Concetti Chiave
- L'arianesimo, fondato da Ario, sostiene che solo il Padre è Dio vero, mentre il Figlio è creato e inferiore, contrariamente alla tradizione cristiana.
- Condannato nel Concilio di Nicea del 325, l'arianesimo ha continuato a prosperare in Oriente, influenzando le popolazioni germaniche fino al 6° secolo.
- Due fasi distinte caratterizzano la dottrina ariana: una prima fase politica (350-380) e una seconda dopo il 380, con l'influenza delle invasioni germaniche.
- Wulfila, un vescovo ariano, ha tradotto la Bibbia in gotico e ha giocato un ruolo cruciale nella conversione dei Goti al Cristianesimo ariano.
- Massimino, un autore ariano, ha contribuito alla diffusione del pensiero ariano con opere come "Dissertatio Maximini contra Ambrosium" e un confronto pubblico con Sant'Agostino.
Questo appunto di Religione spiega cos’è l’arianesimo e analizza in modo dettagliato e schematico la sua storia e le sue origini, oltre a spiegare come si è evoluto nel tempo, divenendo un credo religioso simile al cristianesimo.
Cos’è l’arianesimo
L’eresia di Ario (Costantinopoli 336), secondo la quale nella Trinità divina soltanto il Padre può considerarsi veramente Dio, non generato e non creato, eterno e immutabile, mentre il Figlio, intermediario tra Dio e il mondo e suo strumento nell’opera della creazione, fu creato dal nulla e "non sarebbe esistito, se Dio non ci avesse voluto creare". L’arianesimo fu condannato in Occidente dal Concilio di Nicea (325). Dopo il Concilio di Costantinopoli (381), la dottrina sopravvisse solo presso le popolazioni germaniche, cristianizzate dal vescovo goto Ulfila.L’Arianesimo è un importante movimento eretico, che si sviluppò in Oriente nel corso del sec. 4° e coinvolse l'Occidente protraendosi, a causa delle invasioni dei barbari, fino al 6° secolo e oltre. Prende il suo nome da Ario, un prete della città di Alessandria, attivo fra fine III e inizi IV secolo. Per combattere le teorie di Sabellio, intorno al 320, Ario diffuse una dottrina trinitaria, ossia il credo dei pagani, secondo la quale Cristo non sarebbe Figlio di Dio in senso proprio - come voleva la tradizione - ma soltanto la più eccellente delle sue creature, definita Figlio solo in senso accomodato, diversa dal Padre per natura e radicalmente a lui inferiore per autorità e dignità. L’arianesimo fu condannato nel concilio di Nicea (325) che impose la cosiddetta formula dell’homousios, cioè del Figlio «uguale» (homos) al Padre quanto a sostanza (homousios «identico per sostanza»).
Storia dell’arianesimo
Fin dall’inizio, questa dottrina trinitaria fu combattuta e condannata nel concilio di Nicea del 325 e Ario fu mandato in esilio, mentre in Oriente fu appoggiato dall’imperatore Costanzo, che cercò di imporlo anche all’Occidente. Ma il radicalismo di certe affermazioni antiariane del concilio, coniugandosi con motivazioni di carattere politico o anche soltanto personale, favorì una reazione anti nicena, di cui si appropriarono, morto Ario nel 336, anche se la loro dottrina era molto più cauta negli insegnamenti rispetto a quella del loro predecessore. Dopo un complicato succedersi di vicende politiche e di polemiche teologiche, l'imperatore Costanzo II impose una soluzione moderata del contrasto dottrinale, fondata sull'affermazione che Cristo è simile al Padre secondo le Scritture. Pur non specificamente ariana, questa proposizione fu allora sentita come tale e a essa si sarebbero in seguito costantemente richiamati gli ariani di ogni osservanza. Dopo il 360 l'arianesimo perdette rapidamente vitalità in Occidente, dove restò praticato solo in qualche città dell'Illirico. Fu più vitale in Oriente, in forma temperata e radicale, dando origine, in questa seconda forma, a una vera e propria Chiesa separata da quella ufficiale. Comunque continuarono a esistere piccole comunità ariane, in alcune delle quali si giunse perfino a far modificare l’atto del battesimo: una sola immersione in nome della morte del Signore, invece di tre con formula trinitaria. Man mano che l’arianesimo prendeva piede, alcuni seguaci iniziarono a convertire le popolazioni barbariche: queste popolazioni germaniche si stabilivano nell'impero, importandovi anche la loro fede religiosa, cui erano attaccate soprattutto come segno di specificità razziale nei confronti dei Romani, che invece professavano il cattolicesimo. Questo contrasto dette esiti diversi da regione a regione: in Africa si ebbero forti attriti fra la popolazione locale e i Vandali invasori, in Spagna e in Italia i Visigoti e gli Ostrogoti riuscirono a convivere più pacificamente con la popolazione cattolica; ma ovunque gli invasori dettero vita a una comunità ariana separata da quella cattolica, con propri edifici di culto. Lo stesso accadde in Italia quando, dopo la brevissima parentesi della riconquista bizantina, sopravvennero i Longobardi, anch'essi di fede ariana.
Dottrina in due fasi
Una prima fase dell’arianesimo occidentale, quella degli anni 350-380 circa, fu una fase politica, in cui l’“eresia” tentò di avvalersi del potere temporale, e in parte ci riuscì. Questa prima fase, sul piano dottrinale, non ha lasciato quasi traccia letteraria, essendosi svolta essenzialmente tramite teorie orali. La crisi innescata dall’eresia ariana, già condannata una prima volta al Concilio di Nicea (325), toccò il suo vertice alla morte di Costantino, sotto il principale dei suoi successori, Costanzo II (337—361). Questi, intendendo poggiare su basi teologiche una subordinazione della Chiesa allo Stato, sostenne le posizioni ariane, che sminuivano la divinità del Figlio, fondatore della Chiesa stessa. In ciò, si servì dell’operato di alcuni vescovi. Dei loro scritti si conservano notizie e qualche frammento, soprattutto tramite gli scritti polemici degli autori antiariani, in primo luogo Ilario di Poitiers.La seconda fase della vicenda ariana in Occidente coincide, dopo il 380, con le grandi invasioni di popoli germanici convertiti al Cristianesimo da vescovi ariani. A questo secondo momento risalgono anche più ampie testimonianze letterarie, sebbene il successivo prevalere dell’ortodossia abbia ovviamente limitato la loro sopravvivenza. Esse mostrano una forte unitarietà dottrinaria che deve dipendere dall’autorità di un caposcuola; Wulfila fu uno di questi, morto nel 383, il cui nome significa «lupacchiotto», il vescovo che tradusse la Bibbia in gotico e convertì i Goti al Cristianesimo di credo ariano.
L’autore che conosciamo meglio è Massimino, che operò fra la Dalmazia e l’Africa, e a cui risale, per massima parte, una raccolta di documenti ariani intitolata Dissertatio Maximini contra Ambrosium, databile attorno al 383. Nel 428, a Ippona, Massimino affrontò Sant’Agostino in una pubblica discussione di cui possediamo il resoconto stenografico. A lui si attribuiscono, infine, vari sermones e alcuni scritti contro ebrei, pagani, ortodossi.
Per ulteriori approfondimenti sull'arianesimo vedi anche qua
Domande da interrogazione
- Qual è la principale affermazione dell'arianesimo riguardo alla Trinità?
- Come è stata ricevuta la dottrina ariana nei vari concili?
- Quali furono le conseguenze politiche dell'arianesimo nel IV secolo?
- In che modo l'arianesimo si diffuse tra le popolazioni barbariche?
- Qual è la differenza tra le due fasi dell'arianesimo in Occidente?
L'arianesimo sostiene che solo il Padre è veramente Dio, mentre il Figlio è una creatura, creato dal nulla e inferiore al Padre, come affermato da Ario (Costantinopoli 336).
L'arianesimo fu condannato nel Concilio di Nicea (325) e successivamente nel Concilio di Costantinopoli (381), ma continuò a sopravvivere tra le popolazioni germaniche, cristianizzate dal vescovo Ulfila.
L'arianesimo cercò di avvalersi del potere temporale, specialmente sotto l'imperatore Costanzo II, che sostenne le posizioni ariane per subordinare la Chiesa allo Stato, creando tensioni con l'ortodossia.
I seguaci dell'arianesimo iniziarono a convertire le popolazioni germaniche, che si stabilirono nell'impero, creando comunità separate da quella cattolica e mantenendo la loro fede come segno di identità razziale.
La prima fase (350-380) fu politica e poco documentata, mentre la seconda fase, dopo il 380, vide una maggiore diffusione letteraria e l'influenza di vescovi ariani come Wulfila, che tradusse la Bibbia in gotico e convertì i Goti.