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Requisiti giuridici richiesti per assumere la gestione di una nave


L’art. 265 del codice navale non chiarisce esaustivamente quali siano i criteri perché si possa assumere l’esercizio della nave. Innanzitutto quali sono i criteri per parlare di “esercizio/gestione della nave”?
a) Il primo requisito è “avere a disposizione una o più navi”. (deve avere il bene oggetto dell’esercizio)
(NB) Il principio fondamentale della navigazione marittima è quella secondo cui la figura dell’armatore non coincide in alcun modo con quella di proprietario della nave (l’armatore non deve avere la proprietà). Questo perché l’esercizio della nave presuppone soltanto la disponibilità materiale del mezzo anche sulla base di un titolo diverso da quello di proprietà. La proprietà non è un requisito necessario.
Esempio: Ci sono casi in cui la nave è di proprietà di un soggetto, ma viene gestita da un altro soggetto che diviene “Armatore”: ci sono casi in cui la nave viene data in locazione dal proprietario ad un altro soggetto. C’è una scissione delle due figure. Ci può anche essere un diritto di usufrutto che porta alla scissione delle due figure.

b) Il secondo requisito è “nomina dell’equipaggio”, ovvero un personale qualificato che sia in grado di condurla in condizioni di sicurezza. In particolare l’assunzione dell’equipaggio e la nomina del comandante sono atti concreti con cui si manifesta l’esercizio della nave.
(NB)--> Il comandante è il titolare di tutti i poteri all’interno della nave: è il capo della spedizione marittima. L’equipaggio viene assunto con un apposito contratto denominato “contratto di arruolamento”: l’armatore è un vero e proprio datore di lavoro dell’equipaggio, comandante compreso.
c) Il terzo requisito è quello della “assunzione dei rischi della navigazione marittima” L’armatore è il soggetto che assume tutti i rischi legati alla navigazione, quindi al viaggio e alla spedizione: l’armatore è il soggetto responsabile di eventuali danni che possano verificarsi durante lo svolgimento del viaggio. Inoltre l’armatore è disciplinato in una parte del codice della navigazione intitolata “Dell’impresa di navigazione”: ecco che alcuni studiosi sulla base di questo titolo sono giunti a ritenere che l’armatore sia titolare di una impresa di navigazione e sia un vero e proprio imprenditore a tutti gli effetti.
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