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Prerogative dei parlamentari


Ai parlamentari sono riconosciute delle prerogative in quanto rappresentanti della volontà popolare. La Costituzione, ex articolo 65 e 66, prevede prerogative riconosciute ai singoli parlamentari a tutela dell’organo cui essi appartengono. Ne è un esempio l’articolo 67, il quale decreta la libertà, per tutti i parlamentari, dell’esercizio delle proprie funzioni. Esso afferma che «ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato». Il parlamentare, dunque, deve rispondere solo ed esclusivamente alla propria coscienza e al popolo dal quale è stato legittimato. Un parlamentare, dunque, non può essere destituito nel caso in cui non concordi con l’indirizzo politico di cui è rappresentante.
All’assenza del vincolo di mandato sono connesse altre prerogative, come ad esempio l’immunità parlamentare, espressa dall’articolo 68, il quale sancisce che «i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e
dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.
Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza».
Dalla lettura del primo comma di tale articolo si evince l’insindacabilità parlamentare: nessun giudice può incriminare un parlamentare per le sue opinioni e per ciò che esprime nell’esercizio delle sue funzioni.
Il venir meno dell’immunità parlamentare è giustificato in due casi: arresto per reato in flagranza e condanna definitiva irrevocabile. Solo in questi due contesti l’arresto può avvenire senza alcuna previa autorizzazione; in tutti gli altri casi, invece, ogni attività volta a restringere la libertà di un parlamentare richiede sempre un’autorizzazione.
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