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Votazioni



Oggi la stragrande maggioranza delle numerosissime votazioni (migliaia e migliaia l’anno) avvengono sempre a scrutinio palese (a meno che non riguardino persone oppure diritti fondamentali della Costituzione, nonché alla Camera anche le leggi elettorali), con o senza la registrazione di come ciascun parlamentare ha votato: questa c’è sempre nella votazione finale.

Ciò rende impossibili «imboscate» al governo da parte di parlamentari della sua stessa maggioranza (quelli che vengono chiamati «franchi tiratori»), come accadeva di frequente in passato, e obbliga singoli e gruppi ad assumersi apertamente le proprie responsabilità.
L’effetto stabilizzante nei confronti dell’intero rapporto governo-parlamento è stato notevole e il rafforzamento del governo altrettanto forte. Basti pensare che, ai tempi del voto segreto, il governo veniva messo in minoranza cinquanta o sessanta volte l’anno: un dato inimmaginabile in altri regimi parlamentari.

Si deve aggiungere, però, che il Parlamento italiano non funziona come i parlamenti delle democrazie parlamentari più consolidate. Chi è all’opposizione tende con frequenza a far ricorso all’ostruzionismo: cioè l’utilizzo esasperato di tutte le facoltà previste dal regolamento allo scopo di ritardare o impedire che l’assemblea deliberi.
Si tratta di una pratica che appartiene alla tradizione delle assemblee rappresentative, la quale si giustifica come volontà di resistenza estrema da parte delle minoranze quando sono in discussione i valori più alti e le regole fondamentali della convivenza sociale e dei rapporti istituzionali.