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Tre forme di governo


In questa riflessione entrano, come elementi principali, il governo di uno solo – monarchia –, il governo dei pochi – oligarchia – e il governo dei molti – democrazia. Tutto (o quasi tutto) sta nel rapporto tra queste tre forme di governo. Lo storiografo greco Erodoto nel III libro delle sue Storie mette in scena una celebre discussione fra tre nobili saggi Persiani sul miglior modo di governare. L’uno (Otane) difende la democrazia contro la monarchia. Nel governo d’uno solo, tutto è possibile. Il re, non incontrando alcun limite, è prepotente, invidioso, preoccupato per sé e non per il bene del popolo. Nella democrazia, invece, tutti possono accedere alle cariche pubbliche, le leggi sono approvate dal popolo in assemblea, e l’isonomìa (isos, uguale; nomos, legge: uguaglianza di fronte alla legge) garantisce l’equivalenza dei cittadini tra di loro. Un altro (Megabizo), pur d’accordo nel condannare il governo di uno solo, critica il governo dei molti, cioè della gente comune, la plebe, perché ignorante, faziosa, egoista. Al popolo, del buon governo, non importa nulla. Per questo, meglio di tutto è l’oligarchia, cioè il governo dei pochi migliori (aristocrazia), che hanno a cuore il bene della città.
Il terzo (Dario), a sua volta, critica l’oligarchia, perché tra i pochi nascono gli intrighi, la lotta per il predominio, il disinteresse per coloro che non fanno parte della loro cerchia
di potere. Meglio di tutto, allora, la monarchia perché il re, non avendo nulla da temere dagli altri, si può dedicare interamente al buon governo.
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