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LE FONTI DEL DIRITTO

Le fonti sono strumenti che possono produrre il diritto oggettivo. Esse si dividono in Fonti di produzione e Fonti di cognizione. Le prime sono anche dette Atti normativi e per legge possono produrre norme giuridiche. Le seconde, invece, sono tutti quei testi dove le norme vengono raccolte.
Tra le fonti di produzione troviamo quattro atti normativi che stanno tra loro in un rapporto gerarchico e quindi quella più importante può annullare quella meno gravosa. Le fonti prima citate sono: le Fonti costituzionali, emanate dallo Stato, come per esempio la nostra Costituzione; le Fonti primarie, emanate dallo Stato e dall'Unione Europea(UE), come i decreti legge e le leggi ordinarie; le Fonti secondarie, ovvero la Pubblica Amministrazione (Stato, Regione, Provincia, Comune) che emana i REGOLAMENTI della propria zona. Poi ci sono le FONTI CONSUETUDINARIE, che si rifanno ad usi e costumi, talvolta localizzati.

I CRITERI DELLE FONTI

Le fonti, come detto prima, stanno tra loro in due rapporti: gerarchia e competenza, ed essi vengono chiamati criteri.

- CRITERIO GERARCHICO: in una scala immaginaria, le fonti più in alto sono sovrapposte a quelle che stanno più in basso, potendole annullare o modificare.

- CRITERIO CRONOLOGICO: la fonte più recente prevale su quella più antica. Questo criterio si utilizza per ovviare a controversie tra fonti di pari grado.

- CRITERIO DI COMPETENZA: la fonte è specificatamente privata dalla Costituzione di emanare norme. Non le dà la "competenza" di farlo. Questo perché la Costituzione è la fonte più importante di tutte. Ciononostante anche la Costituzione è sottoposta alla sovranità del popolo (si vedano i Referendum).

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