Concetti Chiave
- Giulio Cesare emerse nel contesto politico romano dopo la morte di Silla, sfruttando le rivalità tra sostenitori di Silla e i popolares per consolidare il suo potere.
- Pompeo e Crasso, ex generali di Silla, furono eletti consoli nel 70 a.C. e abolirono le leggi di Silla, cercando alleanze con i popolares per rafforzare la loro posizione.
- Cesare formò il "Primo triumvirato" con Pompeo e Crasso, promettendo vantaggi in cambio di supporto politico, e fu eletto console nel 59 a.C.
- Le vittorie di Cesare in Gallia, inclusa la sconfitta di Vercingetorige, accrebbero il suo prestigio e la fedeltà delle sue legioni, consolidando il suo potere a Roma.
- La tensione con Pompeo culminò nella guerra civile, che iniziò nel 49 a.C. quando Cesare attraversò il Rubicone; ciò portò alla sua ascesa finale e alla successiva nomina a dittatore a vita.
In questo appunto di Storia antica si ripercorrono le fasi che portarono al potere Giulio Cesare. Dopo la morte di Silla la lotta all’ultimo sangue tra optimates e popolares non si era solo arrestata, ma rischiava di travolgere rovinosamente le fragili istituzioni, tra cui il Senato. Nonostante la situazione, i generali di Mario e Silla non volevano certo rinunciare a denaro e potere; tra questi uomini emersero tre grandi protagonisti: Gneo Pompeo e Marco Licinio Crasso, sostenitori di Silla, e Gaio Giulio Cesare, nipote di Gaio Mario.
Pompeo e Crasso
Pompeo, sostenitore di Silla, al cui servizio aveva messo il suo esercito, venne riconosciuto per le vittorie contro i mariani in Sicilia e in Africa, e acclamato anche dalle proprie legioni con il soprannome di Magno.Durante la dittatura di Silla, Quinto Sertorio, generale mariano, si era rifugiato in Spagna dove aveva creato un governo autonomo che diede vita ad una guerriglia che gli ufficiali romani non riuscivano a gestire. Fu così che nel 77 a.C. il Senato affidò a Pompeo il compito di stroncare la ribellione, ma solo nel 72 a.C. Pompeo riuscirà a vincere grazie ad un tradimento di un ufficiale di Sertorio, che permise la morte di quest’ultimo. Fu proprio dopo questa guerra che Pompeo ottenne il trionfo.
Crasso, anch’egli sostenitore di Silla, era conosciuto per essere un grandissimo approfittatore e, probabilmente, era anche l’uomo più ricco di tutta Roma. Mentre Pompeo era occupato in Spagna, nell’Italia meridionale, nel 73 a.C., esplose una rivolta di schiavi. Questi, guidati da Spartaco, un gladiatore fuggito dalla scuola di Capua, decisero di conquistare il sud Italia e a loro si unirono anche migliaia di altri schiavi fino a che non si formò un esercito di oltre 150.000 rivoltosi. Nel 71 a.C. il comando fu affidato a Crasso che riuscì a sconfiggere gli schiavi (la maggior parte fu massacrata) e i seimila rimasti vennero crocifissi a intervalli regolari tra Roma-Capua mentre altri cinquemila sfortunati incontrarono le truppe di Pompeo che tornavano dalla Spagna e furono trucidati. Crasso rifiutò il trionfo perché combattere contro schiavi era disdicevole. Nel 70 a.C. Pompeo e Crasso furono eletti consoli, la prima cosa che fecero fu l’abolizione delle norme introdotte da Silla:
- Restituirono ai tribuni della plebe i poteri perduti, in particolare il diritto di veto;
- Riformarono le giurie dei tribunali dove furono reinseriti i cavalieri.
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Gaio Giulio Cesare
Giulio Cesare, nato nel 100 a.C., era discendente di Enea, figlio della dea Venere, e viveva con la madre Aurelia in un quartiere malfamato della Suburra. La sua famiglia, infatti, era piuttosto povera e ciò lo ostacolò molto per la sua carriera politica, inoltre Cesare era nipote di Gaio Mario che gli aveva attirato le antipatie degli optimates, ma lo aveva avvicinato alle file dei popolares. Egli fece amicizia con Crasso e iniziò una veloce carriera politica: divenne questore e nel 63 a.C. pontefice massimo; fu in seguito edile pretore e governatore in Spagna.Cesare decise di fondare una alleanza con Crasso e Pompeo, un patto segreto con l’obbiettivo di dividersi le cariche e assumere il controllo delle istituzioni repubblicane.
In cambio dell’appoggio alle elezioni al consolato promise:
- Vantaggi finanziari a Crasso, per i suoi colleghi affaristi;
- Approvazione di una legge per la distribuzione delle terre ai veterani di Pompeo.
Prima di partire per la Gallia, Cesare, affidò a Publio Clodio il compito di allontanare dalla città i due principali rivali di Cesare: Cicerone e Catone. I due vennero allontanati nel 58 a.C.: il primo venne esiliato con l’accusa di aver fatto condannare i seguaci di Catilina senza un processo, mentre il secondo fu mandato a governare la lontana isola di Cipro.
Con la strada ormai spianata Cesare si mosse verso la Gallia.
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Approfondimento sulla Gallia
La Gallia era un territorio che includeva le odierne aree di Francia, Belgio, Paesi Bassi e Svizzera. L’economia si basava sull'agricoltura e l’allevamento. Verso il I secolo a.C. nacque l’uso della moneta e l’edificazione di centri fortificati, che presero il nome di “oppida” (singolare oppidum). A capo della società vi era una aristocrazia guerriera che era affiancata da druidi, sacerdoti Celti. I Galli, tuttavia, erano divisi in gruppi tribali spesso in lotta tra loro, perciò non erano uno stato unito. Il pretesto per la conquista della Gallia da parte romana fu fornito a Cesare dagli Elvezi, che nel 58 a.C. passarono per i domini romani. Gli venne però impedito il passaggio e furono costretti ad andare verso il territorio degli Edui, alleati di Roma, dove le legioni di Cesare, con la scusa di difendere il territorio, li attaccarono e sterminarono. Le legioni sterminarono poi nel 57 a.C. i Belgi, annunciando così al Senato la sottomissione della Gallia. Cesare tornò dunque in patria per stabilire un nuovo patto tra i triumviri, nel 56 a.C. i tre si incontrarono a Lucca (Accordi di Lucca). Pompeo e Crasso ottennero il consolato (nel 55 a.C.) e che l’anno successivo Pompeo avrebbe avuto il proconsolato in Spagna, mentre Crasso in Asia; infine a Cesare fu rinnovato il proconsolato in Gallia per cinque anni. Pompeo decise di non allontanarsi da Roma, mentre Crasso si avventò in una spedizione contro i Parti dove trovò tragicamente la morte dopo essere stato sconfitto nella battaglia di Carre, il triumvirato finì. Nel 55-54 a.C. Cesare tornò in Gallia dove si allargò in Britannia e oltre al Reno, due anni dopo (52 a.C.) si formò una grande alleanza delle tribù galliche capeggiate da Vercingetorige, che diede vita ad una ribellione formata da oltre 300.000 uomini, mentre i legionari romani erano solo in 50.000: lo scontro definitivo fu ad Alesia dove i romani uscirono vincitori, fu una “guerra capolavoro” molto difficile ma dove la superiorità mentale di Cesare si fece vedere (egli appunto fece costruire due fortificazioni intorno ad Alesia, una rivolta verso la città e una verso la campagna, anticipando così la mossa dei Galli di “chiuderli”) e dove Cesare ottenne la perenna fedeltà (diede loro delle terre) delle sue dieci legioni di veterani. Dopo questa battaglia la Gallia fu definitivamente sottomessa.Per ulteriori approfondimenti sulla Gallia vedi qui

Intanto a Roma: guerra civile
Nel frattempo a Roma Pompeo aveva iniziato già da qualche tempo una politica di avvicinamento al Senato, richiamando in patria Cicerone. Terrorizzati da una possibile rivolta popolare data dal clima violento di Roma, il senato si affidò a Pompeo e lo nominò Console senza collega, ossia Console unico (modo per dire dittatura), Pompeo riordinò la situazione e rinunciò al titolo e ottenne per cinque anni il governatorato della Spagna, anche se preferì non allontanarsi da Roma. Intanto Cesare tornò a Roma nell’intenzione di riproporre la propria candidatura di console, nel 48 a.C. Gli venne però chiesto di sciogliere il proprio esercito, lui accettò a condizione che Pompeo facesse lo stesso. Ma la richiesta fu rifiutata e fu varato contro di lui un senatus consulum ultimum, perciò Cesare decise di fare un atto di forza e il 10 gennaio del 49 a.C. attraversò il pomerio (sul fiume Rubicone) in armi pronunciando la storica frase “il dado è tratto”. Fu così l’inizio di una nuova guerra civile dove i soldati di Cesare dilagarono immediatamente nella penisola, Pompeo e parte dei senatori decisero di abbandonare l’Italia e andare in Grecia, dove costruirono un “governo in esilio”. Pompeo cercò di tenere impegnato Cesare su Spagna e Oriente, ma la strategia fallì e Cesare si fece nominare console per l’anno 48 a.C., annientò facilmente i soldati di Pompeo in Spagna (battaglia di Lérida, 49 a.C.) e sbarcò poi in Grecia dove avvenne la battaglia definitiva a Farsalo nella quale Cesare riportò una vittoria schiacciante. Pompeo cercò di fuggire in Egitto, presso il faraone Tolomeo XIII che regnava con la sorella Cleopatra. Qui Pompeo venne assassinato a tradimento e Cesare quando giunse ad Alessandria lo trovò già morto e, secondo la leggenda, uccise Tolomeo per vendicarlo. Dopo la morte di Pompeo, Cesare registrò una serie di vittorie:- Nel 47 a.C. Cesare annientò molto velocemente le truppe di Farnace, figlio di Mitridate, a Zela, che aveva cercato di espandersi verso l’Asia Minore (e la vittoria fu così veloce che egli la riassunse con le famose parole "Veni, Vidi, Vici");
- Nel 46 a.C. con la battaglia di Tapso in Africa sconfisse le legioni di Catone, che si suicidò per non cadere nelle mani nemiche; Infine nel 45 a.C., di nuovo in Spagna, nella battaglia di Munda vinse le resistenze degli ultimi pompeiani.
- Fu clemente nei confronti dei nemici e valorizzò nella gestione dello stato (es. Varrone incaricato di creare la prima biblioteca romana);
- Ridusse i margini di guadagno dei pubblicani e inasprì le pene per il malgoverno;
- Fondò nuove colonie per i proletari;
- Realizzò opere pubbliche e bonificò le paludi pontine;
- Ampliò la classe dirigente: senatori da seicento arrivarono a novecento;
- Realizzò il calendario giuliano.
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Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze della morte di Silla sulla Repubblica romana?
- Come si distinse Pompeo durante la sua carriera militare?
- Quale ruolo ebbe Crasso nella rivolta di Spartaco?
- Come si formò il Primo Triumvirato e quali furono i suoi obiettivi?
- Quali furono le riforme attuate da Cesare durante il suo potere?
Dopo la morte di Silla, la lotta tra optimates e popolares continuò, minacciando le fragili istituzioni romane, tra cui il Senato, e portando a un clima di instabilità politica.
Pompeo, sostenitore di Silla, ottenne notorietà per le sue vittorie contro i mariani in Sicilia e in Africa, e fu incaricato di sconfiggere la ribellione di Quinto Sertorio in Spagna, ottenendo il trionfo solo nel 72 a.C. grazie a un tradimento.
Crasso, noto per la sua ricchezza e opportunismo, fu incaricato di fermare la rivolta di Spartaco nel 71 a.C., riuscendo a sconfiggere gli schiavi, ma rifiutò il trionfo poiché considerava disdicevole combattere contro schiavi.
Il Primo Triumvirato si formò nel 60 a.C. tra Cesare, Pompeo e Crasso, con l'obiettivo di dividersi le cariche e ottenere il controllo delle istituzioni repubblicane, promettendo vantaggi finanziari e leggi favorevoli.
Durante il suo potere, Cesare attuò riforme significative, come la creazione di nuove colonie, la riduzione dei margini di guadagno dei pubblicani, l'ampliamento della classe dirigente e l'implementazione del calendario giuliano.