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La Costituzione prevede che è riconosciuto a tutti i cittadini di ricorrere in giudizio per tutelare i propri diritti e interessi legittimi (di fronte ad un giudice amministrativo). Ci sono dei principi costituzionali fondamentali:
1. Principio di precostituzione del giudice (o del giudice naturale): Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge: si tratta di un giudice che è stato scelto in base a delle regole precostituite, stabilite prima che il fatto sia stato commesso.
Nessuno può essere punito in forza di una legge che è entrata in vigore dopo che l'atto sia stato commesso (irretroattività delle leggi in ambito penale).
2. Diritto di difesa: Si tratta di un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento (che è anche obbligatoria). In caso di errori giudiziari esistono delle modalità per procere alla loro riparazione.
3. Diritto di difesa per i non abbienti: lo Stato si assume le spese di patrocinio di coloro che hanno un reddito inferiore ad una soglia stabilita per legge.

Non si possono esercitare misure di sicurezza se non in casi previsti dalla legge.
La Magistratura è il potere giudiziario, sono giudici che decidono le controversie nell'esercizio della funzione giurisdizionale. Lo scopo è quello di dichiarare il diritto da applicare nella situazione controversa e constringere chi si rifiuti ad assoggettarsi alla sentenza. Per questo il giudice ha a disposizione la polizia giudiziaria e i carabinieri. Quindi l’esercizio della giurisdizione presuppone l’esistenza di una controversia sull’applicazione del diritto. Vale il principio dell'indipendenza, a decidere è un soggetto terzo, imparziale, indipendente rispetto alle parti. Si diventa magistrato partecipando a concorso pubblico (solo laureati in giurisprundenza), non c'è alcuna influenza, commistione con la politica, ci si basa soltanto su esami su concetti giuridici.
Le controversie possono sorgere tra privati; tra un privato e la PA; tra privati e Stato nell'ambito del diritto penale. In questo casi c'è il PM, un magistrato che esercita l'accusa da parte dello Stato.
Ci sono giudici:
a) Ordinari (civili e penali)
b) Speciali (specializzati in determinata materia, come i giudici amministrativi; la Corte dei Conti; i giudici tributari; giudici militari)

La Costituzione prevede che non possono essere creati altri tipi di giudici oltre a questi (come accadde invece nel Ventennio).
Il procedimento giudiziario dovrebbe seguire delle determinate regole (Art. 111), affinchè venga assicurato il “giusto processo”:
1. Ragionevole durata del processo (problema causato anche da un'interpretazione assoluta dell'indipendenza da parte dei giudici)
2. Principio del contraddittorio tra le parti (collegato al diritto di difesa)

3. Principio della parità delle parti (il PM non può avere una forza più accentuata rispetto a quella dell'avvocato difensore).
4. Tutti i provvedimenti da parte del giudice devono essere motivati (sentenza motivata)

Gli organi giudicanti sono
1. Civile e penale: Giudici di pace e magistrati di tribunale (I grado); Corte d'Appello (II grado); Cassazione (legittimità). I primi due ricostruiscono la situazione e sentono le parti.
2. Cassazione: è il giudice della legittimità: valuta le violazioni di legge commesse dai giudici e non il merito delle questioni decise, cioè non ricostruisce i fatti. È un organo di chiusura del sistema e ha funzione nomofilattica: assicura l’uniformità dell’interpretazione delle norme di legge da parte dei giudici. Inoltre regola i conflitti di competenza e di attribuzione.

Gli organi requirenti invece:
1. Pubblici ministeri (PM): si tratta di sostituti procuratori, cioè magistrati che esercitano azione penale. Hanno l’obbligo dell’azione penale: attivazione della giurisdizione penale per accertamento dei reati e la condanna dei colpevoli in seguito a una “notizia criminis” dotata di un certo fondamento. Ciò sta a garantire l’imparzialità dei PM.
La magistratura è autonoma e indipendente da ogni altro potere. I giudici sono soggetti solo alla legge, applicano soltanto essa, interpretandola in base a dei precisi principi. Non possono creare nuove regole.
1. Profilo esterno: i giudici devono essere indipendenti rispetto agli altri poteri dello Stato, con il quale non c'è rapporto di gerarchia. Il CSM protegge i magistrati dalle influenze esterne, decidendo sulle questioni interne. Il Ministero della Giustizia può promuovere l'azione disciplinare nei confronti dei magistrati. Si occupa inoltre di organizzazione e funzionamento
2. Profilo interno: i magistrati non possono essere dispensati o sospesi dal servizio se non c'è il placet del CSM, così come non possono essere trasferiti (principio di inamovibilità). Il potere giudiziario è “diffuso”: non c'è gerarchia tra giudici, ma solo diverse funzioni.

Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) è un organo amministrativo del potere giudiziario. Il Presidente della Repubblica ne è il presidente. I membri sono 2/3 magistrati ordinari eletti da tutti i magistrati ordinari, il restante è votato dal Parlamento in seduta comune. Il CSM non ha funzione di giudice.

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