Rosseau sostenne la necessità che gli individui, allo scopo di proteggere loro stessi e la propria libertà, si alleino in un patto sociale, formando in tal modo una forza unitaria, un'associazione volta a tutelare i beni e i valori di tutti, delineando così un corpo politico, composto dai singoli contraenti, che corrisponde allo stato.
Vantaggi legati all'unione sociale
Giustizia che prevale sull'istinto umano;
Si impongono ragione e moralità;
Il senso del dovere e il rispetto delle regole dominano gli impulsi negativi dei singoli;
I sentimenti diventano più nobili.
Una volta formato lo Stato, occorre formulare le leggi per regolare la vita collettiva, emanate dal popolo, espressione della volontà generale che si è costituita attraverso il contratto sociale.
Nella produzione legislativa occorre tener conto:
Delle dimensioni dello stato: non troppo grande, per poterlo governare bene, ma non troppo piccolo in modo da consentirgli autosufficienza;

Occorre evitare di imporre al popolo norme nei momenti di difficoltà (calamità naturali), preferendo i periodi di prosperità;
Il potere esecutivo, infine, secondo Rousseau va affidato a un corpo particolare e ristretto, i cui membri non sono né padroni ne rappresentanti del popolo, ma soggetti che applicano le decisioni prese dal popolo (principio di sovranità).
L'importante è che venga garantita la corrispondenza tra volontà di governo e volontà generale.
Da tutto ciò traspare un ideale di democrazia che si affermerà con la Rivoluzione francese.
La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino
Nella dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino approvata dall'Assemblea nazionale (organo rappresentativo del terzo stato) nel 1789, durante la Rivoluzione francese, vennero ribaditi i diritti di uguaglianza e di libertà.
Il principio di uguaglianza che traspare dalla Dichiarazione è di tipo civile e giuridico, ma non economico, si afferma infatti che la proprietà (privata) sia un diritto inviolabile e sacro (art.17)
Nell'art.6 “la legge è l'espressione della volontà generale” e che “tutti i cittadini hanno diritto di concorrere” alla sua formazione; sovranità non deriva da Dio, ma risiede nel popolo e lo Stato è il frutto di un patto liberamente stipulato tra gli individui.

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