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Smart working e calcolo multiperiodale


La disciplina che ha costituito numerose limitazioni per l’esercizio del potere datoriale ha subito nel corso degli anni diversi interventi da parte del legislatore. Tali interventi divennero particolarmente decisivi nell’ambito della legge delega 183 del 2014, meglio nota come «jobs act». Il suddetto decreto legislativo definisce l’equilibrio che si instaura tra i diritti e i doveri dei lavoratori e le prerogative datoriali.
La legge 183 del 2014 dedica diverse norme ai poteri del datore di lavoro. In tal senso bisogna distinguere tre forme di potere:
- il potere direttivo;
- il potere di controllo
- il potere disciplinare.
Ciascuno di questi poteri è strumentale al perseguimento da parte del datore di lavoro delle esigenze di impresa. Il Jobs act ha inciso in maniera pesante sia sul potere direttivo sia sul potere di controllo. In entrambi i casi la linea di tendenza è stata quella di facilitare il datore di lavoro nell’esercizio di questi poteri, rendendone meno gravoso l’esercizio.
Il potere direttivo sussiste in ogni situazione di soggezione rispetto a un soggetto che esercita un potere finalizzato a garantire l’esecuzione e la disciplina del lavoro. In un contratto, l’esercizio del potere direttivo consiste nell’individuare quale prestazione bisogna svolgere, quando essa deve essere svolta e il luogo dell’esecuzione. La sede dovrà essere concordata nel contratto di lavoro, il quale dovrà enunciare l’impresa o l’unità produttiva in cui la prestazione sarà svolta. Tale sede non può più essere intesa come sede fisica perché al giorno d’oggi esistono moltissime forme di lavoro che possono essere realizzate attraverso il web. Si pensi al cosiddetto «lavoro agile» che consente al lavoratore di svolgere in alcune giornate della settimana la propria attività lavorativa fuori dai locali aziendali. Il lavoro agile non è altro che una modalità di svolgimento del lavoro subordinato. Lo smart working è disciplinato dalla legge numero 81 del 2017, che regolamenta non soltanto gli elementi costitutivi di questa tipologia di prestazione, ma anche un insieme di norme introdotte dal legislatore al fine di tutelare la posizione di chi usufruisce di tale possibilità.
Nell’ambito del potere direttivo è indispensabile definire anche i limiti dell’orario lavorativo. Questi sono regolamentati dalla legge 66 del 2003, che individua limiti all’esercizio del potere direttivo per ottemperare alla tutela di altri beni costituzionali, primo fra tutti la tutela della salute del lavoratore. In parziale deroga alla durata massima della prestazione settimanale, la suddetta legge inserisce l’istituto del calcolo multiperiodale, estendendo il periodo di tempo da prendere in considerazione per calcolare la durata della prestazione lavorativa.
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