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Nozione giuridica di par condicio



Al fine di garantire il corretto svolgimento delle elezioni e, soprattutto, la generalizzata accettazione del risultato elettorale, occorre che sia assicurata parità di condizioni ai soggetti politici partecipanti. In questo modo la volontà dell’elettore potrà formarsi avendo la possibilità di apprezzare tutte le diverse proposte in campo.

Una delle garanzie del diritto di voto previste dall’art. 48 Cost. è, infatti, che esso sia «libero»: il voto si intende libero non solo nel momento della scelta all’interno della cabina elettorale, ma anche nella precedente fase di formazione della propria opinione. Sulla base di tale interpretazione si giustificano norme volte ad assicurare il massimo dell’informazione per gli elettori, ma anche a bilanciare la libertà del voto e la libertà di informazione, la quale può essere perciò sottoposta a limiti.

L’evoluzione dell’ordinamento italiano dai primi anni Novanta del XX secolo ha conferito crescente importanza al tema della comunicazione politica, in linea con quanto era già avvenuto in altri paesi. Una disciplina organica su questo tema è relativamente recente: salvo le norme sui manifesti elettorali (di cui alla l. 212/1956) e quelle sulle tribune politiche ed elettorali (di cui alla l. 103/1975), essa è stata ampliata a seguito di importanti trasformazioni del sistema politico-istituzionale. L’introduzione nel 1993 dell’elezione diretta dei sindaci (e dei presidenti delle province) e le nuove leggi elettorali per Camera e Senato dello stesso anno furono seguite dall’approvazione di una normativa di carattere generale sulle campagne elettorali, che prevedeva l’obbligo di garantire la parità di trattamento fra le forze politiche nell’accesso agli «spazi di propaganda» su televisioni e giornali (l. 515/1993). Successivamente la comparsa sulla scena politica di Silvio Berlusconi, proprietario di tre emittenti televisive nazionali, il cui partito, formatosi in tempi brevissimi nel 1994, vinse le elezioni anche grazie all’ausilio dei media, portò prepotentemente in primo piano la necessità di una regolamentazione più stringente.
In sostanza, la parità di condizioni fra forze politiche deve essere garantita perché direttamente connessa con il contenuto dell’articolo 48 della Costituzione italiana.