attenersi al fato e al destino che governano la nostra esistenza.
Per Epicuro non è questa la prospettiva corretta, ma ancora una volta si tratta di contrapporre piacere puro a piacere irraggiungibile o deludente. Per Epicuro i bisogni vanno sempre da distinguere dai piaceri. Si ripone una classificazione dei desideri che ricalca quella già fatta per i piaceri. Epicuro stima come naturali e necessari quei desideri che ci liberano dal dolore corporeo, naturali e non necessari quelli che non implicano dolore corporeo ma solo piacere, e non naturali e non necessari quelli che nascono da “vana opinione”. Occorrerebbe ricondurre i desideri ai veri bisogni, cioè accettare solo quelli correlati da autentici bisogni. Tutto questo non solo permette di ottenere il piacere presente, ma è anche il mezzo per rendere sicuro il nostro avvenire.
Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email