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Roma e popolazioni barbariche - Rapporti

Sebbene le differenze che contraddistinguevano la presenza barbarica nelle varie provincie, in tutte essa rappresentava la minoranza della popolazione e per sopperire a questo solitamente i nuovi popoli mantenevano le tradizioni giuridiche e amministrative precedenti, talvolta affiancate da raccolte scritte di leggi (forse rivolte alla sola componente barbarica). Comunque, tali codificazioni scritte in latino testimoniano l’incontro culturale tra i Romani e le nuove etnie. Monopolio dei Barbari divenne l’esercito, la difesa militare e il potere regio, concepito come un potere sacrale, che designava la guida militare di questi gruppi armati, basati sull’uso delle armi e su legami di lealtà personali.

Franchi


Federati dei Romani dal 430 circa, essi trovarono una reale coesione solo verso la fine del V secolo sotto il re Clodoveo. Questi compì importanti espansioni territoriali, ma con un’abile mossa si fece anche battezzare dal vescovo di Reims cosicché potesse presentare il suo popolo come fedele difensore della chiesa e legittimarsi verso la popolazione gallo-romana. Per legittimare ancor più la sua immagine di sovrano, fece redigere una raccolta delle norme consuetudinarie dei Franchi, la Lex Salica. Ma alla sua morte il suo regno venne spartito in un insieme di regni e questo rimarrà sempre uno dei caratteri dei Franchi: un insieme di regni instabili e conflittuali che solo sotto la guida di alcuni sovrani riuscirono a trovare una certa unità.

Anglosassoni


Negli stessi anni in cui i Franchi si affermavano nella Gallia centro-settentrionale, oltre la Manica si stanziarono più popolazioni germaniche aggregate sotto la denominazione di Anglosassoni. Esse costrinsero le preesistenti popolazioni «non germaniche» (Welsch) a spostarsi nell’attuale Galles (Wales), determinando una nuova paganizzazione della Britannia, poi rievangelizzata dal monaco Agostino, che ottenne il battesimo del re del Kent e la fondazione della sede vescovile di Canterbury.

Ostrogoti


Giungono in Italia per volontà bizantina e sotto la guida di Teodorico, allo stesso tempo re dalla connotazione barbarica e comandante in capo delle truppe imperiali bizantine, cercano di dar vita ad un regno autonomo. Ma l’ambiguità del potere del loro leader si riflette sull’organizzazione politica del regno ostrogoto, in cui l’amministrazione è delegata a funzionari romani, mentre l’ambito militare a funzionari goti. Ma l’equilibrio tra Romani e Ostrogoti si rompe alla morte di Teodorico, quando Giustiniano, con il pretesto della lotta per la successione, invia truppe in Italia e dopo un ventennio di lotte sconfigge gli Ostrogoti.

Visigoti


Il regno dei Visigoti, dalla Gallia meridionale a quasi tutta la Spagna, è caratterizzato da una società multietnica in cui la tradizione romana resta abbastanza forte, sia nell’amministrazione che nei codici di legge emanati (in particolare nella Lex Romana Visigothorum promulgata sotto il re Alarico II). Questo sebbene la differenza religiosa, poiché i Visigoti mantennero il credo ariano, che non ostacolò la convivenza. Il loro regno durò fino al 711, quando fu abbattuto in seguito alle invasioni islamiche.

Vandali


A causa dell’intolleranza religiosa nei confronti dei cristiani non ariani, il loro regno in Africa settentrionale fu sede di atroci persecuzioni e ciò comportò, durante la campagna militare di Belisario (generale di Giustiniano), lo sfavore della popolazione e la facile vittoria romana.

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