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Obiettivi e controindicazioni della sessione di bilancio



Nelle intenzioni del legislatore, l’introduzione della sessione di bilancio avrebbe dovuto creare un canale preferenziale per la decisione parlamentare, affinché il Parlamento potesse dedicarsi compiutamente all’analisi e all’approvazione della legge di bilancio.

Le dimensioni “elefantiache” che caratterizzano il ddl di bilancio (il quale, proprio per la sua “centralità” e significatività, viene sovraccaricato di molteplici contenuti, che devono rispondere a diversi e concomitanti obiettivi perseguiti dal bilancio) hanno finito in realtà per produrre una sorta di “gabbia di costrizione”, anche per effetto del complesso coordinamento UE-Stati previsto dalla normativa europea e della riduzione che questo ha imposto agli spazi, intervalli temporali per adottare le decisioni rilevanti di finanza pubblica.

Ciò fa sì che il Parlamento, di fatto, può arrivare ad “approvare” il ddl governativo votando un testo di legge ma senza sostanzialmente discuterlo o, peggio, senza neppure leggerlo e comprenderlo.
D’altra parte, le esigenze imposte dai tempi sempre più rapidi e convulsi dell’economia, la necessità di adeguarsi o di contrastare le variazioni spesso repentine degli effetti del ciclo economico, fanno spesso privilegiare al Governo la misura del decreto-legge a discapito dell’organicità e della compiutezza che dovrebbe caratterizzare la legge di bilancio.