Concetti Chiave
- Il credente islamico ha un rapporto diretto con la divinità, senza l'intermediazione di una Chiesa o sacerdoti, basato su principi fondamentali di fede.
- Negli insegnamenti sunniti, non esiste una gerarchia dogmatica come nello sciismo, che prevede figure sacerdotali come gli ayatollah.
- Le opinioni religiose degli 'ulama' sono rispettate ma non hanno autorità dogmatica, permettendo il dibattito e la contestazione delle diverse interpretazioni.
- Nel sunnismo, l'autorità religiosa deriva dal prestigio guadagnato dai dotti attraverso la conoscenza, senza cariche ufficiali imposte.
- Nello sciismo, esiste una gerarchia con gradi distintivi e la figura del "marja’ e-taglid", un'autorità suprema che emette opinioni, ma non sempre riconosciuta universalmente.
Il rapporto diretto con la divinità
Il credente professa una fede naturale che lo pone a diretto confronto con pochi principi basilari. È inesistente una “Chiesa”, un’organizzazione che svolge una funzione docente e interpretante che vincola tutti i credenti e che instaura una gerarchia qualitativa tra i membri della comunità ecclesiale. Nell’Islam non vi sono sacramenti e non vi sono sacerdoti; il rapporto del credente con la divinità è diretto. Esistono sì dotti in scienze religiose (‘ulama’, sing. ‘alim, “sapiente”), ma non hanno alcun autorità di definire “dogmi” e di imporli, ma solo di offrire opinioni e interpretazioni. Le opinioni dei vari ulama poi possono essere contestate da quelle di un altro sapiente. Prevale presso il popolo e la maggioranza dei credenti l’autorità e il prestigio di chi ha saputo guadagnarselo con la sua conoscenza religiosa. Non c’è alcuna nomina a cariche di più alto prestigio, ma solo un riconoscimento che parte dal “basso”, dai credenti. È il singolo credente a sceglersi l'alim, andando da lui per esempio a farsi dare opinioni giuridiche. Certo, per esempio il rettore del Azhar (Università islamica del Cairo) è considerato oggi la più alta carica religiosa del mondo sunnita, ma ha comunque nomina che arriva, anche se indirettamente, dai credenti (a eleggerlo è il Presidente della repubblica, ma su consiglio dei 'ulema).
La gerarchia nel sunnismo e sciismo
La mancanza di una Chiesa e di un sacerdozio che abbia funzione docente di carattere dogmatico è caratteristica prevalente del sunnismo piuttosto che dello sciismo. Quest ultimo riconosce una sorta di gerarchia sacerdotale, con per esempio la figura degli ayatollah, che sono fonte di imitazione (taqlid). I gradini di questa gerarchia sono fondamentalmente tre:
1. Mulla: il normale “prete”
2. Hojtatuleslam: svolge lo stesso ruolo, ma è riconosciuto come più sapiente e autorevole
3. Ayatollah: possiede, anche egli, soltanto la caratteristica di essere ancora più sapiente.
Per salire i gradini di questa scala è necessario che l’assemblea degli ayatollah si pronunci su di un individuo, ma sempre prendendo in considerazione il suo prestigio, derivante dall’opinione dei fedeli.
Al di sopra di ciò ci sono anche i “grandi ayatollah” e, nella tradizione, tra di loro emerge un primum inter pares, cioè una fonte di imitazione suprema, il “supremo grande ayatollah”, il “marja’ e-taglid”, che ha l’autorità di emettere opinioni che sono sempre e comunque solo più o meno vincolanti per tutto il mondo dei credenti. Non ne esiste sempre uno riconosciuto dall’intero mondo islamico, l’ultimo è stato Khomeini. Ma tale mancanza non si fa sentire dal punto di vista spirituale, perché il singolo credente ha sempre un suo marja’ persona a cui chiedere opinione.
Domande da interrogazione
- Qual è la natura del rapporto tra il credente e la divinità nell'Islam?
- Come si differenzia la gerarchia religiosa nel sunnismo rispetto allo sciismo?
- Qual è il ruolo degli 'ulama nell'Islam?
- Chi è il "marja' e-taglid" e quale è il suo significato?
Il credente ha un rapporto diretto con la divinità, senza intermediari come sacerdoti o sacramenti, e può scegliere liberamente un 'alim per ricevere opinioni e interpretazioni religiose.
Nel sunnismo non esiste una gerarchia sacerdotale formale, mentre nello sciismo è presente una struttura gerarchica con figure come i mulla, hojtatul islam e ayatollah, che sono riconosciuti per la loro sapienza e autorità.
Gli 'ulama, o sapienti, offrono opinioni e interpretazioni religiose, ma non hanno autorità per definire dogmi; la loro influenza deriva dalla conoscenza e dal prestigio guadagnato tra i credenti.
Il "marja' e-taglid" è un grande ayatollah che funge da fonte di imitazione suprema, emettendo opinioni vincolanti per i credenti, anche se non sempre esiste un consenso su chi sia l'ultimo riconosciuto, come nel caso di Khomeini.