Video appunto: Concilio di Nicea del 325 d.C.

Il Concilio di Nicea



Il Concilio di Nicea, tenutosi nel 325 d.C., fu convocato per risolvere i problemi sollevati dall’arianesimo che stavano travagliandola chiesa d’Oriente.
La nascita dell’istituto del concilio ecumenico fu favorito dal clima che si era venuto a creare all’inizio del IV secolo, dopo l’editto di Costantino del 31,3 con cui l’imperatore aveva ricionosciuto il Cristianesimo come religione di Stato.
Egli mise a disposizione della Chiesa il cursus publicus, cioè il palazzo imperiale e sostenne tutte le spese della riunione. Occorre, però, anche aggiungere che Costantino vedeva in un concilio il mezzo per sopire le lotte interne della comunità cristiana. Tuttavia, l’elemento determinante fu di carattere teologico.

Il prete egiziano Ario aveva sollevato alcune questioni relative alla divinità di Cristo. Egli sosteneva che la natura divina del Figlio fosse sostanzialmente inferiore a quella di Dio e che, pertanto, ci sarebbe stato un periodo in cui il Verbo di Dio non fosse esistito e che dunque esso fosse stato soltanto creato in seguito. Il vescovo da cui dipendeva emise la sentenza di condanna, come previsto dalla procedura che Ario, però ricusò ed anche molti vescovi d’Oriente ed alcuni sinodi si pronunciarono contro la condanna, ratificata addirittura dal sinodo dei vescovi egiziani. Si rendeva quindi necessaria una presa di posizione ufficiale della Chiesa che si poteva soltanto avere con un sinodo di tutti i vescovi ai quali, in qualità di successori degli apostoli, competeva il compito di insegnare la giusta fede. Non conosciamo con esattezza chi ebbe l’idea di una riunione ecumenica (= generale) di tutti i vescovi; qualche storico ha supposto che si trattasse del vescovo Osio di Còrdoba, consigliere di Costantino in materia religiosa. Era la prima volta che veniva riunito un concilio ecumenico per cui era necessario anche stabilire gli aspetti procedurali, che col tempo acquisirono un carattere normativo di diritto canonico.
Fra i più importanti aspetti procedurali possiamo ricordare: il ruolo del successore di Pietro (= il vescovo di Roma), il ruolo dell’imperatore, la presidenza del concilio, l’ordine dei lavori, la stesura degli atti e dei verbali, il valore delle decisioni assunte, le modalità dei dibattiti, le modalità delle votazioni. Non conosciamo con esattezza il numero dei partecipanti, comunque la tradizione indica che vi parteciparono 318 padri e di questi soltanto cinque vescovi venivano dall’Occidente. Il concilio fu inaugurato da un discorso di Costantino che poi si ritirò subito per permettere ai vescovi di dibattere liberamente i vari problemi, senza alcun condizionamento. I lavori furono articolati soprattutto sull’eresia di Ario e la relativa condanna, anche se una minoranza, capeggiata da Eusebio di Cesarea, cercò di attenuare la formulazione della dottrina di Ario per poter così aggirare la condanna. Tuttavia, la stragrande maggioranza del concilio approvò la formula che riaffermava la consustanzialità del Padre e del Figlio, come riportato nel credo o simbolo niceno-costantinopolitano “Dio vero da Dio vero; generato non creato; della stessa sostanza del Padre”. Soltanto Ario e due vescovi rifiutarono di accettare e quindi di accettare le decisioni del Concilio che, pertanto, furono esiliati dall’ imperatore. Per quanto l’arianesimo si diffondesse notevolmente, soprattutto fra le popolazioni germaniche, il Concilio di Nicea ebbe comunque il merito di aver fissato le basi del dogma della Santissima Trinità.