Ominide 372 punti

Il lavoro rappresenta una delle fondamentali attività dell’uomo. Il lavoro, e il modo in cui si stabilisce, è assai complesso. Esso è la fonte di ogni ricchezza e di ogni progresso, infatti una nazione che non offre opportunità lavorative non è una nazione emergente, dal punto di vista economico e finanziario. Inoltre, è un importante momento di vita sociale, perché mette in relazione persone, anche di diverso sesso e nazionalità a cui dà la possibilità di collaborare. Non avere un lavoro, quindi essere disoccupati, vuol dire vivere una situazione di disagio, dato che il lavoro è un obiettivo fondamentale nella vita di ognuno. La nostra Costituzione tiene conto di tutto ciò e pone il lavoro come uno dei primi principi su cui si basa la nostra Repubblica. Infatti, il lavoro non è solo uno strumento per procurarsi da vivere, ma è anche un mezzo per esprimere il proprio modo di essere, la propria personalità, le proprie idee e realizzare i propri sogni. Il lavoro, per noi italiani, non è né solo un diritto, nè solo un dovere, infatti è entrambi: un “diritto”, poiché realizza la propria persona, un “dovere” perché è utile a tutta la società. Nell’articolo 4 della Costituzione, infatti, si sottolinea che il lavoro, appunto, è un diritto consistente nello svolgere un’attività, a seconda delle proprie possibilità e scelte.

Le attività lavorative, per motivi organizzativi, sono state distribuite in tre settori fondamentali: il settore primario, il settore secondario e il settore terziario. Il settore primario comprende tutte quelle attività destinate alla produzione di beni di prima necessità, come l’agricoltura, l’allevamento e la pesca. Il settore secondario, invece, riguarda tutte quelle attività, che sono destinate alla lavorazione delle materie prime, come l’industria e l’edilizia. Il settore terziario, infine, riguarda tutte quelle attività che si occupano della fornitura di servizi, come il commercio, i trasporti, il turismo e i servizi di pubblica utilità, come le scuole e gli ospedali. Inoltre, i Paesi tecnologicamente avanzati, hanno aggiunto un settore alla lista: il settore terziario avanzato o quaternario, che si occupa delle nuove tecnologie, come i computer e i cellulari di ultima generazione.
Appunto perché in Italia il lavoro è fondamentale, i lavoratori sono tutelati da molte leggi, le quali sono state conquistate da persone che hanno combattuto per questo. La difesa dei lavoratori, inoltre, è esercitata dai sindacati, che hanno un ruolo fondamentale. Questi sindacati combattono tutt’oggi per l’aumento del salario, la diminuzione delle ore di lavoro, il miglioramento delle condizioni di lavoro, la garanzia della stabilità del posto, la lotta contro lo sfruttamento delle donne e dei minori e la tutela nei casi di bisogno, come la malattia, la maternità e la vecchiaia. I lavoratori, inoltre, godono del diritto di sciopero, ancora il principale strumento di lotta dei lavoratori nei confronti dei datori di lavoro o di altre controparti. Lo sciopero è l’astensione volontaria e collettiva dal lavoro; da uno sciopero nasce spesso una manifestazione. In ogni settore è possibile scioperare solo se con un preavviso di almeno dieci giorni e mai per due giorni consecutivi. La partecipazione a uno sciopero è naturalmente libera. I lavoratori hanno, anche, una festa a loro dedicata, il Primo Maggio. Le origini e la storia di questo giorno sono legate alle lotte dei lavoratori per la conquista delle otto ore lavorative, rispetto alle precedenti quattordici, negli Stati Uniti e nei Paesi industrializzati dell’Europa. Questa lotta inizia i primi dell’Ottocento, per poi arrivare al 1889, anno in cui il Primo Maggio riunirà la rivendicazione delle otto ore lavorative e diventerà, successivamente, la giornata internazionale del lavoro. Come ho già annunciato prima, ci sono numerosi articoli di legge, che tutelano i lavoratori. Cercherò di sintetizzarne alcuni: il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata rispetto alle ore alla qualità di lavoro, quindi significa che se si lavora molto e bene si avrà un guadagno superiore; la donna lavoratrice ha gli stessi diritti dell’uomo; ovviamente in caso di maternità, la donna ha il diritto/dovere di occuparsi del proprio figlio nei suoi primi mesi di vita; ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per sopravvivere ha diritto ad assistenza; l’organizzazione sindacale è libera, come ho già sottolineato precedentemente, e lo sciopero deve essere esercitato nell’ambito delle leggi che lo regolano, già annunciate sopra. Questi articoli fanno parte della Costituzione italiana (dal numero 36 al numero 40). Grazie all’autunno caldo i lavoratori hanno ottenuto una legge, più precisamente la Legge n.300 del 20.6.1970. Questa legge è chiamata anche Statuto dei lavoratori, composto da 41 articoli, nei quali si sottolineano alcuni aspetti che l’uomo, quando entra in ambito lavorativo, non deve assolutamente perdere, quali la dignità, la libertà di pensiero e la privacy. Purtroppo non tutti i cittadini hanno la possibilità di lavorare e da qui nasce la disoccupazione, fenomeno in aumento e alquanto preoccupante. Questo problema è più marcato tra i giovani, tra le donne, nel Sud e, ovviamente, tra le persone con una istruzione limitata. Ma questo non è l’unico problema che colpisce i cittadini italiani; infatti, circa tre milioni e mezzo di essi lavorano in nero, cioè senza un regolare contratto scritto, rischiando il licenziamento “senza giusta causa”, senza il versamento di contributi, non tutelati in caso di malattia o infortunio e senza alcun diritto sindacale. È un fenomeno che colpisce maggiormente gli extracomunitari, i cittadini che vivono nel Sud e chi lavora nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura.
Io, come scuola superiore, ho scelto un liceo, perché credo che mi dia una formazione completa, mi insegni un metodo di studio efficace e mi insegni un modo logico di ragionare. Dopo il liceo classico, penso di fare un corso universitario, che mi porti, poi, ad avere la possibilità di avere un lavoro sicuro e dignitoso. Nonostante questo desiderio, sono consapevole del fatto che al giorno d’oggi ci vuole mobilità, per potersi adattare ai lavori, che sono richiesti in quel preciso periodo.

Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email