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Sacro romano impero - Origini e scopi


Tradizionalmente, la «rinascita dell’impero romano» viene fatta coincidere con l’incoronazione di Carlo Magno, avvenuta il 25 dicembre dell’800 sotto gli auspici del pontefice Leone III. Carlo Magno discendeva da Carlo Martello, sovrano che, dopo aver posto fine al regno dei Merovingi, aveva dato vita a una nuova dinastia che riportò alla luce molte delle tradizioni e delle leggi tipiche del mondo romano. Quest’ultimo aspetto fu valorizzato fino al punto di delineare una sorta di autentica rinascita dell'Impero d'Occidente (Renovatio Imperii), la quale, pur coincidente con un evento storico realmente accaduto (l’incoronazione dell'Ottocento), scaturì soprattutto da una forzata interpretazione compiuta dalla Chiesa, interessata ad assumere il ruolo di continuatrice dell'Impero romano in Occidente. Per raggiungere questo obiettivo essa incoraggiò Carlo Magno ad intraprendere l'invasione dell'Italia e a sconfiggere i Longobardi: le autorità ecclesiastiche ritenevano che i Carolingi, di cui Carlo Magno era a capo, avrebbero potuto porsi come defensores capaci al servizio dell'autorevolezza del Pontefice nell'Europa occidentale.

Sebbene la Renovatio Imperii possa essere considerata una vera e propria invenzione mediatica della Chiesa, il regno di Carlo Magno fu davvero caratterizzato da grandi successi organizzativi e militari. Il sovrano inviava i missi dominici nei territori decentrati affinché essi facessero rispettare le direttive signorili ai comites, titolari dei fondi feudali abituati ad informare i loro rapporti col sovrano sulla base delle convenienze e dei concreti rapporti di forza.
Oltre ad estendere ampiamente il loro territorio (che comprendeva Francia, Paesi bassi, gran parte della Germania e l’Italia del centro-nord), i re carolingi diedero vita a una imponente produzione legislativa. Le norme regie di per sé già efficaci in forma orale (verbum regis) venivano raccolte per iscritto in "capitolari" (capitularia), suddivisi in capitula sulla base delle materie trattate o del territorio in cui erano vigenti: nacquero così i capitularia ecclesiastica, aventi per oggetto materie inerenti la vita della chiesa, e i capitularia mundana, aventi per oggetto materie di natura laica.
Queste raccolte normative non si posero come elementi sostitutivi, bensì integrativi delle fonti consuetudinarie, in seguito alla cui codificazione l’imperatore Carlo Magno introdusse la figura dello scabino, un giudice semi-professionale incaricato, per conto del sovrano, di affiancare il signore o il notabile locale nell'amministrazione della giustizia.
I franchi non entrarono mai in opposizione con l’impero d’oriente: la pace di Aquisgrana stipulata tra Franchi e Bizantini nel 812 riconobbe al monarca di Costantinopoli l'esclusività del titolo di imperatore dei Romani e a Carlo magno la piena titolarità del regno franco.
A dispetto delle intenzioni della Chiesa, il regno franco non durò a lungo: con il trattato di Verdun (843) i tre figli di Carlo Magno divisero tra loro i territori conquistati dal padre. Ciò determinò il disfacimento del Sacro romano impero, destinato tuttavia a essere ricostituito nella seconda metà del X secolo dal duca di Sassonia Ottone, incoronato Imperatore nel 962 a Roma dal papa Giovanni XII.
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