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Chi è

Dal gennaio 2015, il Presidente della Repubblica Italiana è SERGIO MATTARELLA, già parlamentare e Giudice della Corte Costituzionale.
Succede a Giorgio Napolitano, unico Presidente della storia della Repubblica ad essere stato rieletto.

Come e chi lo elegge

Il Presidente della Repubblica viene eletto dal Parlamento in seduta comune ( riunito a Montecitorio) con l'aggiunta di tre Delegati Regionali ( uno per la Val d'Aosta) ogni sette anni ed a scrutinio segreto.
Per essere eletto occorre nei primi tre scrutini la maggioranza qualificata ( 2/3 dei componenti), mentre dal quarto scrutinio in poi è sufficiente la maggioranza assoluta.
Una volta eletto, egli presterà giuramento e terrà il suo discorso di insediamento sempre dinanzi al Parlamento in seduta comune.

Quali poteri ha

Il Presidente della Repubblica di una Repubblica parlamentare ha il ruolo di garante della Costituzione, di rappresentare l'unità nazionale e di arbitro fra i partiti: per queste ragioni, egli deve essere super partes ( al di sopra delle parti, imparziale).
Nel momento in cui viene eletto, egli deve abbandonare ogni altro incarico poiché l'ufficio di Presidente è incompatibile con ogni altra carica.

Requisiti

Secondo la Costituzione, per essere eletto PdR occorre:
1) essere cittadino/a italiano/a;
2) godere dei diritti civili e politici;
3) aver compiuto 50 anni.

Vicende della carica

Il Presidente della Repubblica può avere, nel corso del suo mandato, impedimenti che gli impediscano di svolgere i suoi compiti: in questo caso distinguiamo in impedimenti temporanei, a causa dei quali viene sostituito dal Presidente del Senato, e impedimenti permanenti che lo porteranno alle dimissioni.
In quest'ultimo caso, il Presidente della Camera deve, entro 15 giorni, convocare le Camere in seduta comune per l'elezione del nuovo Presidente.
Nel frattempo, Presidente supplente sarà il Presidente del Senato.

Le funzioni

Il Chi è
Dal gennaio 2015, il Presidente della Repubblica Italiana è SERGIO MATTARELLA, già parlamentare e Giudice della Corte Costituzionale.
Succede a Giorgio Napolitano, unico Presidente della storia della Repubblica ad essere stato rieletto.

Come e chi lo elegge
Il Presidente della Repubblica viene eletto dal Parlamento in seduta comune ( riunito a Montecitorio) con l'aggiunta di tre Delegati Regionali ( uno per la Val d'Aosta) ogni sette anni ed a scrutinio segreto.
Per essere eletto occorre nei primi tre scrutini la maggioranza qualificata ( 2/3 dei componenti), mentre dal quarto scrutinio in poi è sufficiente la maggioranza assoluta.
Una volta eletto, egli presterà giuramento e terrà il suo discorso di insediamento sempre dinanzi al Parlamento in seduta comune.

Quali poteri ha

Il Presidente della Repubblica di una Repubblica parlamentare ha il ruolo di garante della Costituzione, di rappresentare l'unità nazionale e di arbitro fra i partiti: per queste ragioni, egli deve essere super partes ( al di sopra delle parti, imparziale).
Nel momento in cui viene eletto, egli deve abbandonare ogni altro incarico poiché l'ufficio di Presidente è incompatibile con ogni altra carica.

Requisiti
Secondo la Costituzione, per essere eletto PdR occorre:
1) essere cittadino/a italiano/a;
2) godere dei diritti civili e politici;
3) aver compiuto 50 anni.

Vicende della carica
Il Presidente della Repubblica può avere, nel corso del suo mandato, impedimenti che gli impediscano di svolgere i suoi compiti: in questo caso distinguiamo in impedimenti temporanei, a causa dei quali viene sostituito dal Presidente del Senato, e impedimenti permanenti che lo porteranno alle dimissioni.
In quest'ultimo caso, il Presidente della Camera deve, entro 15 giorni, convocare le Camere in seduta comune per l'elezione del nuovo Presidente.
Nel frattempo, Presidente supplente sarà il Presidente del Senato.

Le funzioni
Il PdR esercita il suo fondamentale ruolo di garanzia intervenendo nelle tre funzioni dello Stato:
Interviene nella funzione legislativa quando:
1) Promulga le leggi;
2) scioglie le Camere;
3) indice le elezioni e i referendum;
4) invia messaggi alle Camere;
5) nomina 5 senatori a vita;

Interviene nella funzione esecutiva quando:
1) nomina il Presidente del Consiglio e i Ministri;
2) dichiara lo stato di guerra;

Interviene nella funzione giurisdizionale quando:
1) presiede il CSM;
2) concede la grazia;
3) nomina 5 giudici della Corte Costituzionale.

La responsabilità del presidente

Negli atti
Il Presidente della Repubblica emana due tipologie di atti, formalmente e sostanzialmente presidenziali: i primi (la promulgazione di una legge, ad esempio) provengono da altre autorità ed il PdR si limita a firmarli ma non se ne assume la paternità; i secondi, invece, sono atti propri del Presidente ( nomina di 5 senatori a vita, messaggi alle Camere, concessione della grazia).

Per tutti i suoi atti il Presidente gode di una sostanziale irresponsabilità.

Nei comportamenti
Come ogni cittadino, il Presidente della Repubblica è responsabile delle sue azioni se viene colto in flagranza di reato, ma egli potrebbe commettere due reati molto particolari, disciplinati dall'art.90 della Costituzione: alto tradimento e attentato alla costituzione.
Per questi reati gravissimi si segue una particolare procedura: il Parlamento in seduta comune mette in stato d'accusa il Presidente della Repubblica il quale viene processato dalla Corte Costituzionale.
E' bene ricordare che una situazione del genere non si è mai verificata fino ad oggi.

La comunicazione


Il modo di comunicare del Presidente della Repubblica è molto cambiato negli ultimi anni, a partire dal presidente Cossiga.
Mentre in passato, il suo modo di comunicare con il pubblico era soltanto quello dei messaggi motivati alle Camere , all'interno dunque di un rigido protocollo molto formale, adesso è usuale che egli usi le cosiddette “esternazioni”, dichiarazioni cioè al di fuori del rigore del cerimoniale con le quali esprime considerazioni su argomenti di stretta attualità, sempre però nel pieno rispetto del suo ruolo di arbitro equilibrato ed imparziale.
Il Presidente della Repubblica esercita il suo fondamentale ruolo di garanzia intervenendo nelle tre funzioni dello Stato:
Interviene nella funzione legislativa quando:
1) Promulga le leggi;
2) scioglie le Camere;
3) indice le elezioni e i referendum;
4) invia messaggi alle Camere;
5) nomina 5 senatori a vita;

Interviene nella funzione esecutiva quando:
1) nomina il Presidente del Consiglio e i Ministri;
2) dichiara lo stato di guerra;

Interviene nella funzione giurisdizionale quando:
1) presiede il CSM;
2) concede la grazia;
3) nomina 5 giudici della Corte Costituzionale.

La responsabilità del presidente


Negli atti

Il Presidente della Repubblica emana due tipologie di atti, formalmente e sostanzialmente presidenziali: i primi (la promulgazione di una legge, ad esempio) provengono da altre autorità ed il PdR si limita a firmarli ma non se ne assume la paternità; i secondi, invece, sono atti propri del Presidente ( nomina di 5 senatori a vita, messaggi alle Camere, concessione della grazia).
Per tutti i suoi atti il Presidente gode di una sostanziale irresponsabilità.

Nei comportamenti

Come ogni cittadino, il Presidente della Repubblica è responsabile delle sue azioni se viene colto in flagranza di reato, ma egli potrebbe commettere due reati molto particolari, disciplinati dall'art.90 della Costituzione: alto tradimento e attentato alla costituzione.
Per questi reati gravissimi si segue una particolare procedura: il Parlamento in seduta comune mette in stato d'accusa il Presidente della Repubblica il quale viene processato dalla Corte Costituzionale.
E' bene ricordare che una situazione del genere non si è mai verificata fino ad oggi.

La comunicazione

Il modo di comunicare del Presidente della Repubblica è molto cambiato negli ultimi anni, a partire dal presidente Cossiga.
Mentre in passato, il suo modo di comunicare con il pubblico era soltanto quello dei messaggi motivati alle Camere , all'interno dunque di un rigido protocollo molto formale, adesso è usuale che egli usi le cosiddette “esternazioni”, dichiarazioni cioè al di fuori del rigore del cerimoniale con le quali esprime considerazioni su argomenti di stretta attualità, sempre però nel pieno rispetto del suo ruolo di arbitro equilibrato ed imparziale.
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