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Concetti Chiave

  • Lorenzo Valla, umanista rinascimentale, nacque a Roma tra il 1406 e il 1407 e morì nel 1457, noto per i suoi contributi agli studi filologici e critici.
  • La sua opera più famosa, "De falso credita et ementita Constantini donatione", denuncia la falsità della Donazione di Costantino, influenzando profondamente il pensiero critico sulla Chiesa.
  • Valla studiò a Roma e Firenze, e insegnò a Pavia; svolse anche il ruolo di segretario di Alfonso d'Aragona a Napoli, contribuendo a importanti opere durante questo periodo.
  • Le sue critiche alla Donazione di Costantino, basate su analisi filologiche, rivelarono anacronismi e incongruenze, sfidando la legittimità del potere temporale dei papi.
  • Nonostante le sue scoperte furono inizialmente ignorate, le opere di Valla vennero utilizzate per criticare la Chiesa cattolica durante la Controriforma e furono messe all'Indice dal Concilio di Trento.

In questo appunto di letteratura italiana ci si focalizza sulla figura di Lorenzo Valla e in particolare sulla sua vita e le opere che ha composto. Si analizzerà soprattutto uno dei suoi scritti più famosi: Sulla Donazione di Costantino falsamente attribuita e falsificata.
Valla, Lorenzo - Vita e Sulla Donazione di Costantino articolo

Una vita passata tra Roma, Pavia e Napoli

Lorenzo Valla nasce, secondo l’iscrizione sepolcrale di San Giovanni in Laterano tra il 2 agosto 1406 e il 1° agosto 1407 e ivi muore nel 1457. È bene segnalare che nel corso della sua vita lui abbia sempre puntualizzato la sua origine definendosi “Romanus orator”.
Discende da una famiglia di giuristi di Piacenza che avevano anche delle proprietà a Tavasca. In particolare, il padre è Luca Valla, un avvocato concistoriale, mentre la madre è Caterina Scribani.
Successivamente alla nascita di Lorenzo, insieme ai suoi genitori, il fratello Paolo e la sorella Margherita si trasferiscono a Roma.
Nel 1420 Luca Valla muore e Caterina decide di non risposarsi, nonostante avesse venticinque anni, tanto che in più occasioni il figlio elogia la sua illibatezza. Anche egli stesso, in effetti, non è mai convolato a nozze nonostante abbia avuto tre figli.
Da giovane compie studi umanistici inizialmente a Roma e in seguito si reca a Firenze per completarli. Qui si affeziona a due suoi insegnanti di greco: Rinuccio Aretino e, soprattutto, Giovanni Aurispa il quale viene descritto «velut deus [...] Grecarum litterarum». Una figura altrettanto importante per la sua istruzione è stata lo zio Melchiorre Scribani così come i frequenti scambi con le illustre autorità della Curia come Poggio Bracciolini e Antonio Loschi.
Soggiorna a Pavia tra il 1431 e il 1433, dove diviene professore di eloquenza per una paga di 50 fiorini visto che il precedente insegnante, Gasparino Barzizza, e conosce diversi intellettuali, tra i quali Antonio Beccadelli, detto il Panormita. In questa città viva culturalmente egli approfondisce gli studi giuridici.
L'ambiente moderno e spregiudicato di Pavia lo sollecita nella stesura del De voluptate (1431), successivamente intitolato De vero falsoque bono, opera dialogica per esaltare la voluptas. Ciò nonostante non vi era alcun intento irreligioso, ma traspare solo il rifiuto per la falsa religiosità, un po' bigotta. Importante è la rivalutazione dell'epicureismo e dell'aspirazione alla gioia.
Viaggia tra Milano, Firenze, Ferrara e Genova dove è probabile che abbia insegnato privatamente.
Nel 1435 si trasferisce inizialmente a Gaeta e poi a Napoli come segretario di Alfonso d'Aragona. I primi anni sono stati abbastanza turbolenti a causa della tensione politica fortemente sentita nell’Italia meridionale. Egli, inoltre, deve anche personalmente combattere la battaglia di Ponza dell’agosto del 1435 in cui viene fatto prigioniero da Filippo Maria Visconti e la campagna d’Abruzzo tra giugno e agosto del 1348.
Nonostante tutto ciò, in questo periodo nasceranno le opere più significative di Lorenzo Valla grazie anche al fatto che il re lo sovvenziona e lo nomina storiografo della corte: l'opuscolo De falso credita et ementita Costantini donatione (1440), opera importantissima poiché denuncia la falsità della donazione di Costantino, dopo un'accurato studio filologico.
Nel 1444 iniziano a smuoversi delle critiche, talvolta anche feroci e volute, di altri intellettuali verso Valla che si acuiscono sempre di più fino a giungere ad uno scontro aperto tra egli stesso e il francescano Antonio da Bitonto a causa della scrittura del “Simbolo Apostolico”. Solo l’intervento del re riesce a salvarlo dall’Inquisizione.
Pubblica, poi, i sei libri delle Elegantiarum linguae latinae (1447), tornato a Roma.
Nel 1448 Lorenzo ritorna nella sua città natia perché viene eletto un nuovo papa, Niccolò V, e ha stretto amicizie con Bessarione e Tortelli.
Il 13 novembre dello stesso anno il pontefice lo elegge “scriptor litterarum apostolicarum” probabilmente per non inacutire le tensioni già presenti nella Curia romana per l’arrivo di Valla. Particolarmente ostile alla sua presenza è, ad esempio, Poggio Bracciolini.
Negli anni romani Lorenzo Valla ritorna alla sua attività primaria per guadagnarsi da vivere: l’insegnamento privato.
Nel 1450, però, per l’intercessione di alcune sue strette conoscenze riesce ad ottenere la cattedra di eloquenza allo Studium Urbis.
Nell’ottobre del 1455 ha il compito di redigere l’ Oratio in principio sui studii (inaugurazione dell’anno accademico) in cui onora la Sede apostolica perché si adopera nella tutela della lingua latina.
Sotto il pontificato di Callisto III vive anni relativamente sereni poiché viene spesso investito di cariche ed onori prestigiosi come quando è eletto segretario pontificio il 7 luglio 1455 o quando gli sono donati quattro canonicati, due benefici e, nel 1456, San Giovanni in Laterano.
Compone nel 1449 le Adnotationes in Novum Testamentum, alla luce di un Cristianesimo più libero e meno bigotto; la sua opera, qui, consiste nel liberare le Sacre Scritture da interpolazioni successive.
I suoi ultimi due scritti, Sermo de mysterio Eucharistie ed Encomion Sancti Thomae, sono elaborati tra il 1456 e il 1457. Anche se sono brevi, il loro contenuto esprime pienamente la concezione di Valla nei confronti della religione.
Lorenzo Valla muore il 1° agosto 1457 a Roma ed è seppellito a San Giovanni in Laterano.
Le sue opere, però, vengono messe all'Indice con il Concilio Tridentino, sebbene all'inizio del 1500 fosse stato uno degli autori più ammirati.
Valla, Lorenzo - Vita e Sulla Donazione di Costantino articolo
per maggiori informazioni sulla vita vedi anche qui

Sulla Donazione di Costantino falsamente attribuita e falsificata (De falso credita et ementita Constantini donatione)

È uno dei discorsi più famosi di Lorenzo Valla ed è redatto nel 1440 ma viene pubblicato nel 1517 in ambito protestante per screditare l’immagine della chiesa di papa Leone X durante l’era della Controriforma. Come anche dal titolo si può notare si tratta di un’opera basata sull’analisi del documento della Donazione di Costantino per giungere alla conclusione che si tratti di un falso storico. La carta in questione, infatti, è stata prodotta in un periodo compreso tra il 750 e l’850 e dichiarerebbe che l’imperatore Costantino nel 314 avrebbe concesso a papa Silvestro I la prerogativa civile su tutto l’Occidente. In questo modo da una parte il pontefice diventerebbe colui che possiederebbe le insegne imperiali dall’altra il clero sarebbe un insieme di funzionari pubblici. Inizialmente nessuno riteneva falso questo documento perché era ben radicato nella cultura cristiana e, in un certo senso, rappresentava uno di quegli elementi che costituiscono la tradizione stessa ma, d’altro canto, erano vive le polemiche tra i canonisti e i giuristi al fine di trovare in questa donazione qualcosa di lecito secondo la giurisdizione romana.
In ogni modo, i pontefici difendevano la veridicità di questo documento perché era da considerarsi una giustificazione al loro potere temporale.
Un vero e proprio impulso, però, a dichiarare con certezza che la Donazione di Costantino è un falso proviene proprio dallo studio filologico e linguistico di Valla il quale sostiene che in esso sono presenti dei vocaboli latini che sono stati influenzati dal contatto con le popolazioni barbariche ed è iniziato ad entrare nell’uso vivo della lingua solamente nell’VIII secolo e, quindi, 400 anni dopo Costantino. Ci sono, inoltre, degli accenni al fatto che Costantinopoli è la nuova Roma, cosa che, storicamente, avviene dopo la caduta dell’impero romano d’Occidente. In più, non è presente nel Decretum Gratiani, un’opera in cui Graziano ha riunito tutti i documenti riguardo il diritto canonico.
Si fanno anche delle premesse basate sulla logica e la morale cristiana: nessun sovrano farebbe a meno di Roma o l’Occidente, anche se si è cristiani si può comunque governare e l’espediente per cui la donazione sarebbe avvenuta in seguito alla guarigione di Costantino dalla lebbra ha solamente funzione retorica.
Adduce, inoltre, a delle motivazioni storiche: il potere temporale dell’imperatore e il potere religioso del Papa sono due cose distinte e le fonti che dovrebbero accertare la veridicità della donazione sono molto scarne e riguardano la cessione del Palazzo Lateranense e il diadema a papa Silvestro e di alcune terre a papa Melchiade.

per maggiori informazioni sulla Donazione di Costantino e il potere temporale dei papi vedi anche qui
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Domande da interrogazione

  1. Chi era Lorenzo Valla e quali erano le sue origini?
  2. Lorenzo Valla, nato tra il 2 agosto 1406 e il 1° agosto 1407, era un umanista romano di origini piacentine, discendente da una famiglia di giuristi. Si definiva "Romanus orator" e trascorse la sua vita tra Roma, Pavia e Napoli.

  3. Qual è l'opera più famosa di Lorenzo Valla e quale tema affronta?
  4. L'opera più famosa di Lorenzo Valla è "De falso credita et ementita Constantini donatione", redatta nel 1440. Essa analizza la Donazione di Costantino, dimostrando la sua falsità attraverso uno studio filologico e linguistico.

  5. Quali furono le conseguenze della pubblicazione della Donazione di Costantino?
  6. La pubblicazione della Donazione di Costantino, avvenuta nel 1517, screditò l'immagine della Chiesa di papa Leone X durante l'era della Controriforma, poiché il documento era considerato una giustificazione del potere temporale dei pontefici.

  7. Come si sviluppò la carriera di Lorenzo Valla nel contesto politico e culturale del suo tempo?
  8. Lorenzo Valla visse anni turbolenti a Napoli come segretario di Alfonso d'Aragona e affrontò tensioni politiche. Nonostante ciò, produsse opere significative grazie al supporto del re e divenne storiografo della corte.

  9. Quali furono le ultime opere di Lorenzo Valla e quale era il loro contenuto?
  10. Le ultime opere di Lorenzo Valla includono "Sermo de mysterio Eucharistie" ed "Encomion Sancti Thomae", scritte tra il 1456 e il 1457. Questi scritti riflettono la sua concezione di un Cristianesimo più libero e meno bigotto.

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