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Organi dello Stato italiano con mansioni inerenti ai culti


Gli organi costituzionali ed ed amministrativi che esercitano mansioni in materia ecclesiastica sono: Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Interno, Prefetto
1. Il Presidente della Repubblica
1. ratifica i trattati internazionali compresi quelli con la Santa Sede. A norma dell’art.80 della Costituzione, in alcuni casi è necessaria un’apposita legge con cui viene autorizzata tale ratifica (es. se il trattato comporta una variazione del territorio, modifiche di leggi o oneri finanziari)
2. accredita l’ambasciatore italiano c/o la Santa Sede e riceve il Nunzio Pontificio c/o l’Italia
3. nomina i plenipotenziari incaricati di trattativa concordatarie di esecuzione di revisione del concordato e delle intese
4. promulga le leggi di esecuzione concordatarie e delle intese
5. promulga le leggi con cui vengono recepite le intese
2. Il presidente del Consiglio dei ministri
Dirige e coordina, anche per la materia ecclesiastica, l’opera dei ministri, tenuto conto dell’indirizzo politico ed amministrativo del Governo: egli definisce le politiche e gli indirizzi generali che riguardano le leggi e gli atti pattizi in ambito religioso mentre il Ministro dell’Interno tutela i diritti civili compresi quelli delle confessioni religiose. Egli opera attraverso le Commissioni, il Consiglio dei Ministri e i Ministri
Infatti, anche se non previsto specificatamente dalla normativa, il Presidente ha anche una funzione di preparazione, promozione ed impulso svolta attraverso appositi organismi collegiali che vengono costituiti di volta in volta con compiti consultivi ed istruttori.
Quando si tratta di funzioni attinenti rapporti del Governo con le confessioni religiose, il Decreto Legislativo303/1999 precisa che il Presidente si avvale del Segretariato generale della Presidenza.
All’interno dell’ufficio del Segretario generale della Presidenza, esiste l’Ufficio studi e e rapporti istituzionali che assiste il Segretario generale in materia di rapporti fra Governo e confessioni religiose
a) Le Commissioni
Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri funzionano anche alcune commissioni che hanno competenza in materia ecclesiastica:
1. Commissione interministeriale per le intese con le confessioni religiose (concorda con le confessioni religiose le bozze delle intese)
2. Commissione consultiva per la libertà religiosa (studio dell’attuazione dei principi della Costituzione in materia di libertà di coscienza e di religione, preparazione delle intese, formulazione di pareri relativi alle relazioni fra stato e confessioni religiose)
3. Commissione governativa per l’attuazione delle disposizioni dell’accordo fra Italia e Santa Sede (esame dei problemi relativi all’attuazione dell’Accordo di Palazzo Madama, formulazione di pareri su questioni attinenti le relazioni fra Stato e confessioni religiose, studio di eventuali modifiche legislative per armonizzare l’ordinamento italiano con le disposizioni concordatarie)
4. Commissione per il restauro del blocco 21del Museo di Auschwitz-Birkenan
5. Commissione governativa per la revisione dell’importo deducibile e per la valutazione del gettito della quota dell’8 x 1000 dell’ I.R.P.E.F. (la revisione viene fatta ogni tre anni e vengono proposte eventuali modifiche)
6. Comitato per il coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah, il cui scopo è soprattutto di sensibilizzare i giovani
b) Consiglio dei Ministri
• determina l’indirizzo politico in materia dei culti
• nomina i plenipotenziari per la revisione del Concordato
• nomina le commissione incaricate di stipulare le intese
c) Ministri
Rappresentano l’autorità statale; ciascuno nel proprio ambito di competenza, negozia le varie materie del Concordato dopo aver tenuto conto delle affermazioni di principio. Successivamente si passa alle intese bilaterali.
Esempio: il M.I.U.R., tenuto conto del Protocollo addizionale del Concordato, ha sottoscritto con la Conferenza Episcopale Italiana l’intesa riguardante l’insegnamento della religione cattolica nelle di ogni ordine e grado che successivamente è divenuta legge dello Stato.
3) Ministro dell’interno
È l’organo per eccellenza dell’amministrazione centrale che ha competenza in materia di culti.
I suoi compiti in materia di confessione religiose sono esplicati tramite il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione; esso è articolato in diverse Direzioni; le Direzioni che interessano il diritto ecclesiastico sono:
1. Direzione centrale degli affari dei culti (vigilanza sull’osservazione dei principi relativi alla libertà religiosa e regolazione dei rapporti tra Stato e confessioni religiose)
2. Direzione centrale per l’Amministrazione del Fondo edifici di culto: si occupa della ricognizione delle Chiese e dei conventi e dei beni mobili essi contenuti, del restauro e della valorizzazione dei beni del patrimonio artistico, appartenuti alle soppresse Aziende di culto. A livello provinciale esso è gestito per mezzo dei Prefetti. Il Fondo edifici di culto ha personalità giuridica ed il relativo bilancio preventivo e conto consuntivo sono sottoposti all’approvazione del Par lamento.
All’interno del Ministero, voluto da Alfano e confermato da Minninti poi, esiste anche il Consiglio per le relazioni con l’Islam Italiano ( funzioni consultive sulla questioni attinenti alla presenza in Italia della comunità islamica)
Il Ministero dell’Interno si inspira alla Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione (2007) che, relativamente alle questioni religiose, afferma il principio di laicità e definisce i contenuti della libertà religiosa che per l’amministrazione ha funzione di direttiva.
4) Prefetto
Rispetto ad un tempo, dopo l’Accordo di Palazzo Madama, le mansioni dei Prefetti in ambito religioso si sono molto ristrette. Il loro ruolo continua ad essere attivo quando si tratta di vigilare sugli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione, nei confronti dei culti ammessi.
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