Concetti Chiave
- Lorenzo Valla, umanista del XV secolo, è noto per opere fondamentali come "La donazione di Costantino falsamente creduta tale" e "Elegantiarum latinae linguae libri sex".
- Valla sostiene la superiorità del latino, evidenziando come la lingua fosse strumento di civiltà e cultura, essenziale per il progresso degli antichi Romani.
- La diffusione del latino è paragonata a una pietra preziosa, arricchendo le lingue volgari senza diminuirne il valore.
- Nonostante la caduta dell'Impero romano, il latino ha mantenuto la sua influenza e persistenza nel tempo, superando le limitazioni territoriali dell'Impero.
- Valla avverte della decadenza del latino e propone un rinnovato impegno negli studi di eloquenza per preservarne il valore e la bellezza.
Indice
Lorenzo Valla e le sue opere
Lorenzo Valla è un umanista, vissuto nella prima metà del XV secolo.
Il suo nome è legato soprattutto a due opere:
• L’opuscolo La donazione di Costantino falsamente creduta tale poi confutata, nel quale, a seguito di uno studio filologico del testo molto approfondito dimostra che il documento comprovante la donazione di terre al papa era falso.
• L’opera Elegantiarum latinae linguae libri sex (= I sei libri delle eleganze della lingue latina), composto tra il 1435 et il 1444, con cui egli prende parte al dibattito sulla preminenza del latino e del volgare. Di questa opera, ora esamineremo la prefazione in cui elogia la lingua latina, vista come strumento di civiltà.
Qual è la superiorità della lingua latina?
Da questa affermazione ne derivano altre, altrettanto importanti:
• gli antichi Romani coltivavano in modo ammirabile ogni genere di studi, promuovendo così sia le lettere che l’uso del latino. Chi non eccelleva nelle lettere non poteva nemmeno distinguersi nelle armi e ciò costituiva una spinta non di poco conto, verso l’emulazione
• a causa della superiorità della civiltà latina, la lingua si poté diffondere sia nel tempo che nello spazio. Nessun popolo dell’antichità riuscì a diffondere così la propria lingua. I Medi, gli assiri, i Greci hanno costruito dei vasti imperi (non certo come quello romano) però nessuno è mai diffondere la propria lingua quanto i Romani. Essa era uno strumento per educare le popolazioni nelle arti liberali, per insegnare le leggi, per aprire la strada ad ogni forma di conoscenza e quindi a renderli liberi da ogni forma di barbaria.
Diffusione e valore del latino
• Le diffusione della lingua latina deve essere considerata impresa superiore alla diffusione dell’Impero; la creazione di un impero sempre più esteso, comportava la sottomissione dei popoli con le armi ed equivaleva a togliere la libertà alle nazioni conquistate. Invece la diffusione del latino portava dei benefici ed arricchiva i popoli che la utilizzavano. Per dimostrare questo concetto, lo scrittore scrive che l’invenzione del vino non significò l’abbandono dell’acqua e la seta non eliminò l’uso della lata. Il latino viene metaforicamente comparato ad una pietra preziosa, incastonata in un anello d’oro; quest’ultimo non viene diminuito di valore e quindi deprezzato, bensì ci guadagna e diventa più prezioso.
Nello stesso modo, il latino aggiungendosi alle lingue volgari dette a queste ultime valore.
• La diffusione del latino è più duratura dell’impero ed esso ha resistito per molti secoli dopo la sua caduta. A causa dei tempi e della situazione contingente, l’Impero romano cadde, ma il latino ha continuato a regnare in tante parti del mondo [allora conosciuto]
Decadenza e similitudini del latino
• Purtroppo, la lingua latina sta attraversando un periodo di decadenza ed è necessario rispondere a questo momento di crisi con gli studi di eloquenza
Nel corso del testo, lo scrittore ricorre a frequenti similitudini per qualificare i pregi del latino:
• “lingua latina, messe ottima e davver divina, cibo non del corpo ma dell’anima”
• ”gemma incastonata in un anello d’oro”
• “Più soave di ogni nettare, più splendida di ogni seta, più preziosa di ogni oro e d’ogni gemma”
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dell'opera di Lorenzo Valla "La donazione di Costantino"?
- Perché Lorenzo Valla considera la lingua latina superiore?
- In che modo la diffusione del latino è paragonata alla creazione di un impero?
- Qual è la durata della diffusione del latino rispetto all'Impero romano?
- Quali similitudini utilizza Valla per descrivere i pregi del latino?
Lorenzo Valla, attraverso un'analisi filologica approfondita, dimostra che il documento della donazione di terre al papa era falso, evidenziando l'importanza della verità storica e della critica testuale.
Valla sostiene che la lingua latina, coltivata dai Romani, è uno strumento di civiltà che promuove la conoscenza e l'emulazione, rendendo le popolazioni libere da ogni forma di barbarie.
La diffusione del latino è vista come un'impresa benefica che arricchisce i popoli, a differenza della sottomissione militare, simile a come l'invenzione del vino non elimina l'acqua, ma ne aumenta il valore.
La diffusione del latino è più duratura dell'Impero romano, continuando a regnare in molte parti del mondo anche dopo la caduta dell'Impero, dimostrando la sua resilienza nel tempo.
Valla utilizza similitudini come "gemma incastonata in un anello d'oro" e "cibo non del corpo ma dell'anima" per esaltare la bellezza e il valore della lingua latina, sottolineando la sua importanza culturale e spirituale.