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Lo Stato


Lo Stato è l’organo politico per eccellenza. Può essere definito come un istituzione costituita da una collettività stabilmente stanziata sul territorio e che esercita il potere a titolo originario in modo stabile ed effettivo e in completa autonomia da altri enti, sia all’interno che all’esterno.
Questa definizione deve essere limitata alla luce della situazione attuale perché l’Italia vive comunque in un contesto europeo e internazionale e nel momento in cui lo Stato ha deciso di far parte dell’UE ha ridotto in parte la sua sovranità per un interesse superiore, cioè avere rapporti di scambio con gli altri stati europei.
Lo stato è il solo ente ad essere contemporaneamente un ente politico, territoriale e sovrano e può essere visto da due diverse prospettive distinte tra loro:
1) stato comunità  popolo stanziato su un territorio organizzato intorno a un potere centrale;
2) stato apparato  potere centrale sovrano organizzato in forme diverse che impone il rispetto di regole in un territorio definito.
La sovranità è il potere esercitato dallo Stato che si manifesta come supremazia nei confronti dei singoli cittadini e delle formazioni sociali presenti nel territorio statale e come indipendenza dagli altri Stati. Essa è:
• originaria, in quanto i suoi poteri derivano solo da se stesso e da nessun’altra entità statuale;
• esclusiva, in quanto appartiene solo allo Stato;
• incondizionata, in quanto non ha i limiti che invece sono posti agli enti pubblici;
• coattiva, in quanto fa osservare i suoi comandi anche con la forza legale della quale detiene il monopolio.

Tra gli elementi costitutivi ha il popolo, cioè l’insieme di coloro che secondo le regole decise dallo Stato godono della cittadinanza, che conferisce alla persona diritti e doveri; infatti, solo i cittadini italiani hanno diritto ad esercitare il diritto di voto mentre tutti coloro che risiedono in Italia ma non possiedono la cittadinanza ma fanno parte della popolazione italiana, hanno diritti civili ma non possiedono diritti politici.
In Italia le norme sulla cittadinanza sono contenute nella LEGGE 91/1992, in base alla quale la cittadinanza si acquisisce:
• nel momento della nascita:
* per ius sanguinis, cioè per discendenza dai genitori cittadini a prescindere dal luogo di nascita;
* per ius soli, cioè per la nascita sul territorio dello Stato da genitori ignoti;
• successivamente alla nascita:
* per iuris communicatio, che consiste nella trasmissione della cittadinanza da un membro della famiglia a un altro per matrimonio, adozione, ecc.;
* per naturalizzazione, che fa acquisire la cittadinanza a uno straniero a seguito di un atto della pubblica autorità.

La cittadinanza può essere concessa con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell’Interno:
• allo straniero il cui genitore o genitori sono stati cittadini per nascita, o che è nato nel territorio della Repubblica e, in entrambi i casi, vi risiede legalmente da almeno tre anni;
• allo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che risiede in Italia da almeno cinque anni dopo l’adozione;
• allo straniero che ha prestato servizio per almeno cinque anni alle dipendenze dello Stato;
• al cittadino di uno stato membro dell’UE che risiede legalmente, da almeno quattro anni, nel territorio della Repubblica;
• allo straniero che risiede da almeno dieci anni nel territorio italiano.
La cittadinanza può essere perduta:
• per volontà del cittadino;
• per statuizione di legge, cioè per indegnità o se il cittadino pubblico impiegato all’estero non provvede all’intimazione che il Governo italiano gli rivolge di abbandonare l’impiego, la carica o il servizio militare.
Un concetto parallelo a quello di Stato è nazione, intesa come una collettività che si caratterizza per avere lingua, tradizioni, religione, cultura comuni, indipendentemente dall’appartenenza a uno Stato.
Le funzioni dello Stato
Lo Stato possiede alcune funzioni che sono svolte attraverso organi appositi e sono:
• la funzione legislativa, diretta a creare e modificare le norme giuridiche destinate a guidare e orientare i soggetti operanti all’interno dello Stato (Parlamento);
• la funzione giurisdizionale, diretta a garantire che i rapporti sociali e i conflitti di interessi che nascono tra i soggetti si svolgano secondo le norme stesse (Magistratura);
• la funzione esecutiva, diretta a fare eseguire gli atti di Parlamento (Governo);
• la funzione amministrativa, che comprende diverse attività rivolte a perseguire gli interessi pubblici (Sindaco);
• la funzione di indirizzo politico, diretta a formare ed esprimere le scelte e le priorità dell’azione statale.

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