Concetti Chiave

  • Il legame covalente è forte e stabile, risultando da una minima differenza di elettronegatività tra gli atomi coinvolti.
  • Si forma quando due atomi si avvicinano, generando un equilibrio tra forze attrattive e repulsive legate agli elettroni e nuclei.
  • La distanza di legame è la misura tra i nuclei in cui si raggiunge l'equilibrio tra queste forze, rappresentata nel grafico dell'energia potenziale.
  • Il legame covalente può essere semplice, doppio o triplo, a seconda del numero di coppie di elettroni condivisi tra gli atomi.
  • Nell'azoto molecolare, due atomi di azoto condividono tre coppie di elettroni, formando un legame triplo grazie ai loro elettroni spaiati.

Caratteristiche del legame covalente

Il legame covalente è molto forte, stabile e difficile da rompere. Queste caratteristiche sono dovute al fatto che la differenza di elettronegatività tra i due atomi che si legano è minima. Il legame covalente si instaura tra atomi che hanno elettronegatività uguale o simile e mettono in comune uno o più elettroni spaiati ciascuno, in modo da raggiungere una configurazione elettronica stabile.

Formazione del legame covalente

Il legame covalente si forma quando due atomi si avvicinano a sufficienza. Man mano che gli atomi si avvicinano, gli elettroni iniziano a risentire della forza di attrazione elettrostatica esercitata dai nuclei. Contemporaneamente intervengono le forze di repulsione nucleo-nucleo ed elettroni-elettroni. Il legame si forma quando si raggiunge un equilibrio tra le forze attrattive e le forze repulsive; la distanza tra due nuclei in corrispondenza della quale si raggiunge questo equilibrio si definisce distanza di legame, si misura in Amstrong e si determina sperimentalmente.

Grafico energia potenziale in funzione della distanza internucleare

Nel grafico è rappresentato l'andamento dell'energia potenziale in funzione della distanza dei nuclei di due atomi. Il punto minimo della curva R0 corrisponde alla lunghezza del legame. E rappresenta l'energia di legame.

Rappresentazione e tipi di legame

Il legame covalente, indicato come H - H, può essere rappresentato secondo la formula di Lewis nel seguente modo: H:H. I due punti indicano il doppietto elettronico condiviso.

Un atomo è in grado di instaurare legami covalenti quando possiede elettroni spaiati. Il numero di elettroni spaiati determina il numero di legami che si possono formare. Se due atomi mettono in condivisione più elettroni allora si parla di Un legame si definisce semplice quando formato da una sola coppia di elettroni condivisi, doppio quando formato da due coppie di elettroni condivisi e triplo quando formato da tre coppie di elettroni condivisi.

Esempio di legame triplo

Esempio di legame triplo: azoto molecolare. L'azoto ha la seguente configurazione elettronica esterna: 2s22p3. Ogni atomo di azoto possiede tre elettroni spaiati nei tre orbitali p. Nell'azoto molecolare i due atomi instaurano dunque un legame triplo andando a condividere tre coppie di elettroni.

Il numero di coppie di elettroni condivisi viene definito

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le caratteristiche principali del legame covalente?
  2. Il legame covalente è molto forte, stabile e difficile da rompere, grazie alla minima differenza di elettronegatività tra gli atomi coinvolti, che condividono elettroni spaiati per raggiungere una configurazione elettronica stabile.

  3. Come si forma un legame covalente?
  4. Il legame covalente si forma quando due atomi si avvicinano, raggiungendo un equilibrio tra le forze attrattive e repulsive. La distanza in cui si stabilisce questo equilibrio è definita distanza di legame e viene misurata in Angstrom.

  5. Come si rappresenta un legame covalente secondo la formula di Lewis?
  6. Un legame covalente può essere rappresentato come H:H, dove i due punti indicano il doppietto elettronico condiviso tra gli atomi.

  7. Qual è un esempio di legame triplo e come si forma?
  8. Un esempio di legame triplo è l'azoto molecolare, in cui due atomi di azoto condividono tre coppie di elettroni, grazie alla presenza di tre elettroni spaiati in ciascun atomo.

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