Ominide 6537 punti

Popolo, territorio e governo


La configurazione di uno Stato richiede la presenza di tre elementi immancabili e fondamentali:
1. Un popolo (anche plurietnico ma che sia «uno», cioè si sia dato un unico ordinamento costituzionale);
2. Un territorio (non necessariamente contiguo: vedi ad es. l’Alaska rispetto al resto degli Stati Uniti o Campione d’Italia rispetto al nostro paese);
3. Un governo sovrano.

Non costituisce uno stato, invece, un popolo privo di territorio (si pensi ai rom o ai berberi) o un popolo pur stanziato su un determinato territorio ma privo di un governo in grado di controllarlo (si pensi ai curdi, divisi fra Turchia, Iraq, Iran, Siria e altri paesi del Caucaso). Né costituisce uno stato, parimenti, una popolazione insediata su un territorio disputato fra più di un governo in conflitto (come nel caso della Bosnia-Erzegovina prima degli accordi di Dayton del 1995). Non si può poi parlare di stato quando, pur essendoci un governo, la sicurezza esterna è assicurata da uno stato straniero (è il caso dei protettorati o, ancor più chiaramente, delle colonie ancora esistenti, spesso dotate di forme di autogoverno ma prive di propri apparati di difesa). Si pensi anche ai Territori palestinesi, nei quali si ha certamente un popolo e dove c’è anche un governo (oltre ovviamente a un territorio), ma si tratta di un governo non sovrano nella misura in cui non dispone dei propri confini e neppure del completo monopolio della forza interna.

Caratteristiche dell’ordinamento statale sono dunque la politicità e la sovranità. I due concetti sono fra loro collegati: non si possono infatti perseguire fini generali se non si dispone della forza e delle risorse che possano rendere ciò effettivamente possibile, in poche parole se non si è sovrani. Non contraddice questa affermazione l’art. 7 della Costituzione italiana, secondo il quale «lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani». Infatti, la sovranità della Chiesa non è riferita all’ordine temporale bensì all’altro, quello spirituale: sovrano deve considerarsi lo Stato della Città del Vaticano. Ne è riprova la circostanza che lo Stato italiano entra in relazione con questo attraverso un Trattato, vale a dire uno strumento tipico del diritto internazionale; e con la Chiesa cattolica, invece, attraverso un atto chiamato Concordato.

Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email