Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • La prospettiva, derivante dal termine perspicere, rappresenta forme tridimensionali su superfici piane, evolvendosi da soluzioni intuitive a metodi matematici nel Quattrocento.
  • Durante il Medioevo, l'arte si allontanò dalla rappresentazione realistica, puntando su stili che evocavano il sovraumano, fino a un ritorno alla realtà con artisti come Giotto.
  • La prospettiva lineare, introdotta da Brunelleschi, si basa su punti di fuga che aiutano a creare un'illusione di profondità nelle opere artistiche.
  • Brunelleschi sviluppò un metodo matematico per riprodurre lo spazio, influenzando notevolmente la pittura e la scultura rinascimentale, consolidato da Alberti nel suo trattato "De pictura".
  • Il dipinto "La Santissima Trinità" di Masaccio illustra l'uso della prospettiva lineare, segnando un passo fondamentale nell'evoluzione dell'arte fino al XIX secolo.

In questo appunto viene descritta la scoperta della prospettiva. Di seguito vengono riportate alcune informazioni su cos’è la prospettiva, alcuni cenni storici, la prospettiva nel medioevo, le tipologie di prospettive e il contributo dell’architetto Brunelleschi per aver fondato questa tecnica architettonica.
L'evoluzione della prospettiva: da Brunelleschi a Masaccio e oltre articolo

Cos’è la prospettiva

La parola “prospettiva” deriva dal termine perspicere ovvero "vedere chiaramente” e si intende il modo per rappresentare su una area piana una forma a tre dimensioni. Fin dai primi del Trecento, Giotto aveva compreso la necessità di rappresentare lo spazio in relazione all’essere umano. Tuttavia, ci era riuscito solo attraverso soluzioni prospettiche empiriche e intuitive, non fondate su studi di geometria. All’inizio del Quattrocento venne introdotta la prospettiva lineare, basata su principi matematici. Con l’affermazione di una nuova visione dell’uomo legata alla sensibilità umanistica, nasceva infatti anche l’esigenza di un modo nuovo di rappresentare il mondo e gli artisti si posero chiaramente il problema di come ricopiare lo spazio e il distacco nei loro lavori.
Per ulteriori approfondimenti sulla scoperta della prospettiva in arte vedi anche qua

Cenni storici sulla prospettiva

Tra i primi metodi utilizzare per rappresentare la realtà si ricorda proprio la prospettiva. Però in base ai ritrovamenti storici, non si sa con certezza se gli artisti antichi utilizzassero alcuni procedimenti tecnici per rappresentare la realtà in cui vivevano. Su alcuni resti di pittura romana è stato possibile notare alcuni disegni che raffiguravano ambienti la cui architettura era stata molto semplificata. Gli artisti del tempo non utilizzavano degli schemi ben precisi ma cercavano di rappresentare la realtà in base a come i loro occhi la vedevano.
Per ulteriori approfondimenti sulla scoperta della prospettiva in arte vedi anche qua

Uso della prospettiva durante il Medioevo

Nel corso del Medioevo, gli artisti non avevano alcun interesse nel rappresentare la realtà circostante perché lo scopo delle arti figurative di quel periodo era quello di richiamare il sovraumano, quindi si utilizzavano stili raffinati e abbandonando la rappresentazione di oggetti reali. Più tardi, intorno al 1200, con Giotto, l’importanza della realtà e delle figure corporee cominciò a ritornare come obiettivo di molti artisti. Perciò diventò quasi indispensabile sviluppare dei metodi per ottenere figure quasi identiche a quelle reali. Infatti, già intorno alla metà del Trecento, si cominciò a rappresentare sempre di più la realtà circostante.
Per ulteriori approfondimenti sulla scoperta della prospettiva in arte vedi anche qua

Tipologie di prospettive

La proiezione perpendicolare si chiama “punto di fuga” (PF). Nella prospettiva lineare, tutte le linee perpendicolari al quadro prospettico coincidono nel punto di fuga. La prospettiva lineare può essere al centro, acquisita attraverso l’ideale coincidenza delle linee dei corpi raffigurati verso un punto di fuga unificato posto all’infinito, oppure bifocale, qualora i punti di fuga siano due (A e B) posti alle estremità della combinazione.
Per ulteriori approfondimenti sulla scoperta della prospettiva in arte vedi anche qua

Brunelleschi: fondatore dell’architettura

Filippo Brunelleschi fu colui che trovò un procedimento matematico utile a riprodurre lo spazio, mentre Donatello e Masaccio riuscirono a concretizzare questo procedimento nella scultura e nella pittura. In pittura soprattutto l'interesse per la riproduzione prospettica dello spazio portò ad ambientare le scene in ampi paesaggi ricchi di alberi, architetture e figure che scalano in lontananza: la prima conseguenza fu la scomparsa del fondo oro, tipico dei dipinti medievali.
Gli elementi principali per la prospettiva lineare scoperti da Brunelleschi furono teorizzati da Leon Battista Alberti nel trattato intitolato “De pictura” del 1435. Per Alberti, un bozzetto o un dipinto è come una tapparella aperta che limita la scena da raffigurare. Questa finestra è definita dall’intersezione tra il piano del foglio o la superficie pittorica e la piramide visiva (o cono ottico), formata dai raggi che delineano i contorni delle figure o degli oggetti da riprodurre e che convergono all’occhio dell’osservatore. Il punto in cui si pone l’occhio costituisce il vertice della piramide visiva ed è chiamato “punto di vista”. Nella visione prospettica gli oggetti in primo piano appaiono, in proporzione, molto più grandi di quelli sullo sfondo: se, per esempio, vicino al punto di vista si pone una matita, la sua proiezione sul quadro prospettico sembrerà grande quanto un albero posto all'altezza del quadro stesso.
Per ulteriori approfondimenti sulla scoperta della prospettiva in arte vedi anche qua
L'evoluzione della prospettiva: da Brunelleschi a Masaccio e oltre articolo

Brunelleschi e la prospettiva lineare

Brunelleschi portò avanti vari esperimenti tra il 1415 e il 1420, tra cui la realizzazione di dipinti con la corretta prospettiva del Battistero di Firenze e di Palazzo Vecchio. I risultati sono stati composizioni con una prospettiva accurata. Gli studi di Brunelleschi sulla prospettiva furono ampliati da ulteriori studi sull'argomento di Leon Battista Alberti, Piero della Francesca e Leonardo da Vinci. Utilizzando le regole della prospettiva di Brunelleschi, gli artisti potevano rappresentare su tela panorami e scene fantastici con una precisa prospettiva tridimensionale. Il più importante trattato su un dipinto del Rinascimento fu pubblicato nel 1436 ed era dedicato agli esperimenti artistici di Brunelleschi. Per mezzo di Brunelleschi e i suoi studi, un dipinto poteva diventare un'attenta finestra tridimensionale sul mondo. Il dipinto La Santissima Trinità di Masaccio nel Santa Maria Novella, Firenze, era un buon esempio del nuovo stile che creava accuratamente l'illusione delle tre dimensioni e ricreava lo stile architettonico del Brunelleschi. Questo fu l'inizio del metodo standard di pittura studiato dagli artisti fino al XIX secolo.
Per ulteriori approfondimenti sulla scoperta della prospettiva in arte vedi anche qua
Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del termine "prospettiva" e cosa rappresenta?
  2. La parola "prospettiva" deriva dal termine perspicere, che significa "vedere chiaramente", e si riferisce al modo di rappresentare forme tridimensionali su una superficie piana.

  3. Come si è evoluta la rappresentazione della realtà nel Medioevo?
  4. Durante il Medioevo, gli artisti non si interessavano alla rappresentazione della realtà, poiché l'arte mirava a evocare il sovraumano. Solo con Giotto, intorno al 1200, si iniziò a dare importanza alla realtà e alle figure corporee.

  5. Quali sono le principali tipologie di prospettive?
  6. La prospettiva lineare può essere centrale, con un unico punto di fuga, o bifocale, con due punti di fuga. In entrambi i casi, le linee perpendicolari al quadro convergono nel punto di fuga.

  7. Qual è il contributo di Brunelleschi alla prospettiva?
  8. Filippo Brunelleschi sviluppò un procedimento matematico per riprodurre lo spazio, influenzando notevolmente la pittura e la scultura. Le sue scoperte furono teorizzate da Leon Battista Alberti nel trattato "De pictura".

  9. In che modo la prospettiva ha cambiato la pittura nel Rinascimento?
  10. Grazie agli studi di Brunelleschi, la pittura rinascimentale poté rappresentare scene con una precisa prospettiva tridimensionale, come dimostra il dipinto "La Santissima Trinità" di Masaccio, che crea l'illusione delle tre dimensioni.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community