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Le fonti del diritto si dividono in fonti di cognizione e fonti di produzione.
Le fonti di cognizione sono i documenti che raccolgono i testi delle norme giuridiche come ad esempio la Gazzetta Ufficiale
Le fonti di produzione solo gli atti e i fatti idonei a produrre norme giuridiche
Le fonti sono inquadrate in ordine gerarchico:
al primo posto ci sono le fonti costituzionali. La Costituzione fu elaborata dall'Assemblea Costituzionale ed entrò in vigore il 1 gennaio 1948. Le leggi costituzionali sono approvare dal parlamento con una procedura particolare detta procedura aggravata (ovvero resa più difficile)
Al secondo gradino ci sono le fonti primarie che sono divise in 5 categorie:
1. Le leggi ordinarie che vengono approvate dal Parlamento con una votazione alla camera dei deputati e una allo Stato;
2. I regolamenti dell'Unione europea che sono approvate dall'unione ed entrano in vigore immediatamente negli stati che ne fanno parte;

3. I decreti legge che vengono emanati dal Governo in casi straordinari di necessità e urgenza e devono essere presentati immediatamente al Parlamento che dispongono di 60 giorni di tempo per convertirli (ovvero trasformarli in legge)
4. I decreti legislativi che anche questi sono emanati dal Governo. Di regola nascono come decreti legislativi i Codici che sono ampie raccolte di norme che disciplinano un unico argomento;
5. Le leggi regionali che sono vere e proprie leggi emanate dalla regione e sono valide solo nel territorio regionale.

Al terzo gradino ci sono le fonti secondarie che sono i regolamenti. Esse vengono emanate nella maggior parte dei casi dal Governo o da singoli minori, ma anche da altre autorità come il precetto o il sindaco.
Al quarto posto si sono gli usi e consuetudini ovvero la ripetizione costante, generale e uniforme di un determinato comportamento, con la convinzione di rispettare con quel determinato comportamento una norma giuridica

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