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Formazione storica della sovranità statale


Il re (in origine, il feudatario più potente) operò in due direzioni: ridurre sotto il proprio controllo la miriade di poteri feudali indipendenti ed estendere il controllo sul territorio. Dove questa politica ebbe successo, si formarono nel corso dei secoli le grandi monarchie nazionali sovrane. Esse accentrarono quel potere politico che durante il feudalesimo era sparso tra i vari signori. Le istruzioni che il re adottava per esercitare tale potere vennero raccolte per iscritto e, quando occorreva, si inserivano norme nuove. Questa è l’origine del potere legislativo. Il re non poteva seguire tutti gli affari del regno e perciò si avvaleva di ministri. All’inizio, erano altri signori feudali, che aiutavano il re e insieme lo controllavano. In seguito, si trattò sempre più spesso di persone di fiducia del re, totalmente subordinate alla sua volontà. Questa è l’origine della amministrazione moderna. Un altro fenomeno che si può osservare ovunque è la formazione, presso il re, di assemblee che rappresentavano le diverse componenti del regno (i signori feudali, le città, le corporazioni ecc.). Il re sottoponeva a tali assemblee le questioni più importanti, per ottenerne consiglio e consenso.
Da queste assemblee deriveranno, dopo la Rivoluzione francese, i Parlamenti moderni, eletti dai cittadini. Anche i Parlamenti furono fattori di accentramento politico. Essi limitavano il potere del re, ma facevano anche sì che ogni attività politica si svolgesse in un luogo solo, la capitale del regno, e in un ambiente politico ristretto, fatto di persone che si conoscevano personalmente.
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